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Amorim, 140 anni di successi nell'industria delle chiusure in sughero

Amorim, 140 anni di successi nell'industria delle chiusure in sughero
Amorim, 140 anni di successi nell'industria delle chiusure in sughero
Pubblicato il 30 luglio 2010 | 12:43

Il gruppo Amorim, colosso portoghese leader mondiale nella produzione, finissaggio e distribuzione di tappi in sughero, si è sempre dimostrato un’azienda dinamica orientata alla ricerca di nuove applicazioni del sughero e di nuovi mercati, con forte sensibilità per le tematiche sociali e ambientali



Le foreste di querce da sughero come baluardo per l'avanzata del deserto. La loro tutela e conservazione dipendono totalmente dal loro sfruttamento per la produzione di tappi in sughero. Perché la decortica, se fatta in modo accurato e nel rispetto dei ritmi naturali di ricrescita, è un processo benefico per la pianta, che non la aggredisce, anzi, la rigenera e implica inoltre importanti conseguenze sociali e ambientali per il territorio in cui la foresta cresce. Il Gruppo Amorim, leader mondiale nel mercato del sughero, è da sempre in prima fila per la conservazione di questo dono della natura e per lo sviluppo sostenibile dell' attività industriale ad esso correlata.

Il sughero, dono della natura
è un prodotto naturale che si ricava dall'estrazione della corteccia della quercia da sughero. Questa pianta, sempreverde e longeva che cresce nelle regioni del Mediterraneo come Italia, Portogallo, Spagna, Francia, Marocco e Algeria, vive mediamente 200 anni e ha una grande capacità di rigenerarsi: durante il suo ciclo di vita la corteccia si rigenera fino a 16 volte. Il sughero possiede caratteristiche uniche, difficilmente riproducibili artificialmente: è molto leggero, elastico, comprimibile, resistente alle abrasioni e impermeabile a liquidi e gas. Ha inoltre eccellenti proprietà isolanti, acustiche e termiche, oltre che ignifughe.

La Suberina è la componente principale del sughero (45%) ed è formata da acidi grassi e alcol organici che rendono il sughero impermeabile ai gas e ai liquidi; questa sostanza, inoltre, lega insieme le celle che compongono la parete strutturale del sughero a forma di prisma pentagonale o esagonale: questa struttura e la sua composizione rendono il sughero elastico, isolante e pessimo conduttore termico. Il sughero è inoltre composto da lignina (27%), che è una componente legante, polisaccaridi (12%), acido tannico (6%) che ne dà il colore, da acqua minerale, glicerina, e altri elementi (4%). Si tratta quindi di un prodotto al 100% naturale, riciclabile e riutilizzabile, e quindi un materiale totalmente ecosostenibile.

Decortica, una carezza per l'ambiente
Processo estremamente rispettoso dell'ambiente e della pianta la decortica può essere paragonata alla tosatura di una pecora. Nessun danno viene inferto alla pianta, anzi, si tratta di una sorta di carezza che ha conseguenze benefiche per la pianta e il suo habitat, secondo un millenario equilibrio tra uomo e natura che richiede una approfondita conoscenza e amore per la quercia da sughero. Maggio, giugno e luglio sono i mesi in cui si spogliano le querce da sughero della loro corteccia. In primavera-estate infatti la linfa si posiziona tra il fusto della pianta e la sua corteccia ed è quindi possibile toglierla agevolmente, con un abile movimento che può essere praticato solo da mani esperte.

La decortica risulta essere proprio per questo l'attività agricola più ben pagata al mondo, poiché sono solo in pochi a possedere le competenze e la manualità necessarie. Si tratta di persone che vivono nelle zone della foresta per le quali questa attività diventa preziosa opportunità di lavoro e sostentamento. La decortica è quindi anche un importante contributo contro la desertificazione sociale, problema che nell'area mediterranea va ad aggiungersi a quello della desertificazione ambientale delle foreste del nord Africa e del sud Europa, dato che la quercia da sughero è l'unica pianta in grado di sopravvivere in un suolo povero e con poca acqua. Le foreste da sughero del Mediterraneo, sviluppate in un'area di 2,2 milioni di ettari, sono inoltre in grado di assorbire più di 14 milioni di tonnellate di C02 ogni anno.

Dalla semina alla prima decortica trascorrono 25 anni. Il primo sughero è quindi 'sughero vergine” e può essere utilizzato solo per la realizzazione di articoli decorativi e prodotti granulati. Dovranno trascorrere altri 9 anni prima della seconda decortica e ancora altri 9 prima che dalla corteccia si possano realizzare tappi in sughero: 43 anni minimo in tutto. è solo allora che il sughero raggiunge una stabilità strutturale tale da garantire le proprietà necessarie all'imbottigliamento. Con un ritmo di una decortica ogni 9 anni la stessa pianta può subire questo processo per oltre 200 anni.

