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Brunello: problema con gli Usa in buona parte risolto. Zaia rassicura

Brunello: problema con gli Usa in buona parte risolto. Zaia rassicura
Brunello: problema con gli Usa in buona parte risolto. Zaia rassicura
Pubblicato il 05 giugno 2008 | 00:00

«Il problema è parzialmente risolto». Così il ministro per le Politiche Agricole Luca Zaia ha rassicurato riguardo al paventato stop all'esportazione di vino Brunello negli Usa, un fermo che doveva partire dal 23 giugno.
«Ci sono possibilità di recupero - ha spiegato il ministro dopo aver incontrato il segretario Usa all'Agricoltura Ed Schafer in occasione del vertice Fao - gli  americani affermeranno pubblicamente che con il Brunello non c'è nessun problema per la salute». «Abbiamo presentato una nostra proposta su come garantire i controlli - ha continuato Zaia - un provvedimento ponte rispettoso dell'autonomia dei produttori». Zaia ha comunque confermato che Schafer si è impegnato ad arrivare ad una soluzione del problema.

«Noi abbiamo spiegato - ha detto Zaia - che il Brunello è una partita irrinunciabile e ho fatto anche le mie scuse perchè l'America non ha avuto informazioni il 9 di aprile, quando le aveva chieste».
Da parte americana, il ministro Shafer ha dichiarato di apprezzare la volontà italiana di risolvere presto e bene la vicenda e si è dichiarato fiducioso di pervenire a un accordo tale da scongiurare l'eventuale blocco del Brunello sul mercato americano. Preso atto che lunedì sarà a Montalcino una delegazione del Dipartimento del Tesoro statunitense, il Ministro Shafer ha affermato che sarà sua cura «fornire ogni tipo di assistenza ai colleghi del Dipartimento del Tesoro per risolvere positivamente l'attuale congiuntura riguardante il Brunello».

 

La concretezza del fare

Non poteva esserci epilogo migliore. Dimostrando che finalmente lo Stato (quello con la S maiuscola, che sia federalista o meno poco importa...) è una cosa seria e non può essere preso in giro da qualche produttore che si è permesso di imbrogliare i consumatori, italiani e straniere, e le istituzioni, il ministro Luca Zaia ha mantenuto l'impegno di risolvere la vertenza di Brunellopoli. E lo ha fatto nel modo migliore: prima mettendo nell'angolo i mariuoli (vedi la porta clamorosamente sbattuta in faccia alla proposta del Consorzio) e secondariamente impegnandosi personalmente su un tema sul quale, per fortuna, nessuno aveva dobitato: il Brunello di molti produttori è taroccato (e quindi costa più di quello che varrebbe...) ma non fa certo male alla salute. Agli americani sembra poi che piaccia più di quello autentico.
Se dunque, con buona pace dei vari Frescobaldi, Antinori, Banfi o Argiano, il vino italiano (Brunello in testa) potrebbe non avere problemi sui mercati, resta il dato di fatto di un imbroglio che, al di là di quello che deciderà la magistratura, il Paese e i produttori onesti di vino (e di Brunello in particolare) non possono lasciare impunito perchè ha colpito al cuoe l'immagine del "Made in Italy a Tavola".
Complimentandoci col ministro per il risultato ottenuto, ci permettiamo di invitarlo, nei tempi e nei modi che riterrà opportuno, a non lasciare impuniti gli imbrogli e il tentativo compiuto la scorsa settimana di mettere il Ministero di fronte al fatto compiuto del trucchetto dellle garanzie decise e offerte da chi ha falsificato il vino (perchè di questo comunque si tratta...). Ci piacerebbe in particolare che, almeno per un periodo di quarantena, nessun esponente delle cantine sotto indagine della magistratura sia presente in organismi che in qualche modo dipendono da prossime nomine del ministro. Sarebbe un atto concreto per continuare nella politica di trasparenza e rigore che è mancata all'Italia nei primi giorni in cui è scoppiato lo scandalo e che molti cercavano di insabbiare...

E intanto inviatiamo a sottoscrivere
l'Appello in difesa del vino italiano che con altri giornalisti, produttori ed operatori del settore stiamo sostenendo.

Alberto Lupini

 

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