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Per Bardolino e Chiaretto scatta l'obbligo
della fascetta di Stato sulle bottiglie

Per Bardolino e Chiaretto scatta l'obbligo della fascetta di Stato sulle bottiglie
Per Bardolino e Chiaretto scatta l'obbligo della fascetta di Stato sulle bottiglie
Pubblicato il 10 luglio 2012 | 18:31

Dalla prossima vendemmia non potrà più esserci una sola bottiglia di Bardolino e di Chiaretto senza il contrassegno di Stato. Un intervento significativo che modificherà radicalmente le abitudini degli oltre 100 produttori di Bardolino e l’immagine di complessivamente ben 32 milioni di bottiglie

Giorgio TommasiDal prossimo primo di agosto tutte le bottiglie di Bardolino e di Chiaretto che verranno immesse sul mercato dovranno recare attorno alla capsula la fascetta di Stato, a garanzia dell'origine del prodotto. «Si tratta di una scelta - spiega il presidente del Consorzio del Bardolino, Giorgio Tommasi  (nella foto) - che va nella direzione della più ampia ed effettiva tutela del consumatore: vogliamo che chi acquista una bottiglia di Bardolino o di Chiaretto abbia la piena garanzia sul vino che beve».

Ovviamente, ancora per qualche mese ai tavoli dei ristoranti e sugli scaffali di enoteche e supermercati si troveranno anche bottiglie prive di fascetta: si tratta del vino imbottigliato prima di agosto. Ma dalla prossima vendemmia non potrà più esserci una sola bottiglia del rosso Bardolino e della sua versione rosata, il Chiaretto, senza il contrassegno di Stato. Un intervento che modificherà radicalmente le abitudini degli oltre 100 produttori di Bardolino e l'immagine di ben 32 milioni complessivi di bottiglie: sono infatti 21 i milioni di bottiglie del Bardolino e 11 quelli di Chiaretto prodotti annualmente dai vignaioli della sponda veneta del lago di Garda e del suo entroterra collinare.

«Per una denominazione d'origine delle nostre dimensioni, quindicesima in Italia per volumi prodotti - dice Tommasi - si tratta di un atto volontario di serietà e di coraggio che ha pochi paragoni nel territorio nazionale, ma siamo convinti che i costi che andremo a sostenere saranno interamente orientati alla soddisfazione della nostra clientela, così come vanno in questa direzione i rigorosi controlli che stiamo attuando nei vigneti e nelle cantine».

«Con questa decisione - aggiunge il presidente del Consorzio di tutela del Bardolino, Giorgio Tommasi - si chiude il cerchio di un lavoro quadriennale che ha portato al completo riassetto della nostra denominazione, in primo luogo tornando a costruire una precisa identità basata sulla tradizione, poi approvando un nuovo disciplinare di produzione, orientato verso una più marcata affermazione del ruolo dei vitigni autoctoni, e soprattutto della corvina veronese, che ora può salire sino all'80% dell'uvaggio, e della rondinella, ed ora decidendo anche di apporre la fascetta di Stato su tutte le nostre bottiglie, a difesa del consumatore contro ogni possibile rischio di contraffazione del nostro prodotto».

Il mercato del Bardolino e del Chiaretto, intanto, mostra una sostanziale tenuta rispetto ai livelli di vendite dell'anno precedente, nonostante qualche segnale di rallentamento che si era riscontrato in primavera, a causa di un andamento climatico che non favoriva il consumo di vini freschi e giovanili come quelli bardolinesi. Ai minimi storici le giacenze nelle cantine, a conferma del positivo trend di mercato degli ultimi quattro anni.

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