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Consorzio vino Chianti Classico - SCHEDA

Consorzio vino Chianti Classico - SCHEDA
Consorzio vino Chianti Classico - SCHEDA
Pubblicato il 02 febbraio 2008 | 19:04

via Scopeti, 155 - 50026 località Sant'Andrea in Percussina, San Casciano in Val di Pesa (Fi)
Tel 055 82285 - Fax 055 8228173
marketing@chianticlassico.com
www.chianticlassico.com


 Marco Pallanti

Presidente: Marco Pallanti
Vicepresidenti: Nunzio Capurso e Francesco Colpizzi
Area vitata globale: 10.000 ettari
Volumi totali 2008: 268.100 hl
Vini Docg:
Chianti Classico, Chianti Classico Riserva

Elenco aziende associate:

1. Agricoltori Chianti Geografico
2. Aiola
3. Altiero
4. Ancilli
5. Antica Fornace
6. Baccio di Gaiuole
7. Badia a Coltibuono
8. Badia Berardenga
9. Banfi
10. Barone Ricasoli
11. Bartali
12. Belvedere
13. Belvedere di San Leonino
14. Bindi Sergardi
15. Boratini
16. Borgo di Pietrafitta
17. Borgo Salcetino
18. Borgo Scopeto
19. Brancaia
20. Bruscola
21. Bucciarelli
22. Buondonno
23. Ca' del Tondo
24. Caggio
25. Caiano
26. Campacci
27. Campalli
28. Campocorto
29. Campriano
30. Canonica a Cerreto
31. Cantalici
32. Cantine Bonacchi
33. Caparsa
34. Carobbio
35. Carpineto
36. Casa al Vento
37. Casa Emma
38. Casa Sola
39. Casafrassi
40. Casale dello Sparviero
41. Casale la Selva
42. Casalgallo
43. Casalino
44. Casaloste
45. Casanuova di Ama
46. Casanuova di Pietrafitta
47. Casina di Cornia
48. Castagnoli
49. Castel Ruggero
50. Castellare di Castellina
51. Castelli del Grevepesa
52. Castell'in Villa
53. Castellinuzza
54. Castello d'Albola
55. Castello della Paneretta
56. Castello di Ama
57. Castello di Bibbione
58. Castello di Bossi
59. Castello di Cacchiano
60. Castello di Fonterutoli
61. Castello di Lucignano
62. Castello di Meleto
63. Castello di Monastero
64. Castello di Monsanto
65. Castello di Monterinaldi
66. Castello di Querceto
67. Castello di Rencine
68. Castello di San Donato in Perano
69. Castello di San Sano
70. Castello di Selvole
71. Castello di Tizzano
72. Castello di Tornano
73. Castello di Uzzano
74. Castello di Verrazzano
75. Castello di Volpaia
76. Castello il Palagio
77. Castello la Leccia
78. Castello Vicchiomaggio
79. Castelvecchi
80. Cecchi
81. Cennatoio Inter Vineas
82. Cennino
83. Cerbaia
84. Cigliano di Sopra
85. Cignan Rosso
86. Coli
87. Colle ai Lecci
88. Colle Bereto
89. Collelungo
90. Concadoro
91. Conio
92. Conti Serristori
93. Corte di Valle
94. Dievole
95. Fattoria Casenuove
96. Fattoria Castello di Monteriggioni
97. Fattoria di Busona
98. Fattoria di Cinciano
99. Fattoria di Corsignano
100. Fattoria di Luiano
101. Fattoria di Monaciano
102. Fattoria di Montecchio
103. Fattoria di Petroio
104. Fattoria Ispoli
105. Fattoria la Loggia
106. Fattoria la Presura
107. Fattoria la Quercia
108. Fattoria la Ripa
109. Fattoria Le due Arbie
110. Fattoria le Fonti
111. Fattoria le Lodoline
112. Fattoria l'Ottavo
113. Fattoria Montagliari
114. Fattoria Monticchio
115. Fattoria Morrocco
116. Fattoria Poggiarello
117. Fattoria Tregole
118. Fattoria Valtellina
119. Fattoria Vignale
120. Fattoria Villa Brberino
121. Fattoria Viticcio
122. Felsina
123. Fonte al Beccaio
124. Fontodi
125. Frimaio
126. Gagliole
127. Granducato
128. Grignanello
129. I Fabbri
130. I Sodi
131. I Tattoli
132. Il Barlettaio
133. Il Borghetto
134. Il Campaccio
135. Il Campino
136. Il Castagno
137. Il Colombaio di Cencio
138. Il Mandorlo
139. Il Molino di Grace
