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di Mariella Belloni
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La “Bellezza del buono” trionfa ad Alba
Merito della Food Wine Design Week

La “Bellezza del buono” trionfa ad Alba 
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La “Bellezza del buono” trionfa ad Alba Merito della £$Food Wine Design Week$£
Pubblicato il 25 giugno 2014 | 12:16

La Food Wine Design Week, tra lezioni di design e cucina con grandi chef, è stata l'occasione per valorizzare il territorio. Design nelle Langhe significa, infatti, meravigliose cantine che custodiscono preziosi oggetti

Si è conclusa da poche settimane la Food Wine Design Week, e già si guarda alla prossima edizione in concomitanza con la kermesse mondiale di Expo 2015 di Milano. La Food Wine Design Week è un evento davvero importante e prestigioso per il territorio di Alba (Cn), che per cinque giorni è stato l’epicentro dell’incontro tra la bontà del cibo, la cultura del vino e le diverse declinazioni del design di oggi. Non a caso l’incontro di inaugurazione ha avuto per titolo “La bellezza del buono”.



Ad Alba, in Piazza del Duomo, cuore pulsante e punto di riferimento per tutti i visitatori della FWD Week, si è inoltre tenuta una parata di chef pluristellati: Davide Palluda, Walter Eynard, Maurilio Garola, Damiano Nigro e Ugo Alciati, la cake designer Elena Bosca e lo chef e teacher di Academia Barilla Mario Grazia, protagonisti di veri e propri show cooking all’insegna della creatività e dell’esaltazione del food design.

Tra i presenti, oltre ad Aldo Cingolani e Franco Miroglio, presidente e vicepresidente dell’associazione FWD e Giovanni Cutolo, presidente Comitato Scinetifico Food Wine Design Week anche il designer Toshiyuki. Il giapponese Muneaki Masuda, fondatore e presidente del Culture Convenience Club (CCC) ha garantito il suo supporto all’evento, come main partner, accettando nel contempo la carica di presidente Onoraio dell’associazione.

A spasso per le Langhe
Immagina una terra in cui l’arte e i sapori si rincorrono tra colline e vigne; immagina borghi e città che si vestono a festa e celebrano la loro storia secolare: benvenuto nelle Langhe, dove ogni momento è un evento imperdibile. Le colline di Langhe e Roero, situate nel Piemonte meridionale, sono infatti una delle zone tra le più vocate al mondo alla viticoltura grazie alla particolare collocazione geografica, al clima e alla ricchezza del sottosuolo da cui deriva un’eccezionale qualità e varietà di produzione.

Questo territorio, destinazione turistica alternativa ed emergente, si distingue anche per le sue eccellenze enogastronomiche, paesaggistiche e culturali e accoglie con calore i visitatori alla ricerca di esperienze autentiche. Il profumo delle Langhe passa nelle cantine della Tenuta Carretta dove il Barolo e il Barbaresco affinano l’invecchiamento. È lo stesso profumo che si sente a Pollenzo nelle campagne intorno all’università del gusto e negli antichi vicoli del borgo di Monforte. Perché la prima edizione di Food Wine Design Week unisce il food e design nel segno del gusto. Del buon gusto.

da sinistra: Franco Miroglio e Aldo Cingolani
Nella foto, da sinistra: Franco Miroglio e Aldo Cingolani

L’idea di Food Wine Design, FWD o anche Foward utilizzando l’acronimo dell’iniziativa, di unire cioè le innovazioni del design alla migliore tradizione italiana del food e del wine è stata di due personaggi spinti dal desiderio di raggiungere traguardi qualitativi sempre più elevati. Due protagonisti, Aldo Cingolani, presidente della Bertone Design e Franco Miroglio delle omonime aziende di famiglia, diversi e originali, lontani dal food and wine spettacolo di Londra, New York, Parigi o della Spagna. Pronti a unire le competenze ed il prestigio di entrambe le realtà imprenditoriali per lanciare un nuovo messaggio: percepire l’alimentazione, la “qualità”, come qualcosa che appartiene ad una cultura antica e moderna.

«L’iniziativa di FWD - dichiara Franco Miroglio - nasce senza sovvenzioni pubbliche per fare rete nel territorio e mostrare le eccellenze sin qui non sempre note di una terra ricca invece di tradizioni. FWD vuole diventare un appuntamento annuale dove ripensare il cibo e lo stile italiano».

