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Il profumo inebriante del tartufo invade la terra di Langhe e Roero

Langhe e Roero sono patria di ottimi prodotti enogastronomici e vini di qualità, come il tartufo, il più pregiato dei funghi, dal profumo inimitabile. Non mancano però in queste terre proposte artistiche e culturali

di Alessandro Allocco
25 ottobre 2013 | 10:38

Il profumo inebriante del tartufo invade la terra di Langhe e Roero

Langhe e Roero sono patria di ottimi prodotti enogastronomici e vini di qualità, come il tartufo, il più pregiato dei funghi, dal profumo inimitabile. Non mancano però in queste terre proposte artistiche e culturali

di Alessandro Allocco
25 ottobre 2013 | 10:38

Tutti conoscono il tartufo d’Alba, bianco o nero. Il profumo è intenso ed inebriante, la fragranza unica e straordinariamente ricca, ma il tartufo, un fungo ipogeo per la scienza, ha anche un grande fascino ed un alone di mistero difficili da superare. È il più pregiato dei funghi, un profumo inimitabile per il naso dei gourmet.

Durante le scorse settimane, ad Alba si è festeggiato questo preziosissimo alimento con eventi enogastronomici, lezioni di cucina, visite guidate e proiezioni cinematografiche dedicate al più prezioso tra i funghi, che animeranno la città piemontese per sei settimane. La cerimonia ufficiale d’apertura è stata seguita in diretta pressoché in tutto il mondo con presenza in diretta addirittura del Metropolitan Museum di New York. Cuore della fiera: il mercato mondiale del Tartufo bianco di Alba.



Qui tutti gli hanno avuto la possibilità di vedere, toccare, annusare il loro fungo per eccellenza. Ogni tartufo, prima dell’apertura al pubblico, è stato controllato da una commissione qualità. I ristoranti di zona hanno elaborato menu a base di tartufo, e non sono mancati mercati, cultura, mostre, musica, cinema. Si, perché Langhe e Roero non sono solo patria di ottimi prodotti enogastronomici e vini di qualità. Le Langhe sono anche patria di artisti, musei di prestigio, dimore in cui si parla di letteratura e cultura.

È il caso ad esempio del museo a cielo aperto di Camo, un progetto coltivato per anni dal curatore Claudio Lorenzoni che nei suoi sogni voleva vedere un museo fuori dai circuiti canonici, gratuito e fruibile tutto l’anno senza vincoli o timori. Il sogno di Lorenzoni è stato condiviso dall’amministrazione di Camo che ha creduto nel sogno creando un connubio vincente tra arte-cibo-territorio.

È il caso anche del Purgatorio, una dimora che, nonostante il nome, non si pone come espiazione dei peccati minori (il nome deriva da un antico terreno di famiglia), ma come home gallery, punto di ritrovo per tutti coloro che vogliono condividere un’esperienza letteraria, artistica o perché no anche solamente stare insieme a chiacchierare intorno ad un tavolo davanti a un buon bicchiere di vino (Purgatorio ovviamente), gustando caldarroste o torte fatte in casa. È il caso anche delle proposte della famiglia Ceretto, viticoltori attivi da anni nel panorama culturale langarolo che con grande passione e interesse rivestono l’arte contemporanea, l’architettura moderna e la letteratura da ormai quasi 15 anni.

Molti luoghi e molti personaggi noti (gli artisti di Camo ad esempio: Bottura, Rebuffa, Riehle, Gandino, Fenoglio, Campi, Voghera solo per citarne alcuni) e meno noti, operano quotidianamente nel tentativo di recuperare e portare agli antichi splendori una cultura, quella di queste colline, troppe volte facilmente soppiantata da espressioni di vita provenienti da altrove e “vuole puntare a creare un anello di congiunzione tra il substrato espressivo e sostanziale della realtà di Langa e di Roero e le giovani generazioni che stanno crescendo tante volte insensibili o poco stimolate a tutto ciò che la tradizione culturale ha creato su queste colline.”

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