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L'Onu dichiara guerra all'obesità
A rischio anche la Dieta mediterranea?

L'Onu dichiara guerra all'obesità 
A rischio anche la Dieta mediterranea?
L'Onu dichiara guerra all'obesità A rischio anche la Dieta mediterranea?
Primo Piano del 20 giugno 2014 | 12:12

Decisa a combattere il problema dell'obesità, l'Onu ha riunito alcuni esponenti della società civile per trovare delle soluzioni. Un'eccessiva regolamentazione in campo alimentare può però portare ad effetti indesiderati. Il nutrizionista Calabrese ha difeso tutti quegli alimenti considerati dannosi ma senza alcuna prova scientifica

Le malattie cosiddette “non trasmissibili” sono state oggetto del dibattito svoltosi al Palazzo di Vetro, l'ufficio dell'Onu a New York, che ha riunito esponenti della società civile e del mondo accademico per discutere dei metodi migliori per prevenire patologie come cancro, diabete, disturbi cardiovascolari e obesità.



Giorgio Calabrese
(nella foto), nutrizionista e professore all'Università di Napoli Federico II, è intervenuto (unico rappresentante europeo) in difesa di tutti quegli alimenti che vengono considerati dannosi, senza però alcuna prova scientifica; «Negli ultimi anni - dichiara Calabrese, come riporta La Stampa - c’è stata una tendenza crescente a utilizzare indicatori che non hanno basi scientifiche, e demonizzare specifici ingredienti, come il grasso, il sale o lo zucchero, senza considerare che ci sono tecniche per cucinare che possono ridurre la qualità nutritiva di ogni cibo».

Giorgio CalabreseIn conclusione, eliminare alcuni ingredienti dando per scontati che siano dannosi per la salute, senza considerare tecniche di cottura alternative o dosaggi specifici, sconsacra la validità della Dieta mediterranea e della maggior parte dei prodotti alimentari della tradizione italiana.

Come è possibile dire stop a prodotti come il parmigiano o la Mozzarella di Bufala e dare il via libera a bevande gassate, solo perché contengono la dicitura “light”? I consumatori devono essere educati a mantenere uno stile di vita equilibrato, praticando sport e mangiando le giuste quantità dei cibi più vari, purché sani.

La soglia di ciò che è considerato “salutare” si è erroneamente abbassata: da 90-140 a 80-120 la soglia della pressione; da 150 a 126 quella del glucosio nel sangue; da 250 a 220 il colesterolo; da 27,8 e 27,3 a 25 la soglia del body mass index. Di conseguenza i consumatori si sono allarmati, ma inutilmente, senza dati scientifici soldi e affidabili. «Il sospetto - continua Calabrese, come riporta La Stampa - è che dietro queste scelte ci sia la pressione delle aziende farmaceutiche che producono le medicine per curare queste malattie».

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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02/07/2014 18:48:39
1) ONU e DIETA
Grazie al prof Calabrese Italia a Tavola ha raccolto il bla-bla-bla che si va diffondendo tra la ripresa di notizie senza capo nè coda, ma attribuibili con grande probabilità alla promozione idiota - in quanto a lungo termine molto controproducente di note società internazionali che a testa bassa sostengono diete e attribuzioni di pensiero terribilmente riprovevoli ospitate da organi di stampa irresponsabili di quanto viene pubblicato. Non certo La Stampa, unico quotidiano con il Corriere della Sera, che sa avvalersi di giornalismo scientifico e di esperti che sanno quello di cui parlano e si parla nel nostro paese.
Cerchiamo di fare informazione affidabile anche ai Direttori responsabili degli organi di stampa e comunicazione e la diffusione di un codice etico che riguardi specificamente la definizione "NON CONDIVISA" finora di QUALITA' ALIMENTARE GASTRONOMICA per i paesi Europei. Adesso la sede scientifica europea è a Parma. Cominciamo ad esigere che anche il treni AV fermino alla Stazione di Parma per consentire collegamenti normali con le provenienze internazionali quando una città viene premiata ospitando sedi di questo prestigio internazionale.
Inoltre, Milano EXPO si era impegnata e autopromessa di guidare il Pianeta al superamento dei problemi di disponibilità e accessibilità alla alimentazione e energia per i 7,2 miliardi di abitanti: sono di altro genere gli obiettivi che mancano nelle occasioni di meeting che scorno sulle pagine del nostro paese oltre che malauguratamente delle iniziative sparse su cui galleggia la cultura milanese e nazionale. E' ora che EXPO prenda la responsabilità della guida anche delle occasioni di serio dibattito.
Mozzarella e Parmigiano non devono temere un affronto sine causa, ma nemmeno ritenere che aumentando i volumi di consumo pro-capite si risolva il problema di fame o quello della concomitante obesità e spreco. Qualità e piacere del cibo vengono a valle del bisogno, e sono statutariamente scopo di fondazione della Società delle Nazioni. Ricordo che ONU delega a FAO il compito di realizzare dopo il "Bisogno" anche la conseguente primaria esigenza di "Salute" e la sensibile implementazione del "piacere" della nutrizione con il rispetto delle biodiversità umane e sociali.
Vincenzo Lo Scalzo
Chimico
Lo Scalzo Associates snc

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