140. Il Poggiolino
141. Il Poggiolo
142. Il Santo
143. Il Vescovino
144. Il Villino
145. Impresa Enoagricola
146. Isole e Olena
147. La Casaccia
148. La Castellina
149. La Doccia
150. La Foresta
151. La Madonnina
152. La Mandria
153. La Marcellina
154. La Massa
155. La Mirandola
156. La Montanina
157. La Piaggia
158. La Sala
159. La torre di Mezzola
160. Le Bocce
161. Le Chiantigiane
162. Le Cinciole
163. Le Corti
164. Le Filigare
165. Le Fioraie
166. Le Fonti
167. Le Fraschette
168. Le Lame
169. Le Macie
170. Le Masse di San Leolino
171. Le Miccine
172. Le Querciole
173. Lilliano
174. Lo Spicchio
175. Lo Spugnaccio
176. Lornano
177. Machiavelli
178. Macia
179. Mannucci Droandi
180. Massanera
181. Melini
182. Miscianello
183. Monte Bernardi
184. Montefioralle
185. Montegiachi
186. Montemaggio
187. Monteraponi
188. Monteropoli
189. Montesassi
190. Montesecondo
191. Montiverdi
192. Nittardi
193. Oliviera
194. Ormanni
195. Palazzo al Bosco
196. Panzanello
197. Perseto del Pozzo
198. Pian del Gallo
199. Piccini
200. Pieve di Campoli
201. Pieve di Spaltenna
202. Pile e Lamole
203. Podere - Il Fornacino
204. Podere Querce II
205. Podere Capaccia
206. Podere Ciona
207. Podere Fioraine
208. Podere il Palazzino
209. Podere la Cappella
210. Podere La Cappella
211. Podere L'Aja
212. Podere Olmo
213. Podere Perseto
214. Podere Setriolo
215. Podere Terreno
216. Podere Torcilacqua
217. Podere Tramonti
218. Poggerino
219. Poggio al Sole
220. Poggio alla Croce
221. Poggio Amorelli
222. Poggio Asciutto
223. Poggio Bonelli
224. Poggio dell'Oliviera
225. Poggio Romita
226. Poggio Torselli
227. Poggiopiano
228. Pomona
229. Pratale
230. Pruneto
231. Querceto di Castellina
232. Quercia al Poggio
233. Querciabella
234. Querciavalle
235. Reggine
236. Ricudda
237. Riecine
238. Rietine
239. Rignana
240. Ripanera
241. Rocca delle Macie
242. Rocca di Castagnoli
243. Rocca di Cispiano
244. Rocca di Montegrossi
245. Rodano
246. Ruffino
247. Sagrona
248. Salvadonica
249. San Cresci
250. San Donatino
251. San Donato
252. San Fabiano Calcinaia
253. San Felice
254. San Giorgio alla Piazza
255. San Giovanni
256. San Giusto a Rentennano
257. San Leonino
258. San Martino
259. San Martino a Cecione
260. San Michele a Torri
261. San Piero
262. San Vincenti
263. Santa Maria
264. Santa Valeria
265. Sant'Agnese
266. Santo Stefano
267. Savignola Paolina
268. Sesta Grande
269. Setriolo
270. Sicelle
271. Solatio
272. Solatione
273. Spadaio e Piècorto
274. Stomennano
275. Storiche Cantine
276. Straccali
277. Sugame
278. Tenuta Bonomonte
279. Tenuta Canale
280. Tenuta di Bibbiano
281. Tenuta di Monaciano
282. Tenuta di Nozzole
283. Tenuta di Riseccoli
284. Tenuta La Novella
285. Terrabianca
286. Terre di Melazzano
287. Terreno
288. Tiorcia
289. Tomarecchio
290. Torraccia di Presura
291. Tracolle
292. Val delle Corti
293. Valiano
294. Vecchie Terre di Montefili
295. Vescine
296. Vigna al Sole
297. Vignavecchia
298. Vignole
299. Villa a Sesta
300. Villa Arceno
301. Villa Belvedere Campoli
302. Villa Branca
303. Villa Buonasera
304. Villa Cafaggio
305. Villa Calcinaia
306. Villa Casale
307. Villa Cerna
308. Villa del Cigliano
309. Villa di Geggiano
310. Villa Francesca
311. Villa La Pagliaia
312. Villa Mangiacane
313. Villa Montepaldi
314. Villa Montignana
315. Villa Rosa
316. Villa S. Andrea
317. Villa Talente
318. Villa Trasqua
319. Villa Vignamaggio
320. Vino Sorelli
321. Vitiano
322. Vitignano
323. White Martin


