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Un italiano su tre usa integratori,
probiotici e alimenti funzionali

Un italiano su tre usa integratori, 
probiotici e alimenti funzionali
Un italiano su tre usa integratori, probiotici e alimenti funzionali
Pubblicato il 26 ottobre 2010 | 16:31

Al Nuce International, la fiera specializzata fino al 28 ottobre a Milano, si è discusso degli alimenti funzionali e degli integratori alimentari. Da soia e lupini un aiuto per contrastare il colesterolo. Nella nutraceutica il mercato mondiale del prodotto finito vale oltre 500 miliardi di euro

MILANO - Gli alimenti funzionali non solo fanno bene alla salute, ma possono svolgere un ruolo fondamentale nel futuro sviluppo dell'industria degli alimenti e degli ingredienti. Basti pensare che un italiano su tre usa già regolarmente integratori, probiotici e alimenti funzionali. è quanto emerso oggi, 26 ottobre, in occasione di un convegno di Nuce International, il primo salone internazionale per l'industria nutraceutica, cosmeceutica, functional foods & drinks e health ingredients, che proseguirà fino giovedì 28 a fieramilanocity.

La manifestazione rappresenta un settore in crescita, che suscita sempre maggiore interesse. «A fronte della crescente domanda - ha dichiarato Cesare Sirtori, preside della Facoltà di Farmacia dell'Università degli Studi di Milano e presidente di Sinut, la Società italiana di Nutraceutica - l'offerta è aumentata in maniere esponenziale. In Italia si contano oggi più di 8mila integratori e alimenti funzionali: un italiano su tre fa regolarmente uso di integratori, probiotici e alimenti funzionali, decretando un trend caratterizzato da una crescita continua e pressoché costante. A livello di prodotto finito attualmente il mercato mondiale vale già oltre 500 miliardi di euro, contro i circa 600 miliardi dei farmaci».



«La fortuna degli alimenti funzionali è associata soprattutto all'aumentata consapevolezza che, con un'alimentazione mirata, si possano prevenire numerose malattie e prolungare lo stato di benessere - ha dichiarato Elisabetta Guerzoni, del Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell'Università degli Studi di Bologna - In virtù di queste aspettative questi alimenti hanno oggi il potenziale per essere la maggiore forza trainante per l'industria degli alimenti e degli ingredienti. Il valore di mercato di un prodotto o ingrediente tende, infatti, ad aumentare quasi linearmente con la sua dichiarata o dimostrata bioattività. Con quest'ultimo termine si intende la capacità di interagire con numerosi processi fisiologici quali lo sviluppo pre e neonatale, la protezione dagli stress ossidativi, le prestazioni cognitive e mentali, le prestazioni fisiche, la fisiologia vascolare e la composizione e il metabolismo del microbiota intestinale. L'industria degli ingredienti e degli enzimi è la forza motrice di questa evoluzione. Infatti, il conferimento di questi attributi agli alimenti richiede lo sviluppo non solo di specifiche conoscenze, ma anche di processi biotecnologici in grado di rendere disponibili componenti bioattivi (molecole antiossanti, antinfiammatorie), enzimi funzionali (ad esempio, proteasi), microrganismi probiotici e fibre, essenziali per la loro formulazione. Gli aspetti tecnologici e biotecnologici riguardanti la produzione di alimenti funzionali sono complessi e riguardano sia la messa a punto di trattamenti appropriati per la salvaguardia dei prodotti, che la produzione di specifici ingredienti e di microrganismi ed enzimi per la loro trasformazione. Un aspetto importante riguarda, ad esempio, l'impiego di microrganismi e loro enzimi per una mirata trasformazione di materie prime, di loro componenti e dei sottoprodotti della loro lavorazione industriale in molecole o macromolecole dotate di attività funzionali come i prebiotici. Tali molecole sono in particolare oligosaccaridi capaci di agire come stimolatori a livello intestinale dello sviluppo e dell'attività di microrganismi probiotici in grado di aumentare le difese immunitarie. Un mondo ancora poco esplorato a livello applicativo, ma di grande potenzialità è la straordinaria capacità dei microrganismi e dei loro enzimi di trasformare in modo mirato molecole a basso costo e di scarsa attività biologica in molecole ad elevato impatto sulla salute ed elevato valore economico».