«Siamo davanti ad un momento di grande trasformazione culturale - aggiunge Aldo Cingolani - dove il cibo è il segno di uno stile di vita e connaturato all’essere italiano. Uno stile che ci invidiano e che non possiamo dimenticare. Legare il food al design non è un azzardo come può sembrare ma la naturale espressione di una realtà in cui il design non è solo pensare una forma ma è u approccio, un modo di pensare e progettare tutto ciò che ci riguarda, appunto, anche il cibo».

«Credo che coniugare design, vino e cibo - continua Aldo Cingolani - sia l’espressione della vita di oggi. Non è niente altro che quello che ci accade tutti giorni senza rendercene conto. Con questo evento desideriamo sottolineare che vivere il design è immergersi nella quotidianità. L’idea ci è venuta visitando i luoghi straordinari del Piemonte e di Milano dove il design è presente in ogni ambito agricolo, architettonico ma anche industriale esprimendo qualità e bellezza».

Pollenzo, turismo in Bra
A partire dal 1835, sull’area della città romana Pollentia, per volontà di Carlo Alberto nasce una Tenuta reale di casa Savoia. A fine degli anni novanta su iniziativa di Slow Food prende vita il progetto di recupero del grande complesso dell’Agenzia in cui oggi si trovano l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, la Banca del Vino, l’albergo dell’Agenzia con l’annesso Ristorante Garden.

Per fermare un certo squilibrio tra il design e il reale contenuto del piatto, Cingolani e Miroglio hanno organizzato ad Alba, Pollenzo, nei poderi e nelle cantine Oddero la Morra, nella Borgata Cerequio, a Serralunga d’Alba, a Piobesi d’Alba, a Batolo, sono stati cinque giorni, mostre, degustazioni, assaggi, workshop, conferenze e seminari, exhibit e scorrazzate tra colline e castelli per capire e confrontarsi sulla nuova vocazione all’eccellenza di alcuni settori produttivi italiani.

Un compito che la Banca del vino a Pollenzo ha nel suo Dna tanto che in occasione del FWD ha organizzato al suo interno la mostra Nudi o Vestiti, Comunicare con il packaging proprio per riaffermare come la forma di un oggetto commerciale può essere un elemento di sostenibilità. E per riaffermare infine che è la sostanza che vince. Per uscire definitivamente dallo stereotipo che la cucina italiana fatica a comunicare se stessa. Una storia di cinque giorni con le lezioni di design e cucina con grandi chef che non finisce qui, anzi è appena cominciata. Design nelle Langhe significa, infatti, meravigliose cantine (nascoste tra le vigne) che custodiscono preziosi oggetti capaci di avvicinare l’uomo ai sapori della natura.

Langhe e Roero, con i loro profili ondulati, sono terre di grandi silenzi ma anche di improvvise esplosioni di vitalità. Qui, tra antiche gallerie, teatralità degli spazi, arredamenti di botti di legno, bottiglie e calici di degustazione nascono quotidianamente vini pregiatissimi. Come è noto. Ma siamo davanti anche a luoghi ridisegnati nel segno dell’architettura, basti pensare alla Tenuta Carretta che all’interno della sua cantina hanno realizzato un tempio del vino progettato dall’architetto torinese Elisa Cavallo che unisce la tradizione con il futuro.



Ma non tutti sanno che in una delle aree con la più alta densità di castelli del mondo nascono anche le idee del cibo e delle sue sfumature, degli usi alimentari, dei piatti, dell’arredamento, delle stesse cucine. È qui tra queste tenute millenarie, di generazione in generazione assieme al piacere del gusto, al valore simbolico del cibo, che il design più semplice affina l’esperienza gastronomica. L’esperienza di un sogno, di un modo di vivere. Il progetto del Food Wine e Design Week, che ha avuto l’adesione di un grande imprenditore culturale giapponese Muneaki Masuda, è nato per dare ancora più luce e colore al magico bene primario della qualità italiana. Sia del Design che del Food and Wine.

I gioielli Pomellato e i cru di Michele Chiarlo
A Palas Cerequio la mostra Pomellato e Kita, allestite nel Caveau del Barolo e nell’Enoteca Vertigo del Palas. Nella suggestiva cornice del Caveau va in scena “Gioielli in cantina”, la mostra curata da Pomellato, brand italiano di respiro internazionale e quinto gioielliere europeo per importanza. L’esposizione mette in luce il percorso storico del brand in un gioco di similitudini: 11 “grandi annate” di gioielli sono accostate a 11 vini simbolo del produttore piemontese abbinati a 11 diversi tipi di tapas per deliziare il palato.

