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Prosecco, 2008 da boom e non solo per Natale. Ora la scommessa Docg

Prosecco, 2008 da boom e non solo per Natale. Ora la scommessa Docg
Prosecco, 2008 da boom e non solo per Natale. Ora la scommessa Docg
Pubblicato il 18 dicembre 2008 | 16:06

Per il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene il 2008 sarà un'annata di conferma, nonostante un clima generale di forte crisi. Dopo anni davvero 'esplosivi”, che tra il 2003 e il 2007 hanno visto una crescita annua media dell'11% fino a toccare, nel 2007, il +15%, anche il 2008 sarà nel complesso un anno positivo. La denominazione ha infatti mantenuto il proprio valore nonostante una crescente competizione e un momento congiunturale decisamente difficile.
 è quanto emerso durante la presentazione del Centro studi di distretto Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, svolta presso la sede del Consorzio di tutela e organizzata con il sostegno della Camera di commercio di Treviso, coofinanziatrice del Centro studi. Durante l'evento sono intervenuti in apertura il vicegovernatore della Regione Veneto Franco Manzato, l'assessore all'Economia Vendemmiano Sartor e il presidente della Camera di commercio di Treviso Federico Tessari.
Nonostante un clima generale di crisi che, come evidenziato da Giancarlo Gramatica di IRI Infoscan, vede un calo del PIL dello 0,2% e dei consumi dello 0,6%, a fronte di un aumento del costo della vita del 3,5%, la denominazione conferma la sua tenuta sul mercato. Merito della capacità di una denominazione di sapersi distinguere in qualità e valore nel mondo del prosecco, grazie alle caratteristiche intrinseche del prodotto, ma anche a un rapporto qualità prezzo eccellente, che permette di poter stappare una buona bottiglia di Prosecco di Conegliano Valdobbiadene non solo per celebrare un evento importante ma anche per brindare ad ogni momento piacevole.

Tenuta del valore e destagionalizzazione, le risposte alla crisi
Come evidenziato da Gramatica, oggi una bottiglia di Prosecco di Conegliano Valdobbiadene ha infatti un valore doppio rispetto al prodotto non a denominazione, e si attesta su circa 6,17 euro a bottiglia contro i 3, 8 dell'Igt. E l'elemento più interessante è la destagionalizzazione dei consumi di questo spumante, fenomeno davvero unico. Nonostante il Natale si avvicini e si faccia un gran parlare di bollicine, per il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene il mese di dicembre vale 'solo” il doppio degli altri mesi dell'anno. Infatti, se per altri spumanti il mese di dicembre e gennaio rappresentano il 60% delle vendite, per il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene questi due mesi valgono il 27% e l'andamento delle vendite si mantiene più o meno costante durante l'anno.
E proprio lo spumante risulta la tipologia più rappresentativa, con una crescita annua del 12,3% tra il 2003 e il 2007, come spiegato da Vasco Boatto, curatore del Centro studi di distretto.

L'export? Un lavoro di squadra dove c'è posto per tutti
In crescita è anche l'export, aumentato per lo spumante del 15,9% tra il 2003 e il 2007, e caratterizzato sempre più dalla diversificazione sui mercati. Oggi il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene è esportato in oltre 40 paesi e uno dei punti di forza della denominazione è la capacità, da parte delle aziende, di adottare strategie complementari. I produttori più grandi sono infatti riusciti a riconquistare mercati storici, prima fra tutti la Germania, cresciuta nell'ultimo anno per consumo di spumante di ben il 21,2%.
Le aziende di medie e piccole dimensioni, invece, stanno diversificando l'investimento su più mercati. Dalle conclusioni di Vasco Boatto emerge quindi che la denominazione continua a godere di buona salute grazie alla capacità di combinare il mix di prodotto in funzione del mercato di sbocco, canale distributivo, assortimento della marca e leva del pricing.
Il Distretto in questo senso, come affermato da Mario Volpe, docente dell'Università degli Studi di Venezia Ca' Foscari, è capace di rafforzare ulteriormente la denominazione. è infatti lo strumento di eccellenza che rende il territorio capace di vincere sfide difficili, poiché riunisce sia la filiera produttiva che gli altri soggetti del territorio.

Il futuro? Verso la Docg
Se il bilancio è positivo, Giancarlo Vettorello, (nella foto) direttore del Consorzio di tutela, ha evidenziato che è comunque necessario uno sguardo attento al futuro, soprattutto in un momento di grandi cambiamenti come l'attuale. Riserva del nome e modifica del Disciplinare sono i punti più importanti  Giancarlo Vettorelloin uno scenario che cambia. Per questo il Consorzio di tutela ha deciso di avviare una strategia capace di consolidare Conegliano Valdobbiadene come elemento qualitativo differenziale.
Per raggiungere l'obiettivo, è stata anzitutto voluta la modifica del disciplinare, che dal prossimo anno porterà in primo piano il nome di territorio, accompagnato dall'aggettivo'Superiore”.
Ma non basta. è necessario, infatti, aiutare il mercato ad orientarsi e per questo il Consorzio di Tutela ha intrapreso più di un anno fa uno studio di marketing. Dal prossimo anno verrà quindi avviato un piano triennale, capace di orientare il consumatore, in Italia e all'Estero, permettendogli di individuare e scegliere il prodotto dell'area storica di Conegliano e Valdobbiadene.


Il turismo, volano per il territorio
E uno degli strumenti più preziosi per fare conoscere l'unicità del territorio sarà il turismo, come segnalato da Mara Manente, direttore del Ciset. In provincia di Treviso, infatti, il comparto è rappresentato per il 40% dagli stranieri e cresce con un trend del 3% annuo come presenze e del 5% come permanenza media sul territorio, arrivata ora a 2,6 giorni. L'area di Conegliano Valdobbiadene ha caratteristiche uniche, tanto che, proprio durante la presentazione del Centro studi di distretto, il direttore del Consorzio di tutela Giancarlo Vettorello ha anticipato che presto il territorio inizierà l'iter per la richiesta di riconoscimento a patrimonio Unesco. Dal primo sopralluogo informale da parte degli ispettori, infatti, è emerso che le colline di Conegliano Valdobbiadene hanno tutti i requisiti per ottenere questo riconoscimento, laddove in Italia non esiste ancora un luogo che l'Unesco abbia ritenuto patrimonio grazie alla vitivinicoltura.
Una bella sfida che i produttori di Conegliano Valdobbiadene hanno accettato con entusiasmo.

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