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Consorzio Vini d’Asti e Monferrato
Erga omnes su 5 Doc e Docg

Consorzio Vini d’Asti e Monferrato 
£$Erga omnes$£ su 5 Doc e Docg
Consorzio Vini d’Asti e Monferrato £$Erga omnes$£ su 5 Doc e Docg
Pubblicato il 20 ottobre 2014 | 16:59

Si applicherà dal 2015 l'“erga omnes” per Barbera d’Asti, Ruché di Castagnole Monferrato, Cortese dell’Alto Monferrato, Dolcetto d’Asti e Freisa d’Asti; i contributi saranno investiti in promozione, tutela e vigilanza

Sfiora i 17 milioni l’imbottigliato di Barbera d’Asti docg dei primi nove mesi del 2014 con una crescita del 6% rispetto allo stesso periodo del 2013. Più 21% sul 2013 per il Ruché di Castagnole Monferrato: da gennaio a settembre 2014 sono state imbottigliate 587.185 bottiglie. Ottimismo anche dai mercati internazionali: secondo i dati elaborati dal Consorzio Tutela Barbera Vini d’Asti e del Monferrato (su un campione di 100 aziende), sono in lieve crescita le vendite di Barbera d’Asti Docg nel primo semestre 2014 con +3% sui mercati esteri.

da sinistra: Lorenzo Giordano, Filippo Mobrici e Stefano Chiarlo
Nella foto, da sinistra: Lorenzo Giordano, Filippo Mobrici e Stefano Chiarlo

Tutti segnali positivi che arrivano in un momento importante e delicato della vita del Consorzio: l’applicazione dell’erga omnes (tradotto significa “nei confronti di tutti”), norma prevista dal decreto legislativo 61 del 2010. Lo hanno annunciato il presidente del Consorzio Filippo Mobrici con i suoi vice Stefano Chiarlo e Lorenzo Giordano. Sono cinque le denominazioni su cui, dal 1° gennaio 2015, verrà esercitato: Barbera d’Asti, Ruché di Castagnole Monferrato, Cortese dell’Alto Monferrato, Dolcetto d’Asti e Freisa d’Asti. Il Consorzio avrà piena gestione di tutela, vigilanza, promozione delle denominazioni. Tutte le aziende vinicole, consorziate o meno, dovranno dare il loro contributo: in tutto sono 2.456.

«Le aziende dovranno versare pochi millesimi a bottiglia prodotta - annuncia Mobrici - che serviranno a sostenere le attività di tutela, vigilanza e promozione delle cinque denominazioni. È un’iniziativa che coinvolge l’intero comparto: per questo, si è deciso di avvalersi dei poteri conferiti dall’erga omnes per far pagare la quota anche ai produttori non associati».

L’attività di vigilanza è già stata avviata nel 2014 in sinergia con il Consorzio di tutela del Barolo: «Condividiamo un agente vigilatore munito di tesserino ministeriale - precisa il direttore del Consorzio Patrizia Barreri - che va a verificare il prodotto sul mercato, nella grande distribuzione e nel settore Horeca. I controlli vengono fatti anche sui prodotti che fanno uso della denominazione che è protetta e va autorizzata dal Consorzio di tutela: ad esempio le pesche alla Barbera d’Asti o il salame aromatizzato al Ruché di Castagnole Monferrato».

Non solo: la quota dell’erga omnes andrà a finanziare anche tutte le attività di promozione e valorizzazione delle denominazioni in Italia e all’estero e la ricerca. «Ci sarà un erga omnes più importante per il progetto Barbera d’Asti e Nizza - dice il presidente del Consorzio - ma anche per il Ruché di Castagnole Monferrato dove i produttori hanno voglia di fare ed emergere».

Sul fronte promozione, ci sono un progetto negli Stati Uniti e la partecipazione a fiere ed eventi internazionali: «Investiremo - annuncia Stefano Chiarlo - oltre 200 mila euro per promuovere la Barbera d’Asti, il Nizza e il Ruché negli Usa, mercato con potenzialità di crescita nel consumo dei nostri vini. Collaboreremo con Wine Spectator, la più importante rivista di settore, realizzeremo una app sui nostri vini e un video con un giornalista americano che dovrebbe girare sui circuiti tv e sui social network».

Altra voce, la ricerca sperimentale sulla Flavescenza dorata: «Il vitigno Barbera - ricorda Lorenzo Giordano - è particolarmente colpito. Occorre investire sulla ricerca anche se non dà risultati immediati. Oggi bisogna trovare una soluzione per contenere il problema della diffusione del vettore, lo Scaphoideus titanus. La strada giusta è di creare un tavolo comune di esperti: lo stiamo già facendo ad Alba con capofila la Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo».

Per il 2015, il Consorzio ha in programma anche fiere e manifestazioni: sarà alProwein di Dusseldorf (15-17 marzo), al Vinitaly (22-25 marzo), a Tokyo (metà aprile) e Vinexpo (14-18 giugno) con gli altri Consorzi di Piemonte Land of Perfection. Il 2014 si chiude con molte partnership di territorio: dal Festival Fuoriluogo di San Damiano, al Barbera Fish Festival di Agliano Terme, al Bagna Cauda Dayche si terrà ad Asti e provincia dal 21al 23 novembre.
 
Il Consorzio in numeri
1946 anno di nascita
10 denominazioni tutelate (su 5 esercita l’Erga Omnes):
2 Docg: Barbera d’Asti e Ruché di Castagnole Monferrato
8 Doc: Albugnano, Barbera del Monferrato, Cortese dell’Alto Monferrato, Dolcetto d’Asti, Freisa d’Asti, Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, Monferrato, Piemonte.
11.200 ettari di vigneto vendemmia 2013
685mila ettolitri circa produzione totale vendemmia 2013
67.400.000 bottiglie anno solare 2013
 
Focus Barbera d’Asti Docg (dati 2013)
• 3.956 ettari
• 169 comuni
• 226.800 ettolitri
• 2.456 aziende vinicole (di cui 30 cantine sociali)
• 21 milioni di bottiglie (anno solare 2013)
• 50% l’export
• I primi 6 mercati esteri: Germania (18%), Usa (16%), Gran Bretagna
• (15%), Danimarca (14%), Canada (9%), Svizzera (6%)

Focus Nizza Docg (dati 2013)
• 78 ettari
• 18 Comuni
• 190 mila bottiglie
• 3.650 ettolitri
• 90 aziende vinicole (di cui 4 cantine sociali)
• 46% export (Germania, Svizzera, Usa, Cina, Olanda, Danimarca)
• 2000 prima vendemmia della zona di particolare pregio
• 2014 prima vendemmia del Nizza docg
• 19 novembre 2002 nasce l’associazione Produttori del Nizza
 
Focus Ruché di Castagnole Monferrato Docg (dati 2013)
• 123 ettari
• 7 Comuni
• 624 mila bottiglie
• 6.400 ettolitri
• 78 aziende vinicole (di cui 2 cantine sociali)
• 2010 arriva la docg

© Riproduzione riservata

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