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Maxi truffa dell’extravergine a Siena
Sequestrati 80mila quintali di olio falso

Pubblicato il 26 giugno 2012 | 17:19

L'inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Siena e condotta da Icqrf e Guardia di finanza nel capoluogo toscano, ha portato al sequestro di oltre 80mila quintali di olio ottenuto da illecita miscelazione con materie prime di categoria inferiore o con altra provenienza geografica


SIENA - Oltre 80mila quintali di prodotto sequestrato e 6 ordini di custodia cautelare. Nel mirino l'Olearia Valpesana Spa di Castellina Scalo-Monteriggioni (Si). L'attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Siena e denominata operazione 'Arbequino”, condotta per il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali dal Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Icqrf), in collaborazione con la Guardia di Finanza di Siena, ha portato al sequestro di 43.239,34 quintali di olio extravergine di oliva ottenuto dalla illecita miscelazione con materie prime di categoria inferiore, quali oli di oliva lampanti e vergini, aventi caratteristiche qualitative di scarso pregio. Senza questo intervento i responsabili della frode avrebbero commercializzato questo prodotto falsificandone la categoria qualitativa, con un grave danno per i consumatori e per la leale concorrenza. Nel corso dell'indagine gli inquirenti hanno inoltre sequestrato 38.501,52 quintali di olio extravergine di oliva (dichiarato 100% Italiano) ottenuto dalla miscelazione di prodotti di origine spagnola e greca, venduto a numerose ditte imbottigliatrici ad un prezzo assolutamente in linea con le aspettative del mercato nazionale, producendo, anche in questo caso, l'effetto falsato tra qualità e prezzo.

L'indagine della Procura della Repubblica di Siena ha consentito, grazie all'attività dell'Icqrf e della Guardia di Finanza, l'accertamento una frode molto estesa nel settore oleario che coinvolge diversi paesi del bacino del Mediterraneo. L'attività, inoltre, ha portato il Tribunale di Siena all'emissione di 6 ordini di custodia cautelare a carico degli indagati coinvolti. Sono stati arrestati, e posti ai domiciliari, il titolare di un'azienda olearia della provincia di Siena, il direttore amministrativo, il chimico e un addetto alle vendite, mentre la misura dell'obbligo di firma trisettimanale è stata disposta nei confronti di un addetto alle operazioni di assemblaggio e filtraggio dell'olio e di una dipendente amministrativa della stessa ditta. L'azienda in questione è la Olearia Valpesana Spa, con sede e stabilimento in Castellina Scalo nel Comune di Monteriggioni (Si).

«L'efficace collaborazione - ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania - tra gli organismi di controllo dello Stato ha impedito una truffa di straordinarie dimensioni ai danni dei nostri consumatori, portando al sequestro di oltre 80mila quintali di falso olio extravergine "Made in Italy". Una nuova dimostrazione dell'importanza dei controlli effettuati su tutto il territorio a difesa di una delle produzioni più rappresentative della qualità della produzione agroalimentare italiana».

«L'operazione - ha sostenuto la Coldiretti - svela il 'mistero” delle tante anomalie che si trovano sul mercato dove occorre diffidare da quegli olii che sono venduti a prezzi che non riescono a coprire neanche i costi di raccolta delle olive». I prezzi pagati ai produttori agricoli crollano per effetto della concorrenza sleale provocata dagli inganni e contraffazioni nonostante il fatto che i consumi di extravergine delle famiglie sono aumentati del 4,2% nel 2012 e la produzione nazionale si è ridotta addirittura del 6% nell'ultima raccolta. L'arrivo di olio di oliva straniero in Italia ha raggiunto il massimo storico di 584mila tonnellate e ha superato la produzione nazionale, in calo nel 2011 a 483mila tonnellate. ll risultato del sorpasso è il fatto che oggi la maggioranza delle bottiglie di olio proviene da olive straniere senza che questo sia sempre chiaro ai consumatori ma si assiste anche ad una forte riduzione della qualità dell'olio in vendita, oltre che a una pericolosa proliferazione di truffe e inganni.

L'Italia è il primo importatore mondiale di olio che per il 74% viene dalla Spagna, il 15% dalla Grecia e il 7% dalla Tunisia, proprio i Paesi coinvolti dalla truffa scoperta a Siena. Nel 2011 si è verificato un ulteriore aumento del 3% nelle importazioni di olio di oliva dall'estero che sono quasi triplicate negli ultimi 20 anni (+163%), sommergendo di fatto la produzione nazionale, che sarebbe peraltro quasi sufficiente a coprire i consumi nazionali. Gli oli di oliva importati in Italia vengono infatti mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all'estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri dove sono state esportate 364mila tonnellate nel 2011.

Sotto accusa è anche la mancanza di trasparenza visto che quattro bottiglie di olio extravergine su cinque in vendita in Italia contengono miscele di diversa origine, per le quali è praticamente illeggibile la provenienza delle olive impiegate, secondo una indagine della Coldiretti. E questo nonostante sia obbligatorio indicarla per legge in etichetta dal primo luglio 2009, in base al Regolamento comunitario n.182 del 6 marzo 2009. Sulle bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati è quasi impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte 'miscele di oli di oliva comunitari”, 'miscele di oli di oliva non comunitari” o 'miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell'olio di oliva. La scritta è riportata in caratteri molto piccoli, posti dietro la bottiglia e, in molti casi, in una posizione sull'etichetta che la rende difficilmente visibile. Per questo è importante la proposta di legge salva-olio Made in Italy sottoscritta da numerosi parlamentari e che vede come primi firmatari la senatrice Colomba Mongiello (Pd) e il senatore Paolo Scarpa Buora (Pdl), a dimostrazione di un vasto consenso che ci si augura conduca ad un iter rapido.


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