Le cifre del chianti classico

Estensione dell'intero territorio: 70.000 ha
Estensione complessiva vigneti: 10.000 ha
Vigneti iscritti all'Albo del Chianti Classico: 7.200 ha
Produzione vino Chianti Classico 2008: 268.100 hl
Numero Soci Chianti Classico: 597
Di cui imbottigliatori: 350

Commercializzazione Chianti Classico 2007
Italia: 27%
Stati Uniti: 29%
Germania: 10%
Regno Unito: 9%
Svizzera: 7%
Canada: 6%
Giappone: 6%
Russia: 3%
Altri Paesi: 3%

Il territorio del Chianti e la sua storia
La Toscana è conosciuta ovunque come terra votata alla produzione di grandi vini tra cui primeggia per tradizione, notorietà e consistenza il Chianti Classico. Questa denominazione è legata esclusivamente all'area da sempre chiamata Chianti, ovvero quella zona che si estende fra Firenze e Siena, la cui civiltà ha origini molto antiche.

La storia
Numerose sono le testimonianze che ricordano, nella zona del Chianti, la presenza degli Etruschi e dei Romani, ma è a partire dal Medio Evo che il Chianti comincia ad acquistare quel paesaggio architettonico che ancor oggi lo contraddistingue. Molte sono le leggende che riguardano questo periodo storico, tra cui quella che fa risalire il simbolo del Gallo Nero da una singolare tenzone medievale. E' comunque dato storico che il Gallo Nero, simbolo della pace raggiunta tra le due repubbliche toscane, divenne a partire dal 1300 l'insegna della Lega Militare del Chianti.
Nel corso dei secoli, questo territorio fu teatro di violente contese fra Firenze e Siena, cosicché accanto ai villaggi, alle pievi e alle badie, furono costruiti castelli e roccaforti, che in tempo di pace, furono poi in parte trasformati in ville e residenze.
A partire dal ‘700, in seguito alla rinascita agraria della Toscana, il paesaggio si arricchì di testimonianze relative ad una nuova organizzazione del lavoro. Sono di quel periodo, infatti, la maggior parte delle case coloniche e le sistemazioni poderali, tutt'oggi esistenti.
Il territorio chiantigiano mantiene per lo più intatta questa fisionomia di civilizzazione agraria. Il lavoro e la presenza dell'uomo, negli anni, hanno ulteriormente migliorato il fascino di quel paesaggio naturale che ancor oggi rende il Chianti una terra unica al mondo.
I Chiantigiani, da sempre attaccati con amore alla loro terra, hanno contribuito nel tempo alla strenua difesa di questo patrimonio. Nel 1990 è stata infatti costituita la Fondazione per la Tutela del Territorio del Chianti Classico, il cui scopo è quello di salvaguardare l'ambiente ed il paesaggio, i beni artistici e le tradizioni storico-culturali di quest'area geografica, nonché quello di coordinare i nuovi inserimenti urbanistici.

Il territorio
Il territorio del Chianti comprende nelle sue terre i comuni di Castellina, Gaiole, Greve e Radda in Chianti per intero ed, in parte, quelli di Barberino Val d'Elsa, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi, San Casciano Val di Pesa e Tavarnelle Val di Pesa. In tutto 70.000 ettari. I confini del territorio di produzione del vino Chianti Classico sono rimasti invariati rispetto a quanto definito nel decreto ministeriale del luglio 1932.
Per lo più coperto da boschi, dove prevalgono querce, castagni e pini, punteggiato da cipressi, il Chianti è una zona con altitudini che oscillano tra i 200 e gli 800 metri. Il clima è continentale ma senza eccessive escursioni termiche. I terreni, sassosi e poco profondi, presentano pendenze anche notevoli.
Le caratteristiche del clima, del terreno e dell'altitudine rendono il Chianti una regione particolarmente votata alla produzione di vini di qualità, primo fra tutti il Chianti Classico, e di un altro prodotto tipico e di grande pregio, l'olio extra vergine di oliva.
Elemento distintivo del paesaggio agrario chiantigiano sono infatti i filari dei vigneti specializzati ed i recenti oliveti, colture che interessano rispettivamente 10.000 e 8.000 ettari. Dei 10.000 ettari coltivati a vite, circa 7.000 sono destinati al vino Chianti Classico DOCG, la cui produzione si aggira mediamente ogni anno attorno ai 260.000 ettolitri.

