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Consorzi contro il "dissequestro"
Dannoso per la tutela del Balsamico

Consorzi contro il
Consorzi contro il "dissequestro" Dannoso per la tutela del Balsamico
Pubblicato il 19 aprile 2011 | 17:52

Incredulità e disappunto dei Consorzi di tutela delle due Dop “Aceto balsamico tradizionale” di Modena e Reggio Emilia, e del Consorzio della Igp Aceto Balsamico di Modena, relativamente ai provvedimenti di dissequestro delle confezioni recanti la denominazione “balsamico” e “condimento balsamico”

MODENA - I Consorzi di Tutela delle due Dop 'Aceto balsamico tradizionale” di Modena e Reggio Emilia,  e il Consorzio della Igp Aceto Balsamico di Modena hanno preso atto, con incredulità e disappunto, delle ordinanze dell'autorità giudiziaria che hanno annullato i provvedimenti di sequestro delle confezioni recanti la denominazione 'balsamico” e 'condimento balsamico” a suo tempo adottati dai Procuratori della Repubblica di Modena e Reggio Emilia.

Da tempo tutti i produttori si battono, all'unisono con il ministero delle Politiche agricole, per affermare la tutela della parola 'balsamico”, che nel campo dei condimenti deve essere riservata unicamente alle tre specialità protette a livello europeo fin dal 2000.

Il Ministero, che già aveva irrogato sanzioni nel 2008, ha recentemente ribadito la propria posizione di fermezza con la circolare interpretativa del 3/12/2010, che riprende i concetti espressi nel Regolamento Comunitario, in particolare con riguardo al divieto di imitare, evocare o creare confusione nel consumatore con riferimento alle denominazioni Dop o Igp: ed è innegabile che i prodotti sequestrati dal Corpo Forestale dello Stato nel corso della recente operazione di controllo, cui è andato e va il plauso dei produttori seri, sembrano presentare una o più delle caratteristiche vietate.   

Poiché l'utilizzo del termine 'balsamico” è unicamente disciplinato, per quanto riguarda i condimenti, in unione alla denominazione 'Aceto balsamico” (nelle tre diverse denominazioni registrate), è facile immaginare gli effetti devastanti che verrebbero prodotti sul mercato da un utilizzo indiscriminato di tale termine: «Chiunque, anche impiegando materie prime di qualunque specie od origine (ad esempio datteri, carrube, mele, banane, etc.) in grado di determinare un processo di fermentazione simile a quello dell'uva che si trasforma in mosto, potrebbe immettere sul mercato un condimento denominato 'balsamico” - sostiene Cesare Mazzetti, presidente del Consorzio Aceto Balsamico di Modena - Ma anche in assenza di tali materie prime, e con una semplice mistura di liquidi acidi e di zuccheri, con o senza aggiunte di coloranti e di sostanze aromatizzanti, si potrebbero ottenere condimenti agrodolci che verrebbero etichettati con l'aggettivo "balsamico", poiché le vigenti leggi alimentari sulla produzione dei condimenti nulla specificano in merito».

«In questo modo verrebbe distrutto un patrimonio gastronomico straordinario, noto in tutto il mondo, frutto di una sapiente elaborazione di prodotti agricoli, specificamente selezionati, avvenuta nel corso dei secoli e che ha raggiunto oggi rilevantissimi valori economici (90 milioni di litri annui il totale delle Dop e Igp, con un valore superiore ai 400milioni di euro)», ribadisce Enrico Corsini, presidente del Consorzio tutela Aceto balsamico tradizionale di Modena.

è facile immaginare, qualora le tesi del Tribunale di Modena venissero confermate, che tipo di disastro si causerebbe all'estero: «I produttori, siano essi europei o cinesi, indiani od australiani sarebbero legittimati non solo a fare, ma addirittura ad esportare in Italia un condimento denominato 'balsamico”, senza regole né controlli, ma utilizzando un'etichetta che, in sostanza, lo farebbe apparire agli occhi del consumatore come una delle tre famose denominazioni dell'aceto balsamico, che subiscono continue imitazioni nel mondo intero», sostiene Carlo Ferretti, presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia.

