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L’alessandrino Riccardo Franzosi
è il Birraio dell’anno 2012

L’alessandrino Riccardo Franzosi
è il Birraio dell’anno 2012
L’alessandrino Riccardo Franzosi è il Birraio dell’anno 2012
Pubblicato il 09 gennaio 2013 | 10:19

Riccardo Franzosi del Birrificio Montegioco di Montegioco (Al) si è aggiudicato la quarta edizione del riconoscimento che premia il miglior birraio dell’anno. Al 2° posto Valter Loverier, 3° classificato Pietro Di Pilato

Riccardo FranzosiRiccardo Franzosi (nella foto), del piemontese Birrificio Montegioco di Montegioco (Al) è il Birraio dell’anno 2012. Il riconoscimento ideato e realizzato da Fermento Birra (www.fermentobirra.com), con la sponsorizzazione di Comac, giunto alla quarta edizione, può essere pensato come una sorta di “Pallone d’oro” della birra. Nato dalla convinzione dell’esistenza di un intimo legame tra il birraio e le sue “creature”, oltre cinquanta esperti del settore premiano il lavoro complessivo di un birraio e non la qualità di una singola birra, valutando la bravura tecnica e la filosofia produttiva nell’arco dell’anno appena concluso.

Qualità che ha dimostrato di avere il vincitore del 2012, Riccardo Franzosi: una produzione di livello internazionale, una gamma ampia che testimonia estro e tecnica, il tutto condito da un amore vero per il territorio. Un legame quello con la sua terra che lo ha portato a realizzare birre ottenute aggiungendo ingredienti locali. Birre che non nascono per moda ma da un gesto che lui stesso definisce naturale: «È un gesto spontaneo quello di utilizzare la frutta, l’uomo lo ha sempre fatto, io non ho scoperto niente».

Non avrà scoperto niente ma la Quarta Runa, realizzata con le pesche locali di Volpedo, è un esempio fulgido del nostro Made in Italy, così popolare per la sua facilità di beva e semplicità eppure così elegante e raffinata nei profumi. Una gamma di birre ancorate al territorio dove trova posto la Garbagnina, realizzata con la ciliegia Bella di Garbagna, la Tibir, aromatizzata con il mosto di uva Timorasso, e ancora la Open Mind, caratterizzata dai particolari aromi della Barbera e oggi da quelli dell’uva Croatina.

L’amore per il territorio, e i rapporti di amicizia con i produttori di zona, sono un binomio decisivo che ha ispirato altre importanti birre, come ad esempio quelle affinate in botte. Ne è un esempio la Mummia, maturata nella botte dell’amico viticoltore Walter Massa. La filosofia dell’attesa è ben simboleggiata in birrificio dalla presenza di una sedia posizionata vicino alle botti, chiamato “Metodo Cadrega” (in dialetto sedia): si deve aspettare che la natura faccia il suo corso senza forzare i tempi, altrimenti le cose vengono male. Certo l’attesa ha un costo ma l’artigiano, ricorda Riccardo, «non deve seguire il tornaconto ma la qualità, spinto dall’esperienza, dalla cultura, dal territorio e anche dagli errori».

Parlare di Montegioco troppo spesso porta nelle degustazioni e negli articoli a citare le birre più mediatiche e particolari. Ma non bisogna dimenticare che la gamma prevede anche birre di ispirazione classica, come l’ottima Runa, una blond ale dalla grande beva, la Rurale, ambrata di ispirazione anglosassone splendidamente sospesa tra la dolcezza biscottata dei malti e la freschezza erbacea e agrumata dei luppoli, la Rat Weizen, di impronta tedesca, e ancora la Bianca, ispirata alle belghe blanche.

La top ten dei migliori birrai del 2012
1° (Birraio dell’anno 2012) Riccardo Franzosi del Birrificio Montegioco di Montegioco (Al)
Valter Loverier del birrificio LoverBeer di Marentino (To)
Pietro Di Pilato del birrificio Brewfist di Codogno (Lo)
Giovanni Campari del Birrificio del Ducato di Roncole Verdi di Busseto (Pr), ex-aequo Leonardo di Vincenzo del birrificio Birra del Borgo di Borgorose (Ri)
Luigi “Schigi” D’Amelio del birrificio Extraomnes di Marnate (Va)
Agostino Arioli del Birrificio Italiano di Limido Comasco (Co)
Nicola Perra del Birrificio Barley di Maracalagonis (Ca)
Bruno Carilli del Birrificio Toccalmatto di Fidenza (Pr), ex-aequo Francesco Mancini e Carlo “Zurgo” Franceschini del Birrificio del Forte di Pietrasanta (Lu)
Pietro Fontana del Piccolo Opificio Brassicolo Carrobiolo di Monza (Mb)
10° Enrico Dosoli e Marco Valeriani del birrificio Menaresta di Carate Brianza (Mb), ex-eaquo Fabio Brocca del Birrificio Lambrate di Milano