Dal settore arriva, tra l'altro, anche un aiuto naturale per chi deve combattere contro il colesterolo. «Vari fattori di rischio aumentano la probabilità di insorgenza delle malattie cardiovascolare, tra questi l'ipercolesterolemia ha tratto i maggiori benefici grazie all'utilizzo degli alimenti funzionali - ha affermato Anna Arnoldi, dell'Università degli Studi di Milano - Particolare successo hanno avuto e hanno tuttora le proteine vegetali. Oltre trent'anni fa, grazie a ricerche del gruppo di Sirtori di Milano, le proteine della soia hanno dimostrato di poter ridurre, e molto, la colesterolemia. Si trattava allora di studi pioneristici, ma le proteine della soia si sono poi affermate in terapia. Vengono oggi utilizzate principalmente come parziale sostituzione delle proteine di origine animale, sotto forma di bevande vegetali, formaggi o prodotti simili alla carne, e possono determinare una riduzione del 10% del colesterolo. Sono ben tollerate. Nel 1999, la Food and Drug Administration ha riconosciuto l'attività delle proteine della soia per ridurre il rischio cardiovascolare. Più di recente alla soia si è aggiunto il lupino. Un recente studio clinico ha messo in evidenza che le proteine di lupino hanno un effetto ipocolesterolemizzante di poco inferiore a quello della soia, ma comunque apprezzabile (diminuzione di circa il 5% in pazienti con colesterolemia moderata) e anche ipotensivo, nei pazienti con moderati aumenti dei livelli pressori. La ricerca più recente è indirizzata alla purificazione di peptidi attivi da queste due fonti vegetali».

«L'approccio alla salute dei consumatori evolve rapidamente verso un modello progettuale, centrato sul benessere e la prevenzione, relativamente trasversale per genere e livello sociale - ha detto Marco Fiorani Angelini, vice presidente di FederSalus - I consumatori diventano più preparati ed esperti, grazie anche al contributo dei media e di Internet. All'integratore alimentare è riconosciuto un ruolo funzionale e di prevenzione nell'ambito della salute e benessere degli individui, che lo pone in una dimensione confinante sia con il mondo del farmaco (con il quale condivide la forma di presentazione) che con l'alimento, quando questo si propone in un'ottica salutistica o funzionale. Si propone, quindi, un'analisi della performance comparata dei tre comparti - integratori, farmaci e alimenti funzionali - e della dinamica dei canali di vendita (farmacia, Gdo, parafarmacia) con riferimento anche all'evoluzione di Internet sia come canale di vendita che strumento di comunicazione interpersonale».

Un aspetto molto importante e dibattuto per lo sviluppo della nutraceutica sono i claims, le indicazioni nutrizionali e sulla salute proposte sulle etichette degli alimenti e con la pubblicità, che sono disciplinate da uno specifico regolamento. «Come Federsalus e insieme ad altre associazione italiane - ha dichiarato Massimilano Carnassale, segretario generale di FederSalus - abbiamo svolto un lavoro per trovare le evidenze scientifiche per sostenere i claims, come previsto dal regolamento 1924 entrato in vigore nel 2007. Considerato il patrimonio di piante tradizionalmente e legalmente utilizzate negli integratori alimentari in Italia, abbiamo fatto un accordo con il prof. Giancarlo Cravotto dell'Università di Torino per la ricerca di evidenze scientifiche in circa settecento piante. Stiamo però riscontrando difficoltà procedurali, in assenza di linea guida su come e quali fossero le prove scientifiche necessarie. Abbiamo però attivato un dialogo costante con il Ministero della Salute e ci avvaliamo dei criteri di valutazione dell'Efsa (European Food Safety Authority) e del Mediatore Europeo».

L'importanza delle nanobiotecnologie, che rappresentano l'utilizzazione congiunta di biologia molecolare e di nanotecnologie in un vasto ambito di applicazioni, in particolare nelle scienze della vita e nella cosmetica, è stata infine sottolineata da Enrico Bardone di Aidic, l'Associazione Italiana di Ingegneria Chimica, secondo cui «Usa ed Europa sono i principali protagonisti di questo sviluppo soprattutto nelle applicazioni nella medicina. Data l'importanza strategica di questa tecnologia è necessario sostenere il suo sviluppo in Italia attraverso finanziamenti opportuni e una sinergica collaborazione tra ricerca pubblica e privata».

Il salone Nuce International rientra nell'ambito di Life-Med, un nuovo concept fieristico dedicato alle Life Sciences fortemente innovativo che comprende anche Biotech, l'evento internazionale e conferenza sulle biotecnologie, e Algae Europe, la prima mostra-convegno sulle tecnologie di produzione e sulle applicazioni industriali delle alghe. In questo contesto sinergico è presente anche la Lab Area, riservata alle aziende che operano nel settore delle apparecchiature di processo e per il laboratorio. Nel suo insieme, a Life-Med partecipano oltre 200 espositori provenienti da 21 Paesi.


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