Merluzzo sfogliato; fragola con tartare di gambero; spaghetti con scampo; anguilla in agrodolce; grissino al sesamo; tartare di carne cruda e sale Maldon; girello di vitello in salsa tonnata; salsiccia di Bra scottata; terrina di fegato grasso e lamponi; ciccioli di agnello con crema di Robiola di Roccaverano; cramble integrale con mousse di gianduia e croccante di pinoli. Queste le 11 prelibatezze accostate ai preziosi di Pomellato ed esaltate dai vini di Chiarlo: Pietro Chiarlo Blanc de Blanc 30 mesi; Gavi di Gavi Rovereto 2012; Barbera d’Asti Cipressi della Court 2011; Albarossa Montald 2011; Barolo Cerequio 2010; Moscato d’Asti Palas 2013; Roero Arneis 2013; Gavi Fornaci 2011; Nebbiolo Il Principe 2011; Reyna Barbaresco 2010; Barolo Chinato.

Palas Cerequio, un luogo dove tutto è concepito per essere vissuto e assaporato con calma, nel cuore dell’area più vocata al mondo per creare un grande vino italiano: il Barolo. Palas Cerequio è il primo Relais dedicato a cru di Barolo; la sua stessa essenza ne è intrisa ed avvertibile in ogni ambito: dalle opere dedicate di Giancarlo Ferraris, alle selezioni di bottiglie Top legate al nome delle suite, ai particolari che ne suggellano la presenza dell’architettura, fino agli affacci ai filari di Cerequio circostanti.

La Mostra Kita
A catturare l’attenzione dei visitatori negli spazi dell’Enoteca Vertigo, invece, in cui si possono normalmente trovare 400 etichette di tutti i migliori produttori della zona del Barolo, le opere del designer giapponese che ben rappresentano quella produzione rivolta sia al lato ambientale sia a quello industriale con il quale si è imposto all’attenzione internazionale fin dal 1969. Dagli arredi alle Tv agli elettrodomestici, sono centinaia i prodotti realizzati da Kita per alcune delle più importanti realtà giapponesi ed Europee, così come quelli finiti nelle sale del Museum of Modern Art di New York, del Centre Georges Pompidou di Parigi, della Pinakothek der Moderne di Monaco e di altri musei in tutto il mondo. La mostra Kita si potrà visitare, sempre all’interno dell’Enoteca Vertigo fino al 27 luglio.

La Mostra personale “Timeless Design” ospitata nelle sale del Castello di Barolo, un tempo dimora del Conte Camillo Benso, nasce dalla volontà di premiare i migliori interpreti internazionali del gusto più rappresentativo del territorio delle Langhe e Roero. Risalente al X secolo, il Castello di Barolo diviene nel XIII secolo proprietà della famiglia Falletti. Nell’Ottocento ospita fra gli altri lo scrittore e patriota Silvio Pellico, che è responsabile della biblioteca della famiglia Falletti. Nel 1970 viene acquistato dal Comune di Barolo e dal 1982 ospita la Scuola Professionale Alberghiera. Dal 2010 è la sede del WiMu, il museo del Vino, un viaggo interattivo ed emozionale attraverso la cultura e la tradizione dei vini, frutto dell’estro di Francois Confino, autore di allestimenti di mostre e musei in tutto il mondo.

Al centro di uno dei vigneti più importanti d’Italia prende vita una sorprendente struttura. Una meravigliosa cascina, residenza storica di nobili famiglie, immersa tra dolci pendii coltivati a vigna nel cuore di un territorio secolarmente vocato alla viticoltura. Nel 1985, la famiglia Miroglio decide di acquistarla per dedicarsi alla produzione di vini di qualità. Tenuta Carretta è oggi una delle più prestigiose aziende vitivinicole del Roero e delle Langhe e, con i suoi 70 ettari di territorio, anche una delle più estese. È un grande onore quello di portare avanti questa tradizione secondo i valori che hanno fatto del nostro territorio una grande zona vitivinicola, mantenendo però un occhio di riguardo per il progresso e l’innovazione tecnica.

