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Inbev alza la posta e con 52 miliardi di dollari conquista l’americana Budweiser

Inbev alza la posta e con 52 miliardi di dollari conquista l’americana Budweiser
Inbev alza la posta e con 52 miliardi di dollari conquista l’americana Budweiser
Pubblicato il 09 agosto 2008 | 00:00
460 milioni di ettolitri di birra prodotti all'anno (oltre un quarto del totale mondiale), giro d'affari di 26,6 miliardi di euro, margine operativo lordo di 7,8 miliardi di euro: questi i grandi numeri del nuovo supergruppo Anheuser-Busch - Inbev, che si andrà a costituire con l'acquisizione dell'americana Anheuser-Busch da parte della belga Inbev. L'accordo, che prevede un esborso di 70 dollari per ogni azione A-B (per un totale di 52 miliardi), è stato ufficializzato lunedì 14 luglio scorso e così, finalmente, a Lovanio i manager di Inbev hanno potuto festeggiare la presa di Budweiser senza colpo ferire.

Il valore riconosciuto al gruppo A-B
Il corteggiamento agli americani era partito qualche mese fa e si era concretizzato nel giugno scorso con un'offerta amichevole di acquisto a 65 dollari per azione. Il Cda della Anheuser-Busch aveva risposto che l'offerta sottovalutava notevolmente il valore e gli assets di A-M e respingeva (sembrava quasi in modo sdegnato) l'offerta Inbev. In realtà questo rifiuto era una mossa tattica per fare alzare ancora un po' il  prezzo dell'offerta e, nel momento in cui questo rialzo c'è stato (anche se di solo 5 dollari), il Cda del colosso americano ha immediatamente dato l'ok all'offerta. Il prezzo di 70 euro riconosciuto per ogni azione A-B rappresenta un premio del 45% sul prezzo di mercato prima dell'avvio della recente speculazione di borsa e comunque un premio del 27% rispetto al record di quotazione delle azioni A-B dell'ottobre 2002. Il prezzo riconosciuto equivale a 12,4 volte il valore Ebitda 2008 di A-B.

Prime ipotesi organizzative
Gli amministratori dei due gruppi ritengono che questa operazione sia nel massimo interesse degli azionisti di entrambe le compagnie, dei consumatori, dipendenti, grossisti, partner vari e relative comunità servite. La nuova compagnia, che si chiamerà Anheuser-Busch-Inbev (A-B-I), manterrà a St. Louis nel Michigan il quartier generale per il Nord America e la sede del marchio Budweiser, che diventerà il marchio portabandiera del nuovo gruppo. Con circa il 40% del giro d'affari congiunto realizzato negli USA, la nuova compagnia si avvarrà dell'esperienza societaria di A-B e della cultura della qualità radicata nei dipendenti statunitensi. Data la limitata sovrapposizione geografica fra i due gruppi e l'efficienza delle birrerie A-B, tutte le unità produttive USA verranno mantenute. Naturalmente la sede centrale mondiale del nuovo supergruppo rimarrà in Belgio dove risiede attualmente Inbev. Va sottolineato come, a questo punto, i primi 4 gruppi birrai mondiali (A-B-I, SABMiller, Heineken e Carlsberg) abbiano tutti il quartier generale in Europea (potenza dell'euro?). Carlos Brito, attuale Chief executive officer Inbev, sarà il Ceo della nuova compagnia aggregata. Il Cda del nuovo supergruppo comprenderà gli amministratori esistenti del Board Inbev, cui si aggiungerà August Busch IV (attuale presidente e Ceo di Anheuser-Busch) e un altro amministratore del board Anheuser-Busch. Il team manageriale del nuovo gruppo sarà formato dai manager chiave di entrambe le compagnie.

Posizione di mercato e sinergie
Il nuovo supergruppo sarà geograficamente diversificato, esprimendo una posizione di primato nei primi sei grandi mercati nazionali:
- Cina (prima posizione, tenuto anche conto della partecipata Tsingtao),
- Usa (prima posizione)
- Russia (seconda posizione)
- Brasile (prima posizione)
- Germania (seconda posizione)
- Messico (prima posizione, grazie alla partecipata Modelo).
Il supergruppo disporrà di un poderoso portfolio di marche internazionali e locali, tra cui le super vendute Bud light (1° posto nella classifica mondiale delle birre più vendute), Budweiser (2° posto), Skol (3° posto), Corona (5° posto) e Brahma (6° posto), più alcune marche storiche di grande prestigio come Beck's, Stella Artois, Leffe e Hoergarden. La combinazione tra Anheuser-Busch e Inbev consentirà grandi opportunità di sinergia sia sul lato delle vendite (grazie al fatto di poter sfruttare per tutte le marche del gruppo le migliori strutture distributive di entrambe le compagnie), sia sul piano dei costi (grazie alla possibilità di ottimizzare i costi produttivi, logistici ed organizzativi). I manager del nuovo colosso calcolano in non meno di 1,5 miliardi di dollari all'anno il valore derivante dalle possibili sinergie di costo della nuova aggregazione.

Il finanziamento dell'operazione
L'acquisizione di A-B, per una valore complessivo di 52 miliardi di dollari, sarà finanziata a debito per 45 miliardi di dollari e per 7 miliardi attraverso la cessione di attività e assets non ritenuti prioritari per gli interessi strategici della società. Inbev ha comunque già ricevuto affidamenti per 9,8 miliardi di dollari per un finanziamento ponte, in attesa di concretizzare al momento opportuno eventuali operazioni straordinarie di capitale.

Inbev e Budweiser in Italia
Le due multinazionali vendono i loro prodotti anche sul mercato italiano La birra Budweiser, con un posizionamento premium, è distribuita su licenza in Italia da Heineken It che la produce nel proprio stabilimento di Massafra (Ta). Il gruppo Inbev opera, invece, attraverso una filiale (InBev Italia) che sul nostro paese importa e commercializza i principali marchi del gruppo (in primis Beck's, ma anche Stella Artois, Leffe, Staropramen, Hoergarden, Lowenbrau, Spaten, etc.) collocandosi in terza posizione sul mercato italiano delle birre, dietro ad Heineken e a Peroni/SABMiller.

© Riproduzione riservata

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