I tre Consorzi hanno ricevuto il pieno sostegno dei maggiori Consorzi di Tutela italiani, tra cui il Consorzio del Parmigiano Reggiano (che bolla come "paradossale" la vicenda modenese), e l'Associazione italiana dei consorzi delle indicazioni geografiche (Aicig) che raggruppa quasi 50 consorzi per un fatturato di oltre 10 miliardi di euro, ovvero il 93% della produzione nazionale di Dop e Igp e il cui presidente Giuseppe Liberatore, in proposito sostiene: «Nutro una forte preoccupazione per questa sentenza della sezione del riesame del Tribunale di Modena, credo sia indispensabile al più presto un confronto con le istituzioni».

I giudici hanno evidentemente trascurato di considerare elementi giuridici importanti, come ad esempio il testo del Codice della proprietà industriale, il cui articolo 30 è stato proprio recentemente modificato per garantire maggior tutela alle denominazioni protette

I Consorzi ribadiscono la propria posizione con fermezza, e annunciano che utilizzeranno tutti gli strumenti legali a propria disposizione per controbattere le tesi appena pubblicate, sia nei relativi procedimenti giudiziari, ancora in corso, sia nelle sedi Italiane e comunitarie più opportune. Ciò, a tutela del prodotto, degli operatori e nell'interesse dei consumatori.

© Riproduzione riservata

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02/05/2011 11:55:00
7) ...tutela di cosa?
Condivido le osservazioni del Professor Paolo Gidici e dalla Dott.ssa Fiocco. Abbiamo ottenuto un IGP che autorizza la vendita in bustine di plastica da pochi grammi fino alle cisterne ma non abbiamo inserito la confezione da 100 ml che avrebbe tolto dal mercato tante diciture definite "ingannevoli". Un IGP con un disciplinare di produzione che non ha obbligato, nemmeno in piccola parte, l'utilizzo delle materie prime italiane, vista la possibile provenienza da tutto il mondo dei mosti o dell'aceto di vino e che vede, in molti casi come unico ingrediente del territorio italiano, forse, il caramello. Si è fortemente voluto discriminare una serie di produttori che da almeno 20 anni producono e commercializzano bottiglie denominate condimento Balsamico che hanno assunto sia nel territorio e sopratutto in canali esteri un consolidato mercato. Sostenere oggi idee di tutela quando abbiamo 2 Consorzi della DOP che mettono già tanta confusione nel consumatore, 2 Consorzi dell'IGP che non riescono a trovare un accordo per la costituzione di un consorzio di tutela unico. Ma tutela di cosa?


27/04/2011 18:06:00
6) Ma che ci stanno a fare i tribunali nel nostro paese?
Trovo ancor più singolare il fatto che due tribunali, esattamente quello di Modena e quello di Reggio Emilia, abbiano assolto i produttori di condimento balsamico e che queste due sentenze non siano state recepite dai consorzi di tutela dell'aceto balsamico tradizionale di modena d.o.p. e dell'aceto balsamico di modena igp. Ma che ci stanno a fare i tribunali nel nostro paese??


22/04/2011 09:42:00
5) L'Igp non è una garanzia di qualità!
Condivido il commento della Professoressa Fiocco che coglie perfettamente nel segno: con queste denominazioni protette (IGP) si spreca denaro del contribuente ed il vantaggio va a pochi industriali. In aggiunta la beffa per il consumatore è ancora più grande perchè paga i prodotti IGP ad un prezzo superiore! In sostanza paga due volte, con la fiscalità generale per finanziare le IGP e con il maggior costo del prodotto. In aggiunta le IGP non ridistribuiscono sul territorio o al settore primario perchè le materie prime possono essere anche tutte di origine extra territorio. Sulla qualità va ricordato che la IGP non è una garanzia di qualità!