Il nome Carretta deriva dalla radice car, con significato di pietra. Viene quindi spontaneo l’abbinamento del termine Carretta all’adiacente banco di gesso che affiora a poche decine di metri e che si svolge verso oriente, per circa un chilometro. La superficie attuale di circa 70 ettari comprende il complesso della Tenuta Carretta in Piobesi d’Alba, alcuni splendidi vigneti nella zona vocata dei “Cannubi” di Barolo, i “Poderi Tavoleto” in S. Rocco Seno d’Elvio e la “Cascina Bordino” di Treiso. Una nobile tenuta ai piedi del paradiso. Una storia che inizia con le radici piantate nel tempo e nel gesso e continua in un angolo di paradiso dove il passato si racconta al futuro. Sale con predisposizione musica in filodiffusione per possibile musica dal vivo. Baby sitting ed animazione.

Omaggio Sposi: wedding suite e prova menu nozze. In un’antica proprietà dei Conti del Roero, immersa in 35 ettari di vigneti, Tenuta Carretta vanta una calda atmosfera di charme e relax. Il ristorante annesso alle 10 camere dispone di sale eleganti ed accoglienti. La cucina valorizza le antiche tradizioni con materie prime di qualità. La cantina, risalente agli inizi del XII secolo, vinifica tra i più preziosi vitigni del territorio ed offre la possibilità di visite e degustazioni guidate. La sala esterna panoramica, location ideale per eventi e cerimonie, ospita fino a 220 persone. È autorizzato dall’Associazione Italiana Celiachia e offre menu senza glutine.

Un’incredibile location
Casa Paruzza, (oggi Palazzo Banca d’Alba), che ha ospitato la conferenza stampa di presentazione della Food Wine DesignWeek, è un affascinante concentrato di storia dell’architettura: la facciata è in stile eclettico ottocentesco, ma sormontato dalle originali torri medievali. Gli interni sono del tipo barocco ornato settecentesco. In seguito all’intervento di recupero e ristrutturazione voluto da Banca d’Alba, gli interni, ornati da affreschi e trompe l’oeil settecenteschi sono oggi affiancati a opere d’arte contemporanea e design, mentre gallerie completamente in vetro svelano affascinanti scorci sulle torri medievali.

Un cascinale del ‘700 immerso nei vigneti di Barolo mette in tavola i sapori di un tempo. Il ristorante della Locanda in Cannubi si avvale dell’esperienza della famiglia Bertolini-Boggione vera e propria istituzione della cucina tradizionale delle Langhe. I titolari Gianni Bertolini e Andrea Bevacqua, prediligono i sapori freschi e di stagione, con una costante ricerca delle materie prime e un’abile “riscrittura” delle ricette più antiche, che non vengono snaturate ma semmai rese più moderne con tocchi originali ed artistici. La Locanda è il luogo ideale dove degustare i vini della Tenuta Carretta ed in particolare l’eccezionale Barolo Cannubi prodotto con le uve Nebbiolo raccolte in loco.

Ospitalità a 4 stelle ad Alba
Nel cuore di Alba, a soli 10 minuti dalla stazione dei treni, troverete l’Hotel Calissano. Ubicato vicino alla cattedrale di Alba, questo piacevole albergo, offre facile accesso all’autostrada A33, reception 24 ore su 24 e centro fitness. Eleganti, calde ed accoglienti, le stanze sono uno scenario perfetto per fughe romantiche.. L’Hotel Calissano, inaugurato nel settembre 2010, prende il nome dall’azienda vinicola fondata nel 1872 da Luigi Calissano: la struttura sorge, infatti, dove un tempo vi erano le storiche cantine.



L’hotel è situato nei pressi di Piazza Savona, il “salotto” di Alba. La struttura è dotata di camere fumatori e non, Wi-Fi, garage interrato con 110 posti per vetture e minibus, sale riunioni, bar, enoteca, cucina e servizio ristorante, esclusivo degli ospiti, con dehors estivo. Disponibilità di appartamenti. Questo elegante hotel a quattro stelle offre ai propri ospiti parcheggio gratuito e un gustoso ristorante, dove potrete assaggiare piatti tipici del Piemonte e specialità della cucina italiana. Le camere, spaziose e confortevoli, dispongono di televisione a schermo piatto e collegamento internet wireless. I pavimenti in legno, i bagni in marmo e l’arredamento con mobili d’antiquariato conferiscono eleganza agli ambienti.

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Alberto Lupini


Food Wine Design Week Alba Langhe e Roero

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