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di Valentina Brambilla
Valentina Brambilla
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Zermatt, il fascino del Canton Vallese
Un'estate tra montagna e buona tavola

Zermatt, il fascino del Canton Vallese 
Un'estate tra montagna e buona tavola
Zermatt, il fascino del Canton Vallese Un'estate tra montagna e buona tavola
Pubblicato il 07 luglio 2014 | 15:48

Zermatt è una delle località più rinomate dell’arco alpino, grazie alle sue infrastrutture ricettive di eccellenza, ad un’offerta gastronomica di rilievo e ad una scelta ricchissima di attività outdoor ed eventi

Ci sono tanti motivi che rendono Zermatt una destinazione incantevole. Potremmo iniziare dal fatto che è una cittadina senz’auto (la circolazione dei veicoli privati è consentito solo fino a “valle”, a Täsch, a soli 5 km di distanza) caratteristica peraltro unica del Cantone Vallese (che vanta numerose località chiuse al traffico automobilistico). Il che significa aria pulita, niente traffico (si ha a che fare solo con taxi e bus elettrici e carrozze trainate da cavalli), ambiente sano e un silenzio impagabile soprattutto nelle ore notturne.



Va da sé che è immediato, e corrispondente al vero, pensare a un’alta qualità della vita e… di vacanza!. E che dire del Cervino? L’inizio della fama di questo centro vallesano deriva proprio dalla maestosità, sia in termini di altezza sia di bellezza, di quella che è ancora oggi la montagna più fotografata del mondo, il Cervino o, come lo chiamano in Svizzera, il Matterhorn.

Era infatti il 1865 quando per la prima volta fu raggiunta la sua vetta dall’inglese Edward Whymper (l’anno prossimo si celebrerà un importante anniversario, il 150°) che rese famoso in tutto il mondo quello che all’epoca era un piccolo paesino che aveva iniziato ad aprirsi al turismo nei primi anni del 1800. Per rendersi conto dello sviluppo turistico di Zermatt basta andare all’Hotel Monte Rosa (sul viale principale, impossibile non passarci davanti) che, non a caso fa parte degli Swiss Historic Hotels, per scoprire che è proprio lì, in quello che era una volta un piccolo chalet di legno è iniziata la storia dell’hotellerie a Zermatt.

Non è un mistero che gli svizzeri abbiano inventato lo standard di ospitalità ad alto livello, il che è valso loro l’appellativo di “albergatori dei re e re degli albergatori” e la famiglia Seiler, con l’Hotel Monte Rosa ha giocato un ruolo chiave, non di meno dei Badrutt a Saint Moritz o di Caesar Ritz. Oggi, la quinta generazione della famiglia porta avanti la tradizione con un occhio attento alla tradizione ma senza rinunciare alla modernità. Particolare la formula “Dine around”, una sorta di proposta di scoperta gastronomica che permette ai clienti in mezza pensione di scegliere di cenare tra 13 ristoranti in inverno e 9 in estate (tutti di proprietà della famiglia).



E a Zermatt è molto facile trovarsi a tavola di una ristorante stellato Michelin o con alti punteggi Gault Millau. Anzi, va proprio detto che i 21 ristoranti con punti Gault Millau e i rifugi in quota che servono specialità vallesane hanno trasformato Zermatt in una meta per buongustai. Non bisogna, infatti, pensare solo alla famosissima raclette, che pure qui viene servita e ci mancherebbe, visto che quella originale, prodotta con latte crudo e tutelata dal marchio Dop è proprio quella vallesana nata nella “vicina” Val de Bagnes, ma bisogna aspettarsi tavole che offrono specialità preparate da rinomatissimi, e premiati, chef. La scelta è importante: 56 ristoranti in montagna e 111 ristoranti in centro a Zermatt, dove si può spaziare dall’agnello vallesano al sushi giapponese, alla cucina thailandese o italiana.

Un evento all’insegna della gastronomia e della “svizzeritudine” è lo Swiss Food Festival che animerà Zermatt dall’8 al 10 agosto. Il venerdì, gli chef insigniti di 293 punti Gault Millau dimostreranno la loro abilità al Mont Cervin Palace e al Grand Hotel Zermatterhof. Sulla strada principale di Zermatt sarà inoltre allestito un mercatino con i prodotti vallesani. Il sabato è invece prevista una grigliata con la carne di razza d’Herens (i bovini di razza Hérens sono allevati in Vallese e le carni sono vendute da macellai o cucinate da ristoranti che aderiscono al programma “Fleur d'Hérens, Viande du Valais”). La domenica c’è invece opportunità di fare un brunch a bordo della cabinovia Matterhorn-Express mentre il sole inizia a illuminare lentamente le montagne.