Il Consorzio Vino Chianti Classico
A tutela della produzione del Chianti Classico, il 14 maggio 1924 un gruppo di 33 produttori proprietari di vigneti si riunì a Radda in Chianti per dar vita al Consorzio per la difesa del vino Chianti e della sua marca d'origine.
Il marchio che da sempre ha accompagnato le bottiglie di Chianti Classico prodotte dagli associati è il Gallo Nero, storico simbolo dell'antica Lega Militare del Chianti, riprodotto fra l'altro dal pittore Giorgio Vasari sul soffitto del Salone dei Cinquecento, nel fiorentino Palazzo Vecchio.
Con il trascorrere degli anni, il ristretto gruppo di produttori della fondazione si è notevolmente ampliato e il 'Consorzio Vino Chianti Classico” conta, ad oggi, oltre 600 produttori associati, di cui circa 350 confezionano il vino con la propria etichetta.
Dal 2005 il Gallo Nero è diventato l'emblema di tutta la denominazione Chianti Classico.

La lunga battaglia legislativa del Consorzio
Nel periodo che va dal 1924 al 1967, il Consorzio dovette sostenere lunghe e difficili battaglie per ottenere il riconoscimento esclusivo. Il lungo cammino legislativo durato oltre quarant'anni si concluse infatti nel 1967 con l'entrata in vigore del decreto che riconosceva la denominazione di origine controllata del Chianti e riconosceva il Chianti Classico come un vino dalle caratteristiche più selettive di quelle previste per la denominazione.
In seguito, nel 1984, il Chianti Classico ottenne la DOCG (denominazione d'origine controllata e garantita), il riconoscimento più alto per i vini italiani di qualità.
Tre anni dopo, nel 1987, in prospettiva dell'ormai imminente legge che avrebbe imposto ai consorzi di tutela l'obbligo di cessione del marchio a tutti gli utilizzatori della denominazione, il Consorzio suddivise la sua attività in due organismi: il Consorzio Vino Chianti Classico, cui venne affidato l'incarico di vigilanza ed i controlli previsti da precise norme di legge, ed il Consorzio del Gallo Nero (poi Consorzio del Marchio Storico – Chianti Classico), dedito invece alla promozione dei vini contraddistinti dal marchio Gallo Nero, sottoposti a norme più restrittive e controlli più severi sulla qualità del prodotto.
Con il decreto ministeriale del 5 agosto 1996, il Chianti Classico divenne finalmente una DOCG autonoma, con un disciplinare di produzione distinto da quello del vino Chianti.
Nel novembre 2003, il Consorzio del vino Chianti Classico ha ottenuto un altro importante riconoscimento da parte del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali: con la cosiddetta erga omnes, infatti, il Consorzio si è assicurato le responsabilità relative al controllo sulla denominazione Chianti Classico, un controllo che riguarda tutta la filiera produttiva e che viene indistintamente esercitato su tutte le aziende, socie e non socie.
Nel 2005 il Gallo Nero è divenuto il segno distintivo di tutto il vino Chianti Classico, e, quale marchio della denominazione, è stato inserito nella fascetta di stato che viene apposta su ogni bottiglia.

L'attività del Consorzio
L'organizzazione interna del Consorzio prevede strutture necessarie ad assolvere i compiti istituzionali, che riguardano la qualificazione del prodotto, la valorizzazione della denominazione, la vigilanza e i controlli.
L'intera filiera, dalla produzione delle uve all'imbottigliamento del prodotto, è sottoposta ad un sistema di tracciabilità, i cui dati vengono gestiti direttamente dal Consorzio e inseriti in un database informatizzato di pubblica fruibilità. Il Consorzio attua, inoltre, un severo controllo sul prodotto confezionato e già presente nei canali di vendita.
Un'altra importante attività è la ricerca e sperimentazione in ambito agronomico ed enologico.
Numerose, infine, sono le attività promozionali, di pubbliche relazioni, comunicazione e marketing che vengono realizzate nel corso degli anni al fine di promuovere, diffondere e dare lustro all'immagine del vino Chianti Classico nel mondo.

