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Safari alpino al tramonto in Val Zebrù
Un ambiente naturale tutto da scoprire

Safari alpino al tramonto in Val Zebrù 
Un ambiente naturale tutto da scoprire
Safari alpino al tramonto in Val Zebrù Un ambiente naturale tutto da scoprire
Pubblicato il 07 agosto 2014 | 10:01

Cervi, camosci, caprioli ma anche marmotte, volpi ed ermellini: la Val Zebrù, nel Parco Nazionale dello Stelvio, è uno degli angoli delle nostre Alpi più ricchi di animali. Una valle tutta da scoprire, magari al tramonto



Il Parco Nazionale dello Stelvio è uno dei più grandi parchi storici del nostro paese: nel cuore delle Alpi Centrali, con il massiccio dell’Ortles-Cevedale a fare da sfondo, questo territorio è un incredibile scrigno di ricchezze naturali - animali certo, ma anche piante - che merita di essere esplorato. Da Bormio (So), uno dei comuni parte integrante del Parco, si diramano moltissimi itinerari: diversi i gradi di difficoltà, come diversi naturalmente sono anche gli scenari alpini che si possono attraversare, da soli o insieme a guide esperte. Tra le tante escursioni, imperdibile il “safari serale” in Val Zebrù: una delle aree più ricche di fauna di tutto il Parco, da scoprire sul far della sera quando gli animali vengono allo scoperto e si possono avvistare con ancor più facilità.

In Val Zebrù, tra cervi e gipeti
Il fischio della marmotta, l’incedere saltellante di un camoscio, il volo di un’aquila reale o del “gigante” gipeto: osservare gli animali da vicino, nel loro ambiente naturale, è una delle esperienze più intense che si possano fare. La Val Zebrù, in Alta Valtellina, è la destinazione perfetta per chi è alla ricerca di questo genere di emozioni: qui infatti vivono moltissimi ungulati, compresi numerosi stambecchi e caprioli.

credito foto: Roby TrabNei boschi si incontrano scoiattoli, lepri alpine ed ermellini, mentre alle quote superiori è facile osservare le marmotte. Più difficile, ma non così raro, l’avvistamento di predatori come volpi o martore. E poi gli uccelli: oltre alle “star” dei cieli alpini (aquile e gipeti appunto) si possono avvistare picchi di varie specie, rampichini alpestri, pernici bianche e nocciolaie, dai caratteristici richiami schiamazzanti. Ma l’animale più spettacolare presente in Val Zebrù è senza dubbio il cervo: all’inizio dell’autunno è facile sentirne il potente bramito riecheggiare nella valle, specie nelle prime ore della notte, e non è poi così raro riuscire a spiare i maschi durante le loro parate per la conquista delle femmine.

Per tutti coloro che vogliono provare l’emozione di vedere gli animali nel loro habitat naturale, vengono organizzati anche speciali safari serali, a bordo di fuoristrada e con l’accompagnamento di guide: indispensabile il binocolo (e un po’ di fortuna). Il programma prevede la partenza da Bormio nel tardo pomeriggio e, dopo gli (eventuali) avvistamenti, cena tipica in un rifugio. L’avventura continua anche dopo cena: con il buio infatti gli animali scendono più facilmente verso il fondovalle ed è facile fare incontri ravvicinati. L’escursione con cena compresa costa 47 euro per gli adulti e 32 euro per i ragazzi da 4 a 12 anni. Gratuita fino a 4 anni. Altrettanto affascinante è l’escursione a tema “Il bramito del cervo”, in compagnia di un esperto (solo a ottobre, con partenza da Bormio).

Per esplorare la Val Zebrù non è tuttavia indispensabile partecipare a una escursione guidata: i sentieri si possono percorrere a piedi in completa autonomia, scegliendo il più adatto al proprio livello di allenamento. Per imboccarli, bisogna procedere oltre Bormio in direzione di S. Caterina Valfurva: a S. Nicolò Valfurva si trova la strada per la Val Zebrù (in auto si arriva fino alla frazione di Niblogo, 1.600 metri di altitudine, dove si trova il parcheggio). Lo scenario che si apre è selvaggio, maestoso, pieno di fascino: antichi alpeggi, pascoli, boschi di conifere e poi, man mano che si sale, un terreno sempre più aspro e le vette alpine a creare una scenografica quinta. Tra queste spicca il Gran Zebrù che, con i suoi 3.859 metri, è una delle montagne più famose del Parco Nazionale dello Stelvio.

Difficoltà:
  • Nessuna fino alla Baita del Pastore (2.168 metri, raggiungibile anche con il servizio di fuoristrada)
  • poi facili sentieri

Tempi di percorrenza a piedi (escluse le pause):
  • da Niblogo a Zebrù di Fuori (1.828 m) - 1 h 30’ circa
  • da Zebrù di Fuori alle Malghe di Campo (2.000 m) - 1 h circa
  • dalle Malghe di Campo alla Baita del Pastore (2.168 m) - 45’ ca.
  • dalla Baita del Pastore al Rif. V Alpini (2.878 m) - 2 h ca.



Il Giardino Botanico Alpino “Rezia”
Si può avere un assaggio della straordinaria ricchezza della vegetazione del Parco Nazionale dello Stelvio anche restando a Bormio, dove si trova il Giardino Botanico Alpino “Rezia”: posto perfetto per una gita con i bambini, ma anche meta ideale per tutti coloro che vogliono approfondire le proprie conoscenze di fiori e piante di montagna. Il Giardino, in via Sertorelli appena fuori dal paese, raccoglie in 14.000 mq oltre 2.500 specie vegetali, suddivise in quattro sezioni: la flora del Parco Nazionale dello Stelvio, collezioni fito-geografiche delle zone alpine, europee, extraeuropee, artiche e antartiche, le collezioni sistematiche e un arboreto. Il Giardino è aperto da maggio a settembre.

Orari di apertura dal 23 giugno al 14 settembre:
Lunedì-venerdì ore 09-12 / 14-18 - sabato e domenica chiuso - chiuso a Ferragosto.


Per informazioni:
Ufficio Turistico Bormio
via Roma 131/b - 23032 Bormio (So)
Tel 0342 903300 - Fax 0342 904696
www.bormio.eu
info@bormio.eu

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Alberto Lupini


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