Riccardo Franzosi, birraio dell’anno 2012
Classe ‘66, si scopre birraio alla fine degli anni ‘90, quando si appassiona in maniera seria alla produzione di birra che coltiva tra le mura domestiche. Nel 2005 arrivano le carte che sanciscono la nascita ufficiale del Birrificio Montegioco, nella frazione di Fabbrica in provincia di Alessandria, ma la prima cotta è rimandata al 2006. La formazione scolastica, Riccardo è perito agrario, si rivela fondamentale in un percorso conoscitivo che percorrerà completamente da autodidatta. La passione per il buon mangiare lo ha portato ha realizzare interessanti sperimentazioni con casari e norcini di zona. Altre passioni sono il rock e il fantasy, che hanno ispirata il nome e la grafica di alcune birre.

Gruppo di lavoro del birrificio Montegioco

Il Birrificio Montegioco
Il birrificio prende il nome dall’omonimo paese della Val Grue, a pochi chilometri da Tortona. L’avventura comincia nella primavera del 2005 quando un vecchio magazzino viene trasformato in un moderno microbirrificio. Oltre a Riccardo Franzosi, birraio e fondatore, fin dall’inizio collabora Paolo Baldini, alla contabilità e recentemente anche Massimo “Peter” Leo, come aiutante in birrificio. Veramente piccola, considerata la notorietà e le esportazioni in Usa, Belgio e Germania, la produzione che nel 2012 si è assestata su 450 hl realizzata con un impianto da 800 litri. La gamma delle birre conta oltre venti etichette, molte delle quali stagionali (quella alla frutta e la Bianca) e speciali che non vengono realizzate costantemente, come le birre affinate in botte.
 
Il premio Birraio dell’anno 2012
I voti sono espressi da esperti distribuiti in maniera omogenea sul territorio nazionale. Nelle scelte di ogni singolo giudice subentrano elementi valutativi di carattere soggettivo, ma ci sono alcuni requisiti che il birraio votato deve avere: deve produrre in Italia e deve aver svolto la sua attività senza interruzioni da almeno un anno; la valutazione deve riguardare la produzione nel suo complesso considerando le birre prodotte durante l’anno 2012 sia in bottiglia che alla spina; il giudizio deve tener conto della costanza qualitativa, intesa come assenza di difetti e della stabilità intesa come capacità di saper riprodurre una determinata birra. Ogni giudice esprime il personale podio, ovvero una classifica di tre birrai. Al primo sono attribuiti 5 punti, al secondo 3 punti, al terzo 1 punto, con vittoria di chi ovviamente totalizza il numero maggiore.

Hanno votato per l’edizione 2012: Alberto Botti, Alberto Laschi, Alessandro Meroni, Alessandro Belli, Alessio Deplano, Andrea Camaschella, Andrea Turco, Antonio Maiorano, Antonio Paolini, Claudio Biagi, Claudio, Daniele Fajner, Daniele Merli, Enrico Lovera, Enzo Pinelli, Eugenio Signoroni, Fabio Cornelli, Flavio Boero, Francesco Donato, Gabriele Triossi, Giancarlo Raccagni, Gianfranco Sansolino, Gianluca “Beermessanger” Bianchi, Giorgio Marconi, Giuseppe Ghighini, Isidoro Sanna, Lorenzo Dabove “Kuaska”, Luca Celoria, Luca Gatteschi, Luca Giaccone, Luca Sabatella, Manila di Benedetto, Manuele Colonna, Marco Bellini, Marco Ghelfi, Marco Giannasso, Marco Pion, Marco Piraccini, Marco Tripisciano, Marco Valenti, Massimo Bombino, Massimo Faraggi, Matteo Billia, Maurizio Maestrelli, Nicola Utzeri, Paolo Pesce, Sergio Riccardi, Simone Cantoni, Simone Monetti, Stefano Ricci, Vanni Borin.

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Alberto Lupini


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