Il vino Chianti Classico
E' difficile parlare di Chianti Classico senza parlare dei valori e della storia della sua zona di produzione geografica.
Il nome Chianti Classico deriva infatti, in primo luogo, dai confini del territorio di produzione, da sempre denominato Chianti: una zona che si estende fra i comuni di Firenze e Siena, la cui civiltà e la cui produzione di vino hanno origini molto antiche.

La storia del Chianti Classico
Il nome Chianti, riferito al vino prodotto nella zona Chianti, compare per la prima volta in documenti notarili del 1404, sebbene la coltivazione di vite all'interno di quel territorio di produzione sia nota sin dall'epoca etrusca. In seguito, il vino prodotto su queste colline acquistò un tale prestigio da indurre, nel 1716, il Granduca di Toscana Cosimo III a tutelarne il nome, fissando in un bando i confini della zona di produzione, che ancora corrispondono approssimativamente agli attuali 70.000 ettari. Il bando del 1716 rappresenta il primo documento legale nella storia che istituisce la delimitazione di un'area viticola di produzione.
In epoca moderna, proprio per la notorietà che aveva acquistato il Chianti, si trovò conveniente produrlo anche negli altri territori toscani dotati di una certa vocazione viticola, adottando le stesse pratiche e gli stessi uvaggi del territorio d'origine. Questo vino venne commercializzato con il nome di Chianti, sottolineandone la caratteristica di essere fatto 'all'uso” del Chianti, e da quel momento l'indicazione geografica si trasformò in una e vera e propria denominazione enologica. Accanto all'originario Chianti (definito poi Classico a riconoscimento e tutela della sua primogenitura), nacquero così altre sei diverse tipologie di vino.
Un decreto ministeriale del 1932 sancì questo stato di cose distinguendo il Chianti prodotto nell'area storica, che venne definita 'zona di origine più antica”, da quello prodotto nel resto della Toscana.
Dal 1996 il Chianti Classico è DOCG autonoma. Con il decreto ministeriale del 5 agosto 1996, è stato infatti approvato il disciplinare separato per la denominazione Chianti Classico, un riconoscimento che restituisce al Chianti Classico la sua dignità di zona più antica nonché la peculiarità e la tipicità di un vino unico.

I criteri di definizione del Chianti Classico e le differenze con il Chianti comune
Per poter acquisire la denominazione di Chianti Classico, non è sufficiente che il vino sia prodotto nella regione del Chianti. Deve anche rispettare tutta una serie di regole previste dal disciplinare di produzione, prima fra tutte la particolare base ampelografica. L'uva più importante, sia per percentuale (dal 80% al 100%) che per tipicità, è il Sangiovese, vitigno a bacca rossa originario dell'Italia centrale, che dà vita a vini dal colore rosso rubino che con l'invecchiamento tende al granato, dal profumo di spezie e piccoli frutti di bosco, dalla buona struttura, eleganti, rotondi, vellutati.
Oltre al Sangiovese possono essere presenti fino a un massimo del 20% altre uve a bacca rossa autorizzate e/o raccomandate, autoctone come il Canaiolo e il Colorino o internazionali (Cabernet Sauvignon, Merlot etc.). A partire dalla vendemmia 2006 non possono più essere utilizzate le due uve a bacca bianca, il Trebbiano e la Malvasia, il cui impiego era precedentemente consentito fino a un massimo del 6%.
Altri aspetti peculiari del Chianti Classico sono: l'entrata in produzione dei vigneti a partire dal quarto anno dall'impianto, la bassa resa per pianta (max. 3 chilogrammi di uva a ceppo) e per ettaro (max. 52,50 ettolitri di vino), la gradazione alcolica minima di 12° per il vino normale e di 12,5° per la Riserva.
L'immissione al consumo del vino non può inoltre avvenire prima del 1° ottobre dell'anno successivo alla vendemmia, per dare modo alle varie componenti di raggiungere un perfetto equilibrio.

Tipologie e caratteristiche del Chianti Classico
I vini del Gallo Nero sono presenti sul mercato in due versioni: normale e riserva.