Amorim, un'industria verde
I tappi in sughero vengono ricavati dalla corteccia della quercia, solo dopo che essa è stata lasciata ad essiccare per almeno 6 mesi nei piazzali di cemento drenato degli stabilimenti. Importante occasione di lavoro per centinaia di migliaia di persone nell'area del Mediterraneo, la produzione mondiale di sughero raggiunge le 300mila tonnellate annue, il Portogallo produce il 52% del totale, con oltre 150 mila tonnellate, il che rende questo Paese leader nella produzione di sughero. L'Italia e al terzo posto tra i produttori mondiali, con il 5,5%. Le aziende portoghesi operanti nel settore del sughero producono circa 40 milioni di tappi al giorno e contano circa 12mila lavoratori (Fonte: Bollettino mensile della attività economiche, gennaio 2007). Dalla decortica fino al finissaggio si tratta di un processo molto delicato che richiede un grande rispetto per l'ambiente e per i ritmi naturali della materia prima da cui dipende.

Il Gruppo Amorim, colosso portoghese leader mondiale nella produzione, finissaggio e distribuzione di tappi in sughero, questo l'ha capito fin da subito. Fondata nel 1870 l'azienda Amorim & Irmaos, con sede a Santa Maria de Lamas, vicino a Porto, seconda città del Portogallo, ha visto crescere in modo esponenziale il mercato mondiale dei tappi in sughero. Costituita in società nel 1922, ma mantenendo fino ad oggi una stretta conduzione familiare, Amorim è un'azienda dinamica, sempre orientata alla ricerca di nuove applicazioni della materia prima sughero e di nuovi mercati, e che fin dalla prima generazione ha sviluppato una forte sensibilità per le tematiche sociali ed ambientali. Il suo impegno per lo sviluppo del Portogallo e i suoi investimenti culturali fatti per il paese sono stati ufficializzati da importanti riconoscimenti pubblici.

Della corteccia di sughero non si butta via niente
Dopo una importante fase di verticalizzazione del processo produttivo, avvenuta a partire dagli anni '50 a garanzia di un controllo qualità diretto dalla quercia alla distribuzione dei tappi, il Gruppo Amorim si è ingegnato per cercare di recuperare gli scarti di produzione inventando nuove soluzioni e applicazioni della materia prima. I tappi in sughero sono riciclabili al 100% ed è stata proprio Amorim nel 2008 ad inaugurare in Portogallo la prima Azienda del mondo per il riciclo dei tappi in sughero, consentendo di ottenere dal prodotto rilavorato materiale per altri utilizzi come l'edilizia, la coibentazione, l'abbigliamento, la meccanica e l'aeronautica spaziale.

Della corteccia del sughero quindi non si butta via nulla, nemmeno la polvere prodotta dalla lavorazione che viene recuperata accuratamente e usata come materiale da combustione per ricavare l'energia elettrica necessaria a soddisfare il 90% del fabbisogno energetico degli impianti produttivi Amorim. L'impegno per l'ecosostenibilità del Gruppo Amorim è stato premiato quest'anno a Londra anche un prestigioso riconoscimento internazionale per i suoi sforzi a favore della riduzione dell'impatto ambientale: un 'The Drinks Business Green Award 2010”, premio assegnato dalla più importante pubblicazione di settore inglese 'The Drinks Business” che già lo scorso anno aveva inserito Amorim, unica al mondo fra le aziende produttrici di chiusure per vino, nella classifica mondiale delle 50 realtà aziendali 'verdi”, ossia con un minore impatto sull'ambiente.

Tappo in sughero, la chiusura ideale per il vino.
A chi aveva ancora qualche dubbio sul sughero, tirando in ballo magari il rischio di presenza di TCA (Tricloranisolo) nei tappi, Amorim ha saputo rispondere sconfiggendo il problema del 'sapore di tappo”. Grazie al lavoro del dipartimento ricerca e sviluppo, Amorim ha applicato una avanguardistica tecnologia  mirata al raggiungimento della perfezione sensoriale, grazie all'importante contributo dei sistemi Rosa e Rosa Evolution, strategia preventiva e curativa senza eguali.

Carlos SantosOltre ad essere la chiusura ideale per chi vuole il rispetto dell'ambiente, il sughero è comunque la chiusura ideale per il vino stesso, poichè le straordinarie proprietà fisico-chimiche di questo materiale contribuiscono notevolmente alla capacità che un vino ha di evolversi all'interno della bottiglia. La capacità di ritornare alle dimensioni originali dopo la compressione è solo del tappo in sughero, ma anche l'impermeabilità all'ossigeno è un valore aggiunto che il sughero ha rispetto alla chiusura alternativa in plastica. E se attraverso il tappo passa l'ossigeno oltre a perdere i suoi aromi il vino è anche a rischio contaminazione di microinquinanti durante lo stoccaggio e il trasporto.

Gli studi dei ricercatori Amorim, in collaborazione con l'Università di Porto, hanno persino identificato delle proprietà benefiche che dal sughero verrebbero trasmesse all'uomo tramite il vino, come la presenza di antiossidanti esclusivi di questo materiale in grado di abbassare la proliferazione di cellule tumorali. «è quindi per tutti questi motivi - afferma Carlos Santos (nella foto), amministratore delegato di Amorim Cork Italia - che considero il sughero non solo come la chiusura che per tradizione è più vicina al mondo del vino, ma come quella del futuro. Una soluzione tecnicamente all'altezza dei valori propagati dal vino, una chiusura che offre soluzioni tecniche per tutti i segmenti della produzione e soprattutto una chiusura che rappresenta il connubio perfetto tra uomo e natura».

Foto: Giulio Ziletti

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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