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di Lucio Tordini
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Tappi sintetici, Casini (Gruppo Sintesi):
«Di alte prestazioni ed ecosostenibili»

Tappi sintetici, Casini (Gruppo Sintesi):
«Di alte prestazioni ed ecosostenibili»
Tappi sintetici, Casini (Gruppo Sintesi): «Di alte prestazioni ed ecosostenibili»
Pubblicato il 07 aprile 2013 | 12:46

I tappi assumono importanza primaria nell'imbottigliamento di vini e distillati. Le loro caratteristiche influiscono sulle proprietà organolettiche del prodotto. Ne parliamo con Roberto Casini, presidente Gruppo Sintesi

Il tappo è un elemento fondamentale per i vini e i distillati e dovrebbe sempre essere di qualità proporzionale a quella del prodotto. Spesso però non è così, ed ecco che si può incappare nel tanto detestato “difetto di tappo”, che può essere evitato con l’utilizzo di chiusure sintetiche o alternative. Oggi l’attenzione è rivolta anche al tema dell’ecosostenibilità.

Roberto CasiniItalia a Tavola ha incontrato il presidente del Gruppo Sintesi, Roberto Casini (nella foto), per rivolgergli alcune domande su questi temi e per conoscere meglio la realtà del Gruppo Sintesi.

Perché è importante utilizzare chiusure di qualità per vini e distillati?
La chiusure assumono importanza primaria nei processi di imbottigliamento di vini e distillati. Le loro caratteristiche hanno infatti una diretta influenza sulla qualità e proprietà organolettiche del prodotto imbottigliato. Per secoli, specialmente nel mondo del vino, le chiusure sono state erroneamente considerate alla stregua di materiali di consumo, come le etichette o le capsule, e quindi non rilevanti ai fini della conservazione. Con l’avvento dei tappi di qualità le chiusure hanno poi assunto una funzione importante per la conservazione delle caratteristiche qualitative principali del prodotto (vino, distillati, bevande). Da questo punto di vista le chiusure sintetiche sono oggi in grado di fornire le più elevate prestazioni che si riflettono, unitamente alla costanza qualitativa di ogni chiusura, sul mantenimento delle proprietà principali del prodotto imbottigliato. Particolare non trascurabile, poi, è il fatto che sono assolutamente immuni dal famigerato “difetto di tappo”, la presenza di tricloroanisolo (Tca) nel vino, che contamina più del 3% della produzione tappata con sughero. Parliamo di centinaia di milioni di bottiglie ogni anno.

Quali sono le principali caratteristiche delle chiusure sintetiche?
I tappi sintetici per il vino sono in grado di soddisfare qualsiasi esigenza di conservazione. Sono chiusure affidabili, ripetibili e dalle prestazioni ben definite per dare vita a prodotti che si pongono all’avanguardia nel design e nelle prestazioni. Attualmente controlli gascromatografici garantiscono la perfetta neutralità delle chiusure sintetiche espanse e quindi assenza di alterazione organolettica del vino. I nuovi materiali, frutto di anni di ricerca, garantiscono sempre più elevate barriere a gas come ossigeno, anidride carbonica e anidride solforosa, assicurando il mantenimento della struttura e delle potenza aromatica del vino nel corso degli anni. Dalle prime chiusure di inizio anni ‘90 ad oggi grandi passi avanti sono stati compiuti per poter offrire al mercato sistemi di chiusura in materiale sintetico sempre più affidabili, ad elevate prestazioni e dal design accattivante, capaci di offrire ai professionisti del settore vinicolo ed alimentare una soluzione alle loro esigenze di packaging creando sempre più valore per il cliente.

Come si configura oggi il mercato delle chiusure?
La principale applicazione dei tappi sintetici espansi è quella della chiusura del vino, dove copre circa il 22% del mercato mondiale con 4 miliardi di chiusure vendute ogni anno. Altri mercati di utilizzo sono quello degli alcolici, degli oli e dell’aceto e dei cosmetici. I tappi sintetici espansi sono molto affermati in questi settori: si pensi solo che nella grappa, il più conosciuto superalcolico italiano (insieme al limoncello), oltre l’85% delle bottiglie adottano un tappo sintetico che previene la cessione di tannini da parte del tappo con il conseguente ingiallimento della bevanda. L’offerta dei sistemi di chiusura rispetto a 10 anni fa è certamente più ampia. Nel mondo del vino si è passati da un sistema di chiusure tradizionali in sughero a un mercato completamente libero in cui competono diverse tipologie di chiusure. Oltre a questa ampia diversificazione si è assistito a un netto miglioramento delle caratteristiche e prestazioni delle chiusure. A fronte di un mercato maturo si è peraltro verificata una segmentazione delle chiusure in funzione delle esigenze di conservazione delle bevande e delle attese dei consumatori, che variano da Regione a Regione in termini di funzionalità, emotività, cultura. Non esiste la chiusura ideale in assoluto: è oggi possibile individuare la chiusura più adatta in funzione delle attese dei produttori di vino e del consumatore finale.