Il Chianti Classico Annata
Vino relativamente giovane e ricco di frutto, viene messo in commercio a partire dal 1° ottobre successivo alla vendemmia.
Nel corso della trasformazione da uva in vino si possono ottenere prodotti giovani e di piacevole consumo, caratterizzati dalla grande bevibilità, perfetti in abbinamento a primi piatti e a piatti a base di carni bianche e rosse.

Il Chianti Classico Riserva
Si tratta di un vino 'importante” al quale sono destinate fin dalla vendemmia le uve migliori, che contengono le sostanze che poi garantiranno al prodotto grande spessore, bouquet ampio e complesso, equilibrio tra eleganza e potenza.
Vino ricco di struttura e capace di affrontare un lungo periodo di maturazione, può essere definito riserva solo se raggiunge una maggiore gradazione alcolica (12,5°) e dopo aver subito un invecchiamento minimo di ventiquattro mesi, di cui almeno tre di affinamento in bottiglia.
Solo le annate migliori, quando la maturazione delle uve è perfetta ed omogenea, possono dare vini così strutturati da essere destinati all'invecchiamento.
La riserva, vino in cui prevale la possente struttura del Sangiovese, è il compagno ideale per carni importanti, grigliate, arrosti, brasati, selvaggina o formaggi stagionati.

Il Chianti Classico abbraccia quindi tipologie di vino anche molto diverse tra loro. Una diversità determinata dalle condizioni micropedoclimatiche in cui cresce il vigneto, dalle caratteristiche dei cloni di vitigni utilizzati (le proprietà genetiche che distinguono una pianta dall'altra), dai sistemi di coltivazione e di vinificazione.

La leggenda del Gallo Nero
Il Gallo Nero in campo oro è lo storico simbolo del vino Chianti Classico.
La scelta del simbolo è soprattutto dovuta a ciò che esso rappresenta dal punto di vista storico e della tradizione popolare.
La leggenda del Gallo Nero risale al Medioevo. La sua vicenda segnò in pratica l'unità politica dell'intero territorio chiantigiano, perché fu proprio il comportamento di un gallo nero a deciderne il destino.
La leggenda narra che nel periodo medievale, quando le repubbliche di Firenze e Siena si combattevano aspramente per prevalere l'una sull'altra, il territorio del Chianti, proprio perché intermedio alle due città, fosse oggetto di dispute pressoché continue. Per porre fine alle contese e stabilire un confine definitivo, venne adottato un bizzarro quanto singolare sistema. Si convenne di far partire dai rispettivi capoluoghi due cavalieri e di fissare il confine nel loro punto d'incontro. La partenza doveva avvenire all'alba e il segnale d'avvio sarebbe stato dato dal canto del gallo. Decisione, quest'ultima, in linea con i costumi del tempo, quando ancora i ritmi quotidiani erano scanditi dai meccanismi naturali. Nei preparativi dell'evento doveva pertanto essere decisiva la scelta del gallo, più che quella del destriero e del cavaliere. I senesi ne scelsero uno bianco, mentre i fiorentini optarono per uno nero, che tennero chiuso e pressoché digiuno per così molti giorni in una piccola e buia stia, tanto da indurlo in un forte stato di esasperazione.
Il giorno fatidico della partenza, non appena fu tolto dalla stia, il gallo nero cominciò a cantare fortemente anche se l'alba era ancora lontana. Il suo canto consentì quindi al cavaliere di Firenze di partire immediatamente e con grande vantaggio su quello senese, che dovette attendere le prime luci del giorno, quando il suo gallo, cantando regolarmente, gli permise di partire. Ma dato il notevole ritardo che aveva accumulato nei confronti dell'antagonista, il cavaliere senese percorse solo dodici chilometri in solitudine, poiché a Fonterutoli incontrò l'altro cavaliere.
Fu così che quasi tutto il Chianti passò sotto il controllo della repubblica fiorentina, molto tempo prima della caduta di Siena stessa.
Dopo questa vicenda, il Gallo Nero divenne anche il simbolo delle Lega del Chianti che, all'interno dello stato fiorentino, aveva compiti amministrativi e di difesa militare del territorio.
Dato il suo significato politico, fu anche raffigurato nel Salone del Cinquecento, in un celebre affresco del Vasari, quando nella metà del sedicesimo secolo l'illustre pittore e architetto fu chiamato a ristrutturare il Palazzo Vecchio a Firenze.
 

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