Un’esperienza che ha dell’indimenticabile è quella regala la vista panoramica, dal cervino al Monte Rosa, delle 29 vette che superano i 4mila metri. Da dove si può ammirare un tale spettacolo della natura? Da Zermatt bastano 30 minuti con la ferrovia a cremagliera del Gornergrat. Dal 1898 la cremagliera, a scartamento ridotto, più alta all’aperto d’Europa raggiunge, superando pendenze fino al 200‰ e un dislivello di 1.469 m, i 3.131 metri di altitudine che regalano un panorama che toglie il fiato, un po’ per l’altitudine, un po’ per la sua maestosa bellezza.

foto: Michael Portmann

E all’esperienza outdoor si può unire l’aspetto gastronomico: i gestori del 3.100 Kulmhotel Gornergrat, l'hotel più elevato delle Alpi, offrono il meglio della cucina e della cantina. Sono compresi nel pacchetto la tratta Zermatt-Gornergrat-Zermatt (classe unica) e una cena di tre portate (bevande escluse) davanti all’incantevole panorama delle montagne. E per la serie “sempre più in alto”, visto che sempre di Cervino si tratta, vi segnaliamo anche che ogni sabato, dal 12 luglio al 27 settembre, si può cenare al tramonto a 3.883 metri con vista sul Weisshorn, sul Massiccio del Monte Rosa e sull’immancabile Cervino.

Quello che d’inverno è uno dei comprensori sciistici più belli, il Matterhorn Glacier Paradise, con tanto di pista più lunga d’Europa, quella che conduce dal Piccolo Cervino fino al paese di Zermatt, quest’estate, grazie alla sua piattaforma panoramica, una delle più alte e spettacolari d’Europa (e da qui le vette da 4mila metri visibili sono 38), diventa la location per una cena tutt’altro che banale (e comodamente raggiungibile con gli impianti di risalita da Zermatt.

La stazione a monte della funivia del Piccolo Cervino è la più alta d’Europa nel suo genere. A questa quota i grandi picchi italiani, francesi e svizzeri sembrano vicinissimi e quando la visibilità è perfetta, è possibile scorgere addirittura il Duomo di Milano. La stazione a monte più alta delle Alpi è raggiungibile con il Matterhorn-Express, che porta fino alla stazione di Furi. Da lì si prosegue con una cabinovia fino al Trockener Steg e infine con la funivia alla stazione del Piccolo Cervino, scavata nella roccia.



A Zermatt, l’iniziativa “kitchen around” ha riscosso successo già nella stagione invernale. E ora il tour culinario delle cucine dei ristoranti di Zermatt viene proposto anche per l’estate. Partecipano gli hotel Mirabeau, Walliserhof, Cervo e Holiday. In gruppi di massimo quattro persone, si entra nel cuore dei locali gourmet e si gustano principalmente specialità tipiche, servite in modo assolutamente non convenzionale su una piccola tavola accuratamente imbandita nelle cucine. I “tour kitchen-around” si svolgono di martedì e mercoledì; le prenotazioni si effettuano direttamente presso i ristoranti.

E se volete “portarvi avanti” vi possiamo già dire che lo chef svizzero, Ivo Adam, del ristorante Seven di Ascona (che ha ottenuto la sua prima stella Michelin), anche il prossimo inverno delizierà gli ospiti con le sue creazioni culinarie nel ristorante After Seven del Backstage Hotel & Vernissage di Zermatt. Invece il Mont Cervin Palace continua ad avvalersi dello staff dello chef Andrea Migliaccio (2 stelle Michelin) che non solo al Capri Palace di Anacapri (dove lavora d’estate) ma anche a Zermatt (dove lavora nella stagione invernale) crea pietanze raffinate con tocco mediterraneo. Fra gli chef più interessanti uno che vale la pena tenere d’occhio è Christian Geisler (1 stella Michelin) del Ristorante Heimberg, aperto, però, solo d’inverno. E allora… la prossima fermata? La nostra è Zermatt!

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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