In Italia è stata introdotta da qualche mese la liberalizzazione per le chiusure anche per vini Doc e gran parte dei Docg. Cosa cambia?
Si tratta di un provvedimento che abbiamo non solo atteso, ma richiesto, voluto, auspicato proprio come Gruppo Sintesi. Abbiamo infatti apprezzato la decisione del ministero delle Politiche agricole di voler aprire alle richieste dei produttori, che spingevano per poter utilizzare anche chiusure alternative al sughero per i vini di qualità. Siamo soddisfatti, perché oggi finalmente possiamo mettere al servizio dei produttori tutta la nostra tecnologia, gli anni di ricerca e l’affidabilità per la protezione dei loro grandi vini. Riteniamo quindi che aver liberalizzato le chiusure sancisca definitivamente un passo in avanti anche culturale, proprio perché noi non siamo contro il sughero, ma a favore di una scelta consapevole ed informata del produttore. Insomma, siamo contro gli stereotipi che vorrebbero relegare il tappo sintetico a prodotto adatto per vini di pronta beva, di solito bianchi. Le nostre chiusure oggi sono in grado di tappare al meglio qualsiasi tipologia di vino in commercio.

Chi rappresenta il Gruppo Sintesi? Quali sono i suoi obiettivi?
Il Gruppo Sintesi è un gruppo merceologico della Federazione Gomma Plastica di Confindustria e rappresenta oggi le primarie aziende che producono e commercializzano i tappi sintetici espansi in Italia. Il Gruppo nasce nel 2008 con l’obiettivo primario di promuovere le conoscenze e le qualità del tappo sintetico espanso utilizzato per il condizionamento del vino e di altri prodotti alimentari. La promozione della qualità, delle conoscenze sui tappi sintetici espansi e il loro utilizzo, nonché la creazione di un marchio di qualità teso a diffondere e promuovere l’utilizzo dei tappi sintetici espansi, sono tra gli obiettivi primari del gruppo. Sin dalla sua costituzione il Gruppo si è proposto sul mercato come riferimento per le aziende vinicole, per il sistema della distribuzione e per i consumatori interessati a conoscere i tappi sintetici espansi, i loro possibili utilizzi, la rispondenza degli stessi alle attese di conservazione e mantenimento delle qualità e proprietà organolettiche del vino e di altri prodotti alimentari. Come previsto dai propri obiettivi, il Gruppo ha creato il marchio “Sqm - Sintesi quality mark”, un marchio di qualità che prevede la conformità del prodotto ai severi requisiti della norma Uni 11311 riportante i requisiti dei tappi sintetici espansi destinati al condizionamento di bevande e liquidi alimentari. Questa norma è stata realizzata in circa tre anni in ambito Uni, l’Ente di nazionale italiano di unificazione, con il coinvolgimento di rappresentanti di tutta la filiera interessata (produttori di resine polimeriche, masterbatch, compound, tappi espansi, case vinicole). In termini di comunicazione è stato creato un sito internet che si propone di favorire lo scambio di conoscenze e di informazioni sul tappo sintetico espanso (www.tappisintetici.org).

Oggi si pone molta attenzione ai temi dell’ecosostenibilità, del riciclo e del rispetto per l’ambiente. Quali sono le caratteristiche e gli utilizzi per cui risultano preferibili i sistemi di chiusura alternativi al sughero?
L’ecosostenibilità degli imballaggi in generale e delle chiusure in particolare è un argomento che sta richiamando una crescente attenzione da parte del mercato e del consumatore. Nel caso delle chiusure sintetiche espanse parliamo di prodotti riciclabili al 100% che possono essere raccolti a fine vita ed essere destinati alla produzioni di nuovi oggetti e articoli con grande semplicità: basta che il consumatore li metta nei rifiuti plastici. Con il sughero non funziona così, anche se è diffusa l’idea che questi siano tappi assolutamente riciclabili. Alcuni tappi agglomerati in sughero al contrario non sono biodegradabili, e risultano difficilmente riciclabili se non mediante l’utilizzo di particolari e costose tecnologie in quanto contengono una percentuale significativa di colle. Il processo di produzione delle chiusure sintetiche è poi amico dell’ambiente in quanto caratterizzato da ridotte emissioni, ridotto consumo energetico e da un basso consumo di acqua. Sono state condotte ricerche in tal senso che hanno portato a risultati più che apprezzabili in termini di “carbon footprint” e di “water footprint”.

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Alberto Lupini


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