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Palazzo del Vino rilancia il terroir vicentino

Palazzo del Vino rilancia il terroir vicentino
Palazzo del Vino rilancia il terroir vicentino
Pubblicato il 05 febbraio 2009 | 16:51

Palazzo del Vino ha presentato il piano d'azione per i prodotti vicentini. L'obiettivo è coordinare tutti gli attori della produzione agricola e vitivinicola del Vicentino, con l'obiettivo di valorizzarne il lavoro nel mondo. In arrivo un portale web, un centro di formazione per gli operatori e la partecipazione collettiva delle sei Doc vicentine a Vinitaly.
Tremila vitivinicoltori, 5mila addetti, 110 imprese imbottigliatrici, 30 milioni di bottiglie Doc, 120 milioni di euro di giro d'affari per sei Consorzi di tutela: Arcole, Breganze, Colli Berici, Gambellara, Lessini-Durello e Vicenza. è questa la fotografia del settore vitivinicolo vicentino: la prima realtà di questo tipo, a livello nazionale, che ha saputo riunirsi in un unico coordinamento, il Consorzio vini vicentini.

 Vittorio Mincato, presidente della Camera di commercio di Vicenza, oggi in visita ufficiale alla sede del Co.Vi.Vi., Palazzo del Vino a Lonigo, ha premiato le nuove progettualità del coordinamento provinciale: «Se nel 2009 non avremo molte risorse da investire, causa alcune vecchie cose rimaste dal passato che abbiamo dovuto sistemare, come l'Aeroporto di Vicenza, nel 2010 dobbiamo assolutamente fare uno sforzo economico per queste imprese».
Per i prossimi mesi Palazzo del Vino, che sotto l'egida del Co.Vi.Vi. coordina l'attività delle sei Doc e di due Strade del Vino, Colli Berici ed Arcole, in iniziative promozionali, enogastronomiche, turistiche ed istituzionali, ha in cantiere numerose iniziative.

Il nuovo portale web
Oltre alla rassegna internazionale 'DolceVi”, in programma in autunno, sarà realizzato un portale web del Consorzio Vini Vicentini a Doc, correlato sia in termini di link che di informazioni con tutte le produzioni tipiche del paniere agroalimentare vicentino: sempre più, infatti, i vini rappresentano gli 'ambasciatori” ideali dei propri territori e a essi sono legate tutte le produzioni caratteristiche.
Tra le altre iniziative, inoltre, spicca il progetto di realizzare a Palazzo del Vino un centro per la formazione di operatori e appassionati nel settore enogastronomico ed enoturistico, con l'organizzazione di specifici corsi. L'incontro di mercoledì mattina, a palazzo Pisani a Lonigo, ha visto alternarsi gli interventi di Fabio Piccoli, coordinatore di Palazzo del Vino, Roberto Muraro, presidente del Co.Vi.Vi., Diego Meggiolaro, presidente di Coldiretti Vicenza e assessore camerale all'Agricoltura, Angelo De Pieri, presidente della Doc Vicenza, Silvano Marchetto, sindaco di Lonigo, Paolo Sordo, dell'Unione Agricoltori di Vicenza, Giuseppe Zonin, presidente del Consorzio Vini Doc Gambellara, Piergiorgio Laverda, presidente della Cantina Beato Bartolomeo di Breganze, Teresa Spina, presidente della Cantina Colli Vicentini, Lara Cristoferi, presidente della Strada dei Vini dei Colli Berici, e Luigino Vascon, assessore provinciale all'Agricoltura. Presenti all'appuntamento i consorzi dell'Asiago Dop, della Sopressa Vicentina Dop, la Ciliegia di Marostica Igt, del Prosciutto Crudo Berico-Euganeo Dop e dell'Asparago Bianco di Bassano.

L'aggregazione e la formazione come punti di forza
«Spesso si sottovaluta il peso economico della produzione enologica della nostra provincia – ha esordito Piccoli. Ma stare insieme non è più un'opzione. Il prodotto tipico da solo non è più in grado di comunicare a sufficienza, dobbiamo mettere insieme le produzioni tipiche, i siti archeologici, il tessuto turistico, i simboli della cultura come sono nel Vicentino le ville palladiane: sono piazze strategiche per comunicare il prodotto-vino, che oggi è il primo prodotto tipico del made in Italy all'estero: abbiamo superato la Francia del 12%. Realizzare un centro permanente per la promozione dei vini e per la formazione, come quello in progetto qui a Lonigo, è essenziale».
«Siamo convinti - aggiunge - che la crescita dell'economia di questo territorio e di queste imprese passa per la formazione delle risorse umane. Il vino oggi sta pagando un deficit di consumo preoccupante: i 46 litri pro capite, media nazionale, nel 2008 sono sotto la soglia considerata limite e ci spingono ancora di più a incoraggiare le produzioni di qualità e la loro promozione. L'obiettivo, quindi, è comunicare meglio e in forma semplificata questo straordinario prodotto».
«Avere la capacità di mettere assieme i consorzi vicentini - ha aggiunto Diego Meggiolaro - attorno a un palazzo, in cosi breve tempo, è già un punto di partenza importantissimo. Da questo momento bisogna partire da questo, per creare economia per le nostre imprese».

Rilanciare la cultura del bere responsabile
Giuseppe Zonin ha espresso «forte preoccupazione per la tempesta mediatica su 'spritz”, 'happy hour” e simili: sono molto preoccupato per il vino, nessuno riesce a far capire che le stragi del sabato sera non dipendono da noi. Bisogna insegnare ai giovani che non va bene il ragionamento 'uno sta senza bere e gli altri sballano”, bisogna insegnare a bere un bicchiere di vino a tavola con gli amici, in compagnia e in amicizia, senza sballare. Abbiamo superato la Francia nelle nostre vendite all'estero e stiamo crescendo in qualità di anno in anno. Ma se non riusciamo a dare il giusto reddito ai nostri produttori, si tornerà indietro».

Il presidente della Camera di commercio, Vittorio Mincato, ha apprezzato gli interventi. «Ho visto orgoglio fra questi produttori per quello che fanno e portano avanti, per l'unità raggiunta con questo progetto. Sono stato nominato da pochi mesi, e ho trovato molto lavoro arretrato. Molte vecchie questioni lasciate a 'marcire”, come la vicenda dell'Aeroporto di Vicenza. Finalmente, ieri, le ruspe hanno cancellato quella pista: era una struttura da tempo non più funzionale, un progetto fallimentare perché l'area era destinata da tempo ad altro. La Camera di commercio ha dovuto chiudere la questione con due milioni di euro, soldi persi che avrebbero potuto essere spesi per le imprese vicentine. Prima del mio arrivo si è forse ecceduto in progetti di piccolo cabotaggio, probabilmente per motivi di necessità. Si era persa forse la nozione che la Camera di commercio è al servizio delle imprese. Questo progetto è ben diverso, mi è estremamente chiaro e avrà la massima attenzione in Camera di commercio».

 

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