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A Courmayeur un referendum
per modificare il nome della località

A Courmayeur un referendum 
per modificare il nome della località
A Courmayeur un referendum per modificare il nome della località
Pubblicato il 28 maggio 2014 | 14:08

Gli abitanti di Courmayeur decideranno con un referendum se legare il proprio nome al Monte Bianco e diventare “Courmayeur-Mont-Blanc”. Una scelta strategica con ricadute importanti sul piano turistico e dell’immagine

Domenica 1° giugno gli abitanti di Courmayeur decideranno, con un referendum consultivo, se modificare il nome della loro località in "Courmayeur-Mont-Blanc". Non è un dettaglio da poco. Associare il proprio nome al Monte Bianco è una scelta strategica che sul piano della promozione turistica potrebbe rivelarsi un asso nella manica: méta alpinistica per eccellenza e simbolo della montagna, il Mont-Blanc - così è noto a livello internazionale - mantiene un’identità fortemente riconoscibile e conserva un fortissimo appeal, indipendentemente dai trend turistici del momento.



Courmayeur non sarebbe Courmayeur senza la sua montagna: in fondo, se la località è in un certo senso figlia del Monte Bianco, è normale che il paese possa scegliere di avere anche il cognome della madre, come avviene per i figli in molti paesi (in Italia non è ancora permesso). L’idea è nata qualche tempo fa, quando cittadini e associazioni operanti sul territorio - che tra l'altro hanno già adottato nei loro nomi “il cognome” Mont-Blanc in moltissimi casi - hanno messo in campo l'idea, ottenendo l’appoggio dell'amministrazione e l’approvazione del consiglio comunale, e poi il parere favorevole del presidente della Regione e del consiglio regionale.

I francesi, previdenti, hanno già da tempo imboccato questa direzione: è dal 1921 che la sorella francese della cittadina valdostana, Chamonix, ha integrato il proprio nome con Chamonix-Mont-Blanc, con tutto ciò che questo comporta in termini di immagine e posizionamento turistico. Ora tocca a Courmayeur: è il momento di riconoscere il ruolo che gioca il Mont-Blanc in una comune identità che guarda oltre le frontiere italiane e francesi. Le due comunità che, ognuna dal suo versante, abbracciano il massiccio più alto d’Europa, rappresentano, in scala, il sogno europeo di un’unione tra popoli in nome di valori condivisi.

Questa storica decisione è anche il superamento della storica rivalità tra i due Paesi, che non si accende solamente in occasione dei mondiali, sui verdi prati dei campi da calcio. A 4.810 metri sul livello del mare, tra silenziose cattedrali di ghiaccio e picchi verticali, per 150 anni si è giocata una singolare partita tra le due nazioni: oggetto del contendere delle due squadre, proprio il Mont-Blanc. A chi appartiene la sua vetta? 500mila metri quadri contesi, uno spazio di grandezza pari allo Stato del Vaticano, situato in territorio francese dalle carte geografiche dell’Institut Géographique National de France, mentre le carte dell’Istituto Geografico Militare italiano l’hanno suddiviso secondo la linea dello spartiacque, come voleva l’accordo bilaterale del 1861, tutt’ora in vigore.

A livello internazionale la più diffusa è la mappa che attribuisce il Monte Bianco alla Francia, seguendo i confini stabiliti unilateralmente da una carta topografica disegnata nel 1865 da un capitano francese, J. J. Mieulet. Ma dove non arriva la diplomazia, arriva la toponomastica: Courmayeur opta per una soluzione che richiami anche nominalmente l’evidente legame tra la località e il Monte Bianco. Il nome sarà approvato se parteciperà alla votazione la maggioranza degli elettori, ovvero il 50 per cento più uno dei circa 2.300 aventi diritto. Per facilitare il referendum consultivo l'Amministrazione comunale ha predisposto una pagina dedicata sul proprio internet istituzionale per spiegare nel dettaglio come si potrà votare e quali saranno le conseguenze, soprattutto dal punto di vista della burocrazia, se il cambio di denominazione sarà approvato.

Se vinceranno i sì, il nome “Mont-Blanc” sarà uno dei tasselli che compongono il forte legame di amicizia nato tra Chamonix e Courmayeur. Le bandiere e la sovranità nazionale non sono poi così importanti in un luogo così unico, la culla mondiale dell’alpinismo. Lo spirito del grande Walter Bonatti, riconosciuto come Cittadino del Monte Bianco - caso unico - da entrambe le municipalità, aleggia tra queste cime, per indicare che il Monte Bianco non appartiene a nessuno: sono gli abitanti dei paesi cresciuti ai suoi piedi che gli appartengono.

© Riproduzione riservata

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