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Brunello, la Procura di Siena gela ogni illusione. Oltre 4 milioni di litri restano sotto sequestro

Brunello, la Procura di Siena gela ogni illusione. Oltre 4 milioni di litri restano sotto sequestro
Brunello, la Procura di Siena gela ogni illusione. Oltre 4 milioni di litri restano sotto sequestro
Primo Piano del 23 ottobre 2008 | 18:00

A Montalcino e all'Unione italiana vini dopo le 14.30 di lunedì scorso in molti avranno sicuramente tirato un sospiro di sollievo nel leggere questa nota dell'Ansa, di cui noi ci eravamo limitati a divulgare la notizia: 'La Procura di Siena ha disposto il dissequestro del Brunello di Montalcino 2003 di Castello Banfi. Dopo avere determinato la piena conformità al disciplinare di produzione.  Cristina Mariani-May«L'annata 2003 - si legge in una nota dell'azienda - è nuovamente disponibile. La decisione della Procura chiude definitivamente il caso del Brunello di Castello Banfi», ha dichiarato Cristina Mariani-May (nella foto a destra), proprietaria della cantina montalcinese”. E tutto ciò a seguito di un comunicato stampa di Banfi (vedi documento pdf allegato numero 1) che meriterebbe il premio di 'Come si può travisare la realtà”.

Dunque avevano ragioni i 'grandi nomi” del vino italiano? Dunque era dimostrata la congiura ordita dai detrattori delle cantine toscane (magistrati corrotti e giornalisti ignoranti)? Per qualche ora è sembrato che i soliti 'bei nomi” potessero avere ragione e i soliti 'signor-sì” (quanti anche fra i colleghi, purtroppo) si sono affrettati a chiedere scusa ai signori di Montalcino.

Per dovere professionale avremmo forse dovuto farlo anche noi (che delle inchieste della magistratura abbiamo dato sempre evidenza, sollecitando i produttori a smentirle con i fatti…). Ma così come avevamo usato prudenza prima di esprimere giudizi critici sull'operato di alcuni produttori (forse) un po' truffatori, così volevamo vederci chiaro prima di spargerci - se necessario - la cenere sul capo.

E forse l'esperienza professionale ci è stata d'aiuto. Non dovevamo infatti chiedere scusa a nessuno (come qualcuno per telefono ci aveva però invitato a fare), mentre scuse grandi come tutta Montalcino le dovrebbero chiedere quanti hanno dichiarato che la vicenda Brunello era ormai archiviata e si poteva tirare un sospiro di sollievo. O che era avvenuta 'la definita liberazione” del Brunello. Compreso chi, in modo forse un po'  Patrizio Cencioniaffrettato, come Patrizio Cencioni (nella foto a sinistra), "innocente" presidente del consorzio del Brunello, aveva dichiarato: «Siamo molto soddisfatti, soprattutto perché la Procura ha riconosciuto la piena rispondenza al disciplinare di produzione. Oltretutto, la situazione della Banfi era la più difficile, perché si tratta dell'azienda con la produzione più consistente e con più elevato numero di dipendenti». Una valutazione che faceva scrivere a molti che non era solo il dissequestro in sé a gettare uno spiraglio di luce su Montalcino, piuttosto la sensazione che la fase istruttoria dell'inchiesta della Procura di Siena fosse ormai prossima alla conclusione.

 Non sono però passate nemmeno 48 ore da quest'ansia liberatoria che, puntuale come una cambiale, dalla Procura di Siena, a firma dei magistrati Nino Calabrese e Mario Formisano è giunta una precisazione che suona ben più pesante di una smentita. Confermando punto per punto (ed anzi aggravandolo) tutto l'impianto accusatorio (vedi documento pdf allegato numero 2), la Procura ha ribadito senza mezzi termini che le attività della Guardia di Finanza e dell'Ispettorato centrale del controllo di qualità dei prodotti agroalimentari di Firenze «hanno consentito di accertare che molte imprese coinvolte hanno violato i disciplinari di produzione dei vini Brunello di Montalcino Docg e del Rosso di Montalcino Doc». Come dire, con buona pace di tutti…, che in molte bottiglie di Brunello non c'è solo Sangiovese, ma anche altri vitigni. E questo, con buona pace di Cencioni, Sartori o Mariani-May, secondo la legge italiana è una truffa. Anche se operata per vendere con più facilità qualche bottiglia in più. 

