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«Stop ai tarocchi e all’arrivo dei cinesi»
San Giovanni d’Asso tutela il tartufo

«Stop ai tarocchi e all’arrivo dei cinesi»
San Giovanni d’Asso tutela il tartufo
«Stop ai tarocchi e all’arrivo dei cinesi» San Giovanni d’Asso tutela il tartufo
Primo Piano del 11 novembre 2013 | 15:02

Successo per il primo dei due fine settimana della Mostra mercato del Tartufo bianco delle Crete Senesi. Grande attesa per il 2° weekend. Imperdibile il rito dell’apericena per le vie del borgo con prodotti tipici. Raccoglitori e istituzioni in prima linea nella tutela di un prodotto "italiano" che fa da volano allo sviluppo dei territori

SAN GIOVANNI D’ASSO (SI) - Il mondo del tartufo (sia il più pregiato bianco, sia il più diffuso nero) rappresenta una realtà importante per lo sviluppo di molti territori italiani. È un settore che è diventato un perno fondamentale per la tutela del territorio e la promozione del turismo enogastronomico, e proprio per questo richiede oggi una tutela assoluta per garantire i consumatori fermando chi vorrebbe aprire questo mercato ai tartufi cinesi e sanzionando chi produce e commercializza prodotti "tartufati" che sono autentici tarocchi realizzati con additivi di sintesi chimiche.


Dalla 28ª edizione della Mostra mercato di San Giovanni d’Asso (Si) dedicata al re dei tartufi (il "bianco delle Crete Senesi", Tuber magnatum pico) si è alzata forte la voce di tartufai e istituzioni locali per chiedere alla politica di regolamentare il settore, mettendo ordine rispetto ai troppi taroccamenti sul mercato (dall'olio ai formaggi "tartufati", realizzati aggiungendo un gas chimico, il Bismetiltiometano per dargli l'inconfondibile aroma) e in particolare bloccando chi vorrebbe liberalizzare la commercializzazione di tartufi provienti dalla Cina di scarso valore, ma che potrebbero essere spacciati (opportunamente aromatizzati artificialmente) per quelli locali. Il terreno dello scontro è la riforma della legge 752 che dall'85 regolamenta il settore e che è attualmente in discussione alla Camera, dove qualcuno (in particolare il Pdl) vorrebbe una liberalizzazione che eliminasse l'indicazione delle 9 specie autoctone italiane ed ammesse per l'alimentazione.

Proprio un convegno con gli addetti ai lavori su questa riforma ha fatto da apertura al primo weekend dedicato al tartufo a San Giovanni d'Asso (si riprenderà nel fine settimana del 16 e 17 novembre) scandito da degustazioni ed occasioni enogastronomiche per celebrare la festa di questo fungo ipogeo che nel caso del piccolo comune senese, come in molte parti d'Italia, ha segnato negli anni una crescita di offerta turistica (dalle camere a i ristoranti) che ha poi accompagnato la valorizzazione di tutti gli altri prodotti del territorio (dal vino Orcia all'olio, dai formaggi ai salumi). Al punto che il Sindaco, Michele Boscagli, ha ricordato con orgoglio come nel suo Comune sia stata costituita una coooperativa che confeziona prodotti a base di tartufo autentico, mentre sui 300 tartufai della provincia di Siena, una quarantina sono proprio di San Giovanni d'Asso e sono loro che garantiscono della qualità e provenienza di questi funghi. Un piccolo numero sui 220mila operanti in tutta Italia, ma percentualmente di peso se si considera che il Comune ha solo 900 abitanti.   



A rimarcare il ruolo del tartufo per l'identità e la qualità di un territorio è intervenuta Antonella Brancadoro, direttore dell'Associazione città del tartufo che oggi rappresenta 53 territori (fra cui 11 regioni) e che è fra i promotori della richiesta di riconoscimento della cultura del tartufo come Patrimonio immateriale dell'umanità. Dai tartufai è venuta la richiesta di regolamentazioni sulle raccolte (distinguendo fra il nero, che oggi può essere coltivato, e il bianco che resta spontaneo e lo si trova solo in zone che devono essere curate e tutelate, anche dai raccoglitori improvvisati che distruiggono il micelio e disperdono le spore necesserie per la riproduzione...).

