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Zone terremotate di serie B
Il mantovano non riceve aiuti

Zone terremotate di serie B Il mantovano non riceve aiuti
Zone terremotate di serie B Il mantovano non riceve aiuti
Pubblicato il 07 giugno 2012 | 11:33

La denuncia di Ettore Prandini, presidente della Coldiretti regionale, è chiara. La Lombardia, pur avendo subito danni per 50 milioni di euro senza contare le forme di Grana e Parmigiano perse, a causa del recente sisma, non sta ricevendo aiuti, quasi fosse una zona terremotata di serie B

Il terremoto ha colpito non solo l'Emilia, ma anche il mantovano. Tuttavia gli aiuti alla Lombardia sembrano dati col contagocce. «Il Governo - denuncia Ettore Prandini, presidente della Coldiretti regionale - si sta comportando come se la fascia mantovana colpita dal sisma quasi non ci sia o non abbia avuto danni. Sono tutti concentrati sull'Emilia Romagna e non pensano che da noi le scosse hanno devastato più della metà delle aziende agricole presenti nelle zone colpite, ci sono 320 realtà che hanno subito danni».
 
Solo per sistemare stalle, capannoni, fienili e impianti ci vorrebbero, secondo le stime della Coldiretti Lombardia, fra i 47 e i 50 milioni di euro e poi ci sono le forme di grana e parmigiano che rischiano di essere perse a causa della caduta delle scalere e che rappresentano la metà di tutta di quella di Mantova, per una somma di circa 100 milioni di euro sui 220 totali stimati a livello nazionale.
 
«I danni sul grana e sul parmigiano subiti dai 35 comuni della provincia di Mantova colpiti dal sisma sono pari a quelli subiti per lo stesso comparto da tutta l'Emilia Romagna – spiega Prandini – e in mezzo a questo disastro, le notizie che abbiamo dicono che per la Lombardia non ci saranno fondi nemmeno per chiamare qualche ruspa a spostare le macerie. Inaccettabile. La regione Lombardia deve essere ancora di più interlocutrice presso il Governo e le istituzioni nazionali affinché ci sia una corretta valutazione dei danni, senza timidezze di sorta. Siamo tutti italiani e qui non ci sono zone terremotate di serie A o di serie B. Siamo tutti sulla stessa barca e dobbiamo remare tutti nella stessa direzione. Anche perché il terremoto quando arriva non si preoccupa certo dei confini di una carta geografica. Ed è una tragedia che non guarda in faccia a nessuno e nessuno deve essere lasciato indietro nella catena degli aiuti».


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