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Vino Frescobaldi nel carcere di Gorgona
Progetto formativo per i detenuti

Pubblicato il 04 settembre 2013 | 15:26

Marchesi de' Frescobaldi partecipa al progetto rieducativo che coinvolge i detenuti del carcere di Gorgona nella coltivazione della vigna dell'isola. Allo Studio Doni & Associati le etichette. Prodotte 2.700 bottiglie


Un progetto ammirevole e a suo modo originale, quello pensato dalla direttrice del carcere di Gorgogna (Li), Maria Grazia Giampiccolo, che ha ben pensato di dar vita ad una piccola produzione vinicolam che cionvolgesse i carcerati. Così ha inizio uno dei progetti di recupero e formazione professionale dei detenuti.

Nasce così la collaborazione con l’azienda Marchesi de’ Frescobaldi, che dà il nome al vino prodotta nella vigna del penitenziario. Sandra Longinotti, nel suo blog blog.sandralonginotti.it, racconta l’incontro con il Marchese Lamberto de’ Frescobaldi (nella foto in basso) e Maria Grazia Giampiccolo, che illustrano per gradi il progetto comune. Ne riportiamo alcune parti.


«Cercavano chi andasse sull’isola di Gorgona a coltivare la piccola vigna insegnando ai carcerati, per dar loro una professionalità. E che potesse, volesse retribuirli per il loro lavoro». […] Incredibilmente, «L’unica risposta è stata la mia - prosegue il Marchese - e quando l’anno scorso sono andato a Gorgona per vedere la situazione e parlare con i carcerati , mi ha molto colpito quello che mi hanno raccontato, così ho pensato di provarci».



Detto fatto. Con l’enologo Niccolò D’Afflitto che li segue in Frescobaldi e due agronomi dell’azienda, inizia a occuparsi del progetto andando spesso sull’isola «il solo fatto che ci vedano continuamente è per loro la conferma che facciamo sul serio» mi dice. La vigna era stata impiantata nel 1999 su progetto della Regione, poi abbandonata al cambio del direttore del carcere, fino a quando un detenuto chiese di potersene occupare «era un siciliano molto competente di vigna che è poi tornato a casa, e sull’isola ha fatto un lavoro eccellente», e se lo dice Frescobaldi...

Lamberto Frescobaldi convince subito Argo Tractors a dare in comodato al carcere un trattore di loro produzione. La cantina c’era già, portano le barriques e piano piano danno le nozioni per fare una buona vendemmia. […] «Abbiamo bevuto la prima bottiglia un mese fa - racconta la dottoressa Giampiccolo - i primi risultati sono stati veramente stressanti perché, chiaramente, poter collaborare con un’azienda, e così prestigiosa, rappresenta un importante trait d’union con il mondo esterno e del lavoro, anche ai fini di future assunzioni una volta rientrati nel mondo libero. La bellezza di Gorgona è anche il suo limite: questa splendida isola nel Mar Ligure ipso facto determina una condizione di isolamento per tutti. Per cui riuscire a portare delle persone da fuori, e poter offrire ai detenuti l’apprendimento on the job con una consulenza così importante, è veramente significativo».

Lamberto FrescobaldiAnche Simonetta Doni dello Studio Doni & Associati, specializzati nella realizzazione di etichette per vini, si è subito appassionata al progetto, e ha realizzato il packaging del vino gratuitamente. […] «Ho chiesto ai carcerati dei suggerimenti, le loro sensazioni, cosa fosse l’isola, come la vivessero: era quello che volevo far trasparire - mi spiega Simonetta Doni - poi in realtà, forse anche per timidezza da parte loro, la descrizione l’abbiamo invece avuta da un loro tutor e abbiamo capito che tutto l’insieme non era raccontabile con un segno grafico stilizzato e comunque asciutto, ma andava raccontato con molte parole, e infatti l’etichetta è una specie di giornale dell’isola, piena delle sensazioni ed emozioni che trasmette, ma l’idea principale di tutto questo packaging nasce proprio dal fatto dell’isola segreta, che è una cosa che non si vede, e quindi abbiamo avvolto la bottiglia in una carta che la protegge come fosse un tesoro». […]

La bottiglia scelta dallo Studio Doni è una borgognona, anche la capsula non è tradizionale ma in gommalacca giallo sole «perfetta per quel vino e la suggestione che dà l’isola, il nome Gorgona sull’etichetta è come fosse l‘intestazione del giornale, e la bottiglia è avvolta da un cartoncino, fermato da un bollo di ceralacca dello stesso colore della capsula, che è la riproduzione ingrandita dell’etichetta e dà la possibilità di tenere un ricordo dopo aver bevuto il vino. I testi nel giornale, che poi sono i messaggi, vorremmo cambiarli ogni anno com’è naturale che succeda sui quotidiani». […]

L’ultimo tocco al progetto è femminile: Annie Féolde ha creato, in abbinamento al Gorgona, i Risoni al limone verde e chiocciole, un piatto inserito nel menu della sua tristellata Enoteca Pinchiorri, dove si può assaggiare fino a questo autunno.
«Il Marchese Frescobaldi ha chiesto a mio marito Giorgio di essere gli ambasciatori di questo progetto, lui ha subito accettato perché noi siamo molto per il sociale, e ne siamo molto felici perché è una buona iniziativa - mi ha spiegato Annie Féolde - la mia ricetta è come il vino Gorgona che è leggero, profumato e allo stesso tempo deciso. Ho pensato a questo piatto perché la pasta, che sembra chicchi di riso, è molto dolce, l’ho ravvivata con un po’ di limone e aggiunto le chiocciole che sono un abbinamento un po’ insolito, come può essere questo vino bianco su un’isola con un carcere».

Gorgona 2012, prodotto in 2700 bottiglie numerate da 75 ml, è in vendita in alcuni ristoranti selezionati al prezzo di 50 euro.
«I detenuti sono dediti anche a tutta un’altra serie di attività di produzione nel campo dell’agricoltura, - mi ha detto la dottoressa Giampiccolo prima di salutarci - producono anche olio, formaggi ed è stato stretto un accordo con la Frescobaldi in modo che anche queste produzioni siano dedicate a loro. Poi chiaramente ci sono delle attività legate alla manutenzione dell’isola, degli impianti del fabbricato e naturalmente alla pesca, vorremmo rilanciare una piccola produzione di itticoltura sospesa da anni».

Gorgogna carcere Marchesi de’ Frescobaldi vino Maria Grazia Giampiccolo Sandra Longinotti


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