Cuore della tutela di questo prodotto prezioso della terra (e re della tavola per molti mesi l'anno) è ovviamente la tracciabilità, che in assenza di regole precise lascia spazio ai troppi disonesti e a chi vende anche tartufi esteri a volte anche tossici. Si tratta di un tema delicato perché, a parte i casi di chi in Italia si è attrezzato per l'allevamento dei "neri" (per Gianfranco Berni, vicepresidente della federazione italiana tartufai associati, l'80% del nero è oggi coltivato), la maggior parte dei tartufai lo sono per passione e per aumentare le entrate, senz afarlo come professione unica. Da qui un problema fiscale di non poco conto e che si trascina da anni tanto che il presidente della commissione Agricoltura della Camera, on. Luca Sani(Pd), si è impegnato a cercare di sistemare (possibilmente già in sede di convenrsione della legge di Stabilità) attraverso uno sgravio dell'Iva che oggi grava due volte suil settore. Se il tartufaio può infatti emettere una ricevuta (che attesta anche della provenienza) il commerciante o il ristoratore deve fare un'autofattura (con l'Iva) e quando rivende il prodoto aggiungerla una seconda volta. Un giochino che pesa che pesa per una ventina di milioni di euro.

«Nel corso della 16^ legislatura - ha spiegato Luca Sani - si sono contrapposti due testi, senza giungere a compimento. All'inizio della 17°, è stata formulata una ulteriore proposta che afferma un principio, quello della tracciabilità, con lo scopo di impedire equivoci commerciali e sanzionare i contravventori parificandoli a chi realizza adulterazioni alimentari. Se questa proposta si trasformasse in legge, darebbe la possibilità al cercatore di restare esente Iva, ma tuttavia si aggraverebbe l'imposizione fiscale sul prezzo finale, volendo il commerciante ammortizzare l'imposta. Perciò è ancora allo studio una soluzione che non faccia crescere i costi. Dobbiamo tutelare il nostro agroalimentare, poichè nella bilancia commerciale nazionale rappresenta l'unica voce attiva».

 



da sinistra: Tiziano Scarpelli, Michele Boscagli, Luca Sani e Antonella Brancadoro
Nella foto, da sinistra: Tiziano Scarpelli, assessore alle Attività produttive della Provincia di Siena; Michele Boscagli, sindaco di San Giovanni d’Asso; Luca Sani, presidente della commissione Agricoltura della Camera, e Antonella Brancadoro, direttore dell'Associazione città del tartufo.

Per quanto riguarda invece la festa del tartufo, aperta al pubblico, ricordiamo che l’evento ha preso il via con le varie iniziative in programma: il Bussino del Gusto - che ha condotto i visitatori in un goloso tour alla scoperta dei prodotti tipici del territorio andando a scovarli e assaggiarli direttamente nelle aziende dei produttori - la degustazione dei pecorini senesi proposti in abbinamento con i vini del Corsorzio Orcia Doc nell’ambito della 16ª edizione del “Premio Sapori Senesi” - organizzato con il contributo e la collaborazione del Consorzio agrario provinciale di Siena - e quella del prezioso tubero accompagnato dalle bollicine dei gemellati francesi dello Champagne. Non dimentichiamo degustazioni e abbinamenti con distillati e gelato artigianale al tartufo.