21/04/2011 15:09:00
4) Dov'è il danno?
scusate, ma l'Aceto Balsamico di Modena non è una miscela di mosto cotto e/o concentrato + aceto di vino + caramello (colorante) acquistati liberamente sul mercato? La IGP non prevede che la materia prima sia né di Modena né della regione ER né Italiana. Allora dov'è tutto questo danno? Poi, il mosto impiegato è spesso un mosto muto (con più di 2000ppm di solforosa) desolforato e concentrato alla bisogna. Infine quanto è invecchiato ... il disciplinare dice almeno 2 mesi.


21/04/2011 15:07:00
3) Aceto greco o spagnolo in quello di Modena?
è molto interessante il commento del Presidente del Consorzio dell'Aceto Balsamico di Modena (ABM): "....Ma anche in assenza di tali materie prime, e con una semplice mistura di liquidi acidi e di zuccheri, con o senza aggiunte di coloranti e di sostanze aromatizzanti, si potrebbero ottenere condimenti agrodolci che verrebbero etichettati con l'aggettivo "balsamico". La mia considerazione è molto semplice mi sembra che il Presidente abbia descritto un modo molto simile a quello di produzione dell'ABM, che è una miscela di mosto cotto o concentrato, aceto di vino e caramello (colorante)!! Dove è lo scandalo? visto che la IGP non impone che le materie prime per produrre ABM siano locali. In breve si può fare con aceto greco o spagnolo. Almeno, i piccoli produttori locali dei condimenti usano materie prime locali.


21/04/2011 15:03:00
2) Il Consorzio si attacca ad un "aggettivo" per sviare dal problema principale...
Trovo vergognoso che il Consorzio di tutela dell'Aceto balsamico di Modena IGP si attacchi ad un "aggettivo" per sviare dal problema principale, ossia mascherare la grande contraddizione costituita dalla legge sul l'IGP firmata a Bruxelles: L'Aceto Balsamico di Modena IGP come lo troviamo nei supermercati italiani e mondiali è costituito prevalentemente da Aceto di Vino con aggiunta di Caramello e spesso anche metabisolfito di potassio (E224),mentre la parte di mosto cotto è minima ed inoltre, cosa ancora più grave, non vi è nessun obbligo per i produttori di utilizzare dei mosti italiani. Ma che Indicazione Geografica Protetta è?? Cari Politici, potevate effettivamente evitare di sprecare i nostri soldi con un operazione che dimostra solo la volontà di proteggere gli interessi e lo strapotere dei "grandi" industriali che firmano leggi che non tutelino né l'origine geografica delle materie prime, né la qualità degli ingredienti, facendo invece gli interessi del mercato globale di massa, accettando che la denominazione ACETO BALSAMICO DI MODENA IGP scada a sinonimo di aceto di Vino colorato di nero (Basta leggere la lista degli ingredienti sulle etichette della grande distribuzione),e poi parlate di "distruzione di un patrimonio gastronomico straordinario"??? Ma davvero pensate che i consumatori siano così ignoranti ed ingenui? Davvero è giusto poter fare del balsamico con 70 di aceto di vino e chiamarlo Aceto balsamico di Modena IGP?? L'aggettivo "Balsamico" indica una proprietà terapeutica - curativa ed avete ottenuto la protezione della dicitura "Aceto Balsamico di Modena IGP", che è la dicitura riconosciuta in tutto il mondo (anche se purtroppo non significa garanzia di qualità), questo non ve lo toglie nessuno quindi lasciate in pace la grammatica e i condimenti balsamici che non vogliono "imitare" né l'ABM IGP né l'ABTM DOP ma costituiscono solo un alternativa ad essi.


20/04/2011 09:47:00
1) Ecco come si sprecano i soldi del contribuente
Disse il giudice quando emise la sentenza: ecco come si sprecano i soldi del contribuente, in accuse senza fondamento.



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