Ma ciò non basta. La Procura aggiunge infatti, non senza togliersi qualche sassolino dalle scarpe, che dopo il sequestro di 6.500.000 litri di Brunello, ne sono stati dissequestrati 1.100.000. Ma non già perchè in regola (come qualcuno ha cercato di fare credere), ma solo perché le cantine interessate a vendere quel vino hanno chiesto e ottenuto di declassarlo a Igt Toscana rosso, come aveva fatto per prima, con grande signorilità e buon senso Argiano. E sotto sequestro, al 22 ottobre, ne risultavano quindi ancora ben 4.400.000 litri. Stessa cosa per il Rosso di Montalcino, sequestrato per 700mila litri, di cui 450mila dissequestrati 'solo” perché le aziende lo hanno declassato sempre a Igt Toscana rosso. Lo stesso vino base, che spesso è ottimo, ma che non può fregiarsi di garanzie di origine controllata (e tanto meno garantita...)

Serve un po' di chiarezza e trasparenza

Dopo avere valutato di nuovo tutti i documenti, cerchiamo ora di fare chiarezza.

La Cantina Banfi era, fino al 20 ottobre, una delle poche aziende a non aver ancora ottenuto "indietro" il vino sequestrato nella primavera scorsa. A inizio estate era stata infatti sbloccata la produzione di Antinori e ai primi di ottobre quella di Frescobaldi, sempre a seguito di richieste di declassamento, almeno secondo  quanto si capisce dalla carte della Procura. Comprensibile che la possibilità di commercializzare del vino sotto sequestro faccia piacere. Da qui a pensare che fosse finita un'inchiesta che parte da 'investigazioni…iniziate nel settembre 2007” - che hanno comportato 'perquisizioni a sedi aziendali ed abitazioni, acquisizione ed analisi documentazione presso il Consorzio del Brunello di Montalcino, ispezioni sui vigneti, rilevamenti fotografici da terra e da mezzi aerei, analisi di copiosa documentazione contabile ed extracontabile” - forse era però un po' eccessivo … E ciò spiega i nostri dubbi dopo la nota richiamata dell'ANSA.

La Procura di Siena fa poi presente che 'in seguito al rigetto delle istanze di restituzione del prodotto sequestrato da parte del Tribunale del Riesame di Siena, e successivamente all'esito delle consulenze tecniche disposti per verificare il rispetto del Disciplinare di Produzione del Brunello di Montalcino Docg, 2003 che hanno accertato che nel prodotto analizzato non vi era il 100% di uva Sangiovese (come prevede il disciplinare, ndr), la quasi totalità dei produttori vinicoli interessati, ha richiesto ed ottenuto il declassamento di parte del vino sotto sequestro in modo da poterlo commercializzare ugualmente”. E da qui i pochi dissequestrati finora autorizzati. Per quanto riguarda 'le annualità 2004, 2005, 2006 e 2007, la Procura ha concesso il dissequestro limitatamente ai quantitativi di vino declassi, non sussistendo più i presupposti per il mantenimento del provvedimento restrittivo. Gli eventuali dissequestri delle rimanenti qualità saranno invece subordinati ad esami di laboratorio, già eseguite per l'annata 2003, e controlli per verificarne la conformità ai disciplinari di produzione di riferimento. Per ciò che concerne il vino Brunello 2003 il dissequestro è stato concesso non solo in relazione al vino declassato, ma anche in ordine alle rimanente quantità di vino di cui è stata accertata, anche con esami di laboratorio, la conformità ai disciplinari di produzione di riferimento”.

E qui arriviamo al fatto forse più incredibile, se non fosse ridicolo. La procura di Siena fa infatti presente che 'in relazione a due imprese (solo 2, ndr), i vini sono risultati conformi ai disciplinari di produzione di riferimento. I prodotti di tali aziende non erano stati sottoposti a sequestro preventivo, non essendo emersi elementi probatori che inducessero a ritenere che il prodotto fosse stato miscelato con vini di diversa origine”. Come dire: per sole due aziende non è stata accertata truffa, e queste due aziende non avevano vino sequestrato. Se l'italiano ha ancora un senso vuol dire che fra queste due cantine non c'è Banfi (che aveva vino sotto sequestro). Il richiamo ad una ”regolarità col disciplinare” potrebbe reggere inoltre, sempre leggendo il testo della Procura, solo se ci si pone nella categoria dell'Igt Toscana e non già del Brunello Docg. Ma su questo vorremmo potere dare la parola a Banfi, dalla quale ci piacerebbe avere una precisazione ufficiale sul numero di bottiglie dissequestrate e su come saranno messe in vendita. Magari ci piacerebbe sapere, sempre da Banfi, se ci sono altre bottiglie sottro sequestro… e di che tipologia sono.
Dopo di che, se serve, saremo pronti, come è doveroso, a presentare delle scuse...


Alberto Lupini

alberto.lupini@italiaatavola.net

Pdf di approfondimento:

Dissequestro - comunicato stampa Banfi pdf 1

Comunicato stampa Procura di Siena pdf 2


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