Imperdibile, per tutta la durata dell’evento, il momento “rituale” dell’apericena per le strade del borgo di San Giovanni d’Asso, con prodotti tipici del territorio e tanta buona musica, mentre i ristoranti del territorio comunale aderenti all’iniziativa “Novembre a Tavola” propongono degustazioni di piatti al tartufo, che il pubblico può trovare anche negli stand gastronomici della Pro loco di San Giovanni d’Asso e dell’Associazione tartufai senesi. E ovviamente c'è la possibilità di acquistare i "bianchi" che quest'anno sono in vendita a prezzi che oscillano (in base alla dimensione) dai 1.300 ai 2.500 € al chilo. Prezzi molto diversi dai 4mila euro dello scorso anno quando la raccolta era stata più scarsa in tutta Italia. Per curipsità ricordiamo che bastano 10-12 grammi per una razione di tartufo a pranzo, il che equivale a circa 17 €. In proposito il Sindaco Michele Boscagli ha sottolineato come «quella che stiamo vivendo in questo momento è per il nostro tartufo una stagione superiore rispetto agli anni passati, sia quantitativamente che qualitativamente. Merito anche delle condizioni climatiche e della giusta piovosità, la cerca finora sta dando buoni risultati e la quantità più abbondante permette anche di tenere calmierati i prezzi. Le quotazioni del Tartufo Bianco delle Crete Senesi oscilla oggi tra i 1.300 € e i 2.500 €».



San Giovanni d’Asso e il suo tartufo, in vista del secondo weekend di festa, continueranno ad essere protagonisti per tutta la settimana con servizi televisivi anche sulle reti nazionali tra cui quello realizzato nei giorni scorsi dalla troupe di “Geo & Geo” che andrà in onda martedì 12 novembre alle ore 12 su Rai Tre. L’operatore e la regista Gabriella Lasagni hanno scelto di riprendere i luoghi più significativi del territorio e incontrare i tartufai proprio sul campo.

Nel primo week end di festa, si è  svolta anche la XVI edizione del Premio Sapori Senesi - organizzata con il contributo e la collaborazione del Consorzio Agrario di Siena - dedicato ai migliori pecorini senesi proposti in abbinamento ai vini del Consorzio Orcia DOC. Otto caseifici con l'obiettivo comune di promuovere la qualità del territorio, ma anche di aggiudicarsi il primo premio dell'annuale concorso che sabato ha premiato per la categoria Semistagionato l'azienda agricola Coveri, seguita al secondo posto dal caseificio Piu e al terzo dalla fattoria Buca Nuova, mentre nella categoria Stagionati il primo premio è andato al Caseificio Cugusi, seconda piazza per il caseificio Piu e infine piazza d'onore per l'azienda agricola Vergelle.



Per informazioni sulla Mostra mercato e prenotazioni:
Tel 0577 718811 / 349 7504247 (Biancane Servizi al Turismo)

Foto di Sergio Cusumano

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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13/11/2013 16:27:26
1) Ancora un successo per i pecorini
LO SCORSO WEEK END A SAN GIOVANNI D'ASSO SONO STATI SELEZIONATI I MIGLIORI PECORINI DELLA VAL D'ORCIA E DEL MONDO CON PROFUMI DI ASSENZIO, EBRA TIPICA DELLE CRETE SENESI. LA GIURIA ERA COMPOSTA DALLO SCRIVENTE, IL DR. PIERGIORGIO ANGELINI, IL SIG. ROBERTO NERI DEL CONSORZIO AGRARIO PROVINCIALE DI SIENA OLTRE ALLA SIG.RA SILVANA. VOLETE CONOSCERE LA CLASSIFICA DEI PECORINI SEMI STAGIONATI, STAGIONATI E SPECIALI, IL PRIMO PREMIO DEI PECORINI SEMI STAGIONATI E' STATO CONSEGNATO ALL'AZIENDA AGRARIA COVERI DI TORRITA DI SIENA; IL PRIMO PREMIO DEI PECORINI STAGIONATI COME PURE QUELLI SPECIALI L'HA VINTO L'AZIENDA DELLA SIG.RA CUCUSI SILVANA IN MONTEPULCIANO.
PAOLO PANI
ENOGASTRONOMO

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