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di Mariella Morosi
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Nel Bolognese apre il museo del gelato
La storia del dolce made in Italy

Nel Bolognese apre il museo del gelato La storia del dolce made in Italy
Nel Bolognese apre il museo del gelato La storia del dolce made in Italy
Pubblicato il 10 luglio 2012 | 11:08

Il Gelato Museum Carpigiani aprirà il 27 settembre ad Anzola Emilia (Bo) nella sede della Carpigiani, la storica azienda di macchine per la gelateria artigianale. In mostra 20 macchine originali, strumenti e accessori d'epoca, 10mila documenti storici, fotografie e inedite video interviste

Buono, buonissimo, addolcisce la vita dell'umanità dal XII millennio a.C., molto prima che i romani mescolassero il mosto alla neve o che gli arabi inventassero lo scherbet, l'antenato del sorbetto. Ora finalmente il gelato avrà un museo tutto suo ad Anzola Emilia (Bo), nella sede della Carpigiani, la storica azienda di macchine per la gelateria artigianale. Si chiamerà 'Gelato Museo Carpigiani” e sarà una struttura innovativa dedicata all'approfondimento, alla documentazione e alla trasmissione della storia dei valori e della cultura di questo prodotto artigianale che dall'Italia si è diffusa nel mondo anche attraverso la nostra emigrazione.

Automezzo Carpigiani con a bordo la macchina soft alla fiera di Bologna 1958 - Archivio Gelato Museum

Dovunque, il buon gelato è quello italiano, così come la pasta, il vino o l'olio. Per questo il museo, oltre che un punto di riferimento per il settore, vuole dare un riconoscimento all'antico mestiere del gelatiere e alla sua creatività. L'iniziativa è stata presentata a Roma alla Stampa estera da Andrea Cocchi, direttore generale Carpigiani Group e della Fondazione Carpigiani, da Luciana Polliotti, curatrice storica del Museo, e da Valentina Righi, vicepresidente della Fondazione.

A fare gli onori di casa era Alfredo Tesio, attivissimo coordinatore del Gruppo del Gusto dell'Associazione Stampa estera in Italia. In un messaggio Romano Verardi, presidente della Fondazione Carpigiani, ha ringraziato tutte le professionalità che hanno reso possibile la realizzazione del Museo, che sarà aperto al pubblico il 27 settembre. «Sono felice - ha scritto - che questa nascita avvenga proprio a ridosso dell'istituzione ufficiale della Giornata europea del gelato, fissata per il 24 marzo».

Il Museo sarà ospitato all'interno dello stabilimento Carpigiani, in un'area di mille metri quadrati, con un percorso interattivo su tre livelli di lettura: evoluzione del gelato nel tempo, storia della tecnologia produttiva e luoghi e modi di consumo del gelato. Vi troveranno spazio 20 macchine originali, strumenti ed accessori d'epoca, 10mila documenti storici e fotografie e inedite video interviste. Non mancheranno laboratori didattici anche per bambini e, a conclusione della visita, una piacevolissima degustazione. Il museo sarà il luogo della tradizione, della memoria e dell'identità, in cui vivere il gelato artigianale, come prodotto della cultura gastronomica, buono e sano perché fatto con ingredienti di qualità.

Bambini che mangiano il gelato (Parigi, 1962) - Archivio Gelato Museum«Ci pensavamo da tempo -ha detto Andrea Cocchi - ed ora questa istituzione vede la luce proprio nel centenario della nascita di uno dei fondatori, Bruto Carpigiani, tecnico e progettista che per primo realizzò nel 1945 il prototipo di una gelatiera rapida ed efficiente». L'anno successivo il fratello Poerio fondò l'azienda che a partire dagli anni Sessanta è leader di mercato per la produzione di macchine per il gelato artigianale. Oggi, in un Paese come il nostro in cui c'è una gelateria ogni 3mila abitanti, l'azienda copre il 55% del mercato. La Fondazione Carpignani attraverso la Gelato University organizza anche corsi di formazione per chi già opera o desidera lavorare nel settore della gelateria e pasticceria.

«Abbiamo avuto un boom di iscrizioni - ha detto Valentina Righi - che dimostra il crescente interesse per questa professione: 6mila nel 2009, 9mila nel 2010 e 12mila nel 2011. E nonostante siano corsi internazionali il gelato viene chiamato così - per sottolinearne l'identità - e non con la parola inglese ice cream».

Affascinante la storia del gelato, accennata appena per motivi di tempo dalla curatrice storica Luciana Polliotti ma che sarà ampiamente declinata al Museo e in un catalogo-guida. «Tra storia e leggenda - ha detto - si possono individuare cinque grandi aree: dai pozzi di neve al sorbetto, dalla nascita di un nobile mestiere, dalla diffusione mondiale del gelato e - a partire dal Novecento - dal ghiaccio e sale alle nuove tecnologie.

A partire dagli anni Cinquanta il gelato si afferma nel mondo e diventa il fiore all'occhiello del Made in Italy, nonostante l'agguerrita concorrenza del prodotto industriale. Difficile dare un nome a chi inventò il primo gelato, nella forma e nella consistenza che amiamo. Forse il primo fu Francesco Procopio dei Coltelli, cuoco siciliano che nel 1686 riuscì a preparare una vellutata miscela introducendo nuove tecniche di refrigerazione presso le cucine dei Re di Francia. O forse fu un tal Ruggeri di Firenze che con un mix di panna, zabaione e frutta riuscì ad addolcire le nozze di Caterina de' Medici che appena quattordicenne lasciava la sua città per sposare Enrico II d'Orleans. Di una 'sorbetta di cioccolata” datata 1659 ci ha lasciato la ricetta Antonio Latini, e dopo di lui ne scrissero in tanti. Il resto è storia, fino alla passione corale per coni, coppe, coppette, cassate e spumoni. E chi si scandalizza per gli azzardi di gelatieri e chef fin troppo innovativi che propongono sorbetti alle acciughe, ai capperi o al prosciutto, sappia che nel 1808 un certo Francesco Leonardi teorizzava che 'tutto si può gelare”. Suo il primo gelato al tartufo, ottenuto lasciando a lungo il tubero in infusione nel latte.

Il Gelato Museum Carpigiani aprirà il 27 settembre ad Anzola Emilia (Bo) con ingresso libero e visita guidata, ma sarà necessaria la prenotazione, a partire dal 14 luglio.

© Riproduzione riservata

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