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Turismo italiano stabile nel 2011
Gli stranieri crescono del 9,9%

Turismo italiano stabile nel 2011 Gli stranieri crescono del 9,9%
Turismo italiano stabile nel 2011 Gli stranieri crescono del 9,9%
Primo Piano del 29 marzo 2012 | 14:46

Il rapporto Impresa Turismo 2012 realizzato da Isnart-Unioncamere rileva un saldo di fine anno di stabilità per il settore in Italia, nonostante la crisi, registrando una minima contrazione dello 0,2% delle camere vendute, con una media del tasso di occupazione delle camere pari al 43,8%

Crollo finanziario, alluvioni, bufere, terremoto in Giappone, primavera araba: nel 2011, numerosi fattori hanno avuto impatto sull'economia mondiale e, di conseguenza, nazionale. Eppure il turismo ha retto gli urti e ha consolidato la propria forza come traino per il sistema produttivo: il rapporto Impresa Turismo 2012 realizzato da Isnart-Unioncamere (Istituto nazionale ricerche turistiche) rileva un saldo di fine anno di stabilità per il settore in Italia, registrando una minima contrazione dello 0,2% delle camere vendute, con una media del tasso di occupazione delle camere pari al 43,8%.



Inoltre, il comparto dell'intermediazione delle vacanze, quello delle agenzie di viaggio e dei tour operator, ha veicolato le proposte di viaggio dai canali più innovativi: l'analisi di Isnart rileva infatti che il 14,8% delle vendite di pacchetti turistici verso l'Italia sono state realizzate online, con quote massime in Olanda (25,4%), Giappone (25,5%), Russia (21,9%) e Canada (20,6%).

Secondo la ricerca, il 2011 ha visto un leggero vantaggio (+1,5%) del comparto alberghiero in cui la concordanza tra l'andamento del prezzo e quello dell'occupazione ha mostrato un adattamento alla congiuntura in corso, e, al contempo, un lieve calo (-2,3%) del comparto extralberghiero rispetto all'anno precedente. Per quanto riguarda lo scenario internazionale del turismo organizzato, il rapporto ha evidenziato un andamento sostanzialmente positivo: il 43,3% degli operatori indica una crescita delle richieste rispetto al 2010, il 39,7% dichiara un andamento stabile e il 17% segnala qualche criticità. Nel caso dei viaggi organizzati verso l'Italia, cresce la quota di buyer che indica un aumento delle richieste verso il Paese (il 40% rispetto al 36,5% del 2010) e diminuiscono gli operatori che segnalano un calo (15,3% rispetto al 21,4% dell'anno precedente).

A fronte di una crescita dei consumi dei turisti stranieri del 9,9%, Isnart-Unioncamere ha stimato una diminuzione totale della spesa turistica degli italiani pari al -14,4% rispetto al 2010. Risulta poi interessante verificare la distribuzione dei consumi relativamente ai prodotti turistici del territorio italiano: nelle città e città d'arte si concentra il 26,8% della spesa dei turisti che alloggiano nelle strutture ricettive ed il 24,9% di quella dei turisti delle abitazioni private; le località balneari accolgono il 31,8% dei consumi dei turisti nella ricettività ufficialmente censita ma solo il 18,5% delle spese dei turisti delle abitazioni private; in montagna si concentra il 12,9% delle spese dei turisti che alloggiano nelle strutture ricettive ma bene il 22,3% di quelle dei turisti che alloggiano in abitazioni private; ai laghi si raccoglie il 5,9% della spesa dei turisti in strutture ricettive e il 9,9% in abitazioni private; alle terme, la prima voce corrisponde al 4,1% e la seconda al 2,4%. Questa distribuzione mostra come alcune destinazioni possano definirsi più produttive al di là della vendita dei posti letto. In termini di occupazione, il settore ha concentrato il 6,8% dei lavoratori occupati nell'imprese dell'industria e dei servizi in Italia con 794 mila dipendenti a fine 2010.

«Dobbiamo puntare su eventi di forte innovazione, dobbiamo rinnovare la nostra proposta con strumenti fortemente innovativi». è questa, secondo Maurizio Maddaloni, presidente Isnart, la ricetta per fare del turismo un settore su cui puntare per la crescita del Paese. «Stiamo verificando, analizzando e accompagnando il sistema delle imprese, il sistema camerale e quello delle amministrazioni territoriali - ha spiegato Maddaloni a margine della presentazione del rapporto Impresa Turismo 2012 di Isnart-Unioncamere, a Roma - proprio per cercare di voltare pagina e far sì che il turismo sia una prospettiva di rilancio e che si possa puntare su di esso non nella maniera mandolinistica e tradizionale ma soprattutto in termini di performances innovative e tecnologicamente avanzate».



Ci vuole «più dinamicità nell'incontrare le esigenze del mercato», secondo il presidente. Ma questo non vuol dire rincorrere la politica del prezzo «perché i costi industriali della settima nazione più industrializzata del mondo non possono competere con quelli di un Paese emergente», significa invece «innovare l'offerta, renderla più appetibile, meno stanziale, più veloce». Secondo Maddaloni, lo studio dell'Isnart è «una bussola di riferimento per il sistema delle imprese oltre che per le istituzioni territoriali che devono orientare le proprie scelte di concerto con il mondo dell'imprenditoria privata».

«Non è pensabile di fare una promozione spezzatino - ha detto infine - bisogna cominciare ad affermare il marchio italiano, fare economia di scala, mettere insieme le risorse, fare sistema, fare rete e poi ripartire le utilità sui vari territori».

«Credo che le Camere di commercio possano essere un riferimento sicuro per questo grande comparto economico - ha commentato Ferruccio Dardanello, presidente Unioncamere - e offrire una leva in più al sistema delle imprese. Finalmente - ha detto infine, riferendosi al ministro al Turismo Piero Gnudi - abbiamo a fianco qualcuno che condivide i nostri percorsi».


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