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Vino rosé come mix: il dietologoCalabrese denuncia l'insalubrità

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Vino rosé come mix: il dietologoCalabrese denuncia l'insalubrità
Pubblicato il 27 marzo 2009 | 15:07

Continua la polemica sul vino rosé che, secondo un decreto in arrivo in sede Ue, si potrà fare mischiando vini bianchi coi rossi. Il dietologo Giorgio Calabrese denuncia una possibile insalubrità di questo mix di vini. Contrario al provvedimento anche l'europarlamentare Mario Mauro

Giorgio CalabreseNon si placano le polemiche seguite alle decisioni della Comunità Europea in merito alla possiblità di mescolare, come fosse un cocktail, il vino rosso a quello bianco per ottenere un rosato. Ad un mese esatto dall'entrata in vigore del decreto è il dietologo Giorgio Calabrese (nella foto) ad intervenire, attraverso le pagine odierne de l'Avvenire, denunciando che questi rosati potrebbero produrre effetti negativi per la salute. Le diverse annate e i diversi vitigni dei due vini possono infatti generare un rosato la cui acidità potrebbe incidere negativamente sull'apparato digerente.

Contrario al provvedimento anche l'europarlamentare Mario Mauro che nelle dichiarazioni riportate da Paolo Massobrio sulla rubrica "Intorno al Gusto" de IlSussidiario.net si scaglia contro la proposta: «Si tratta di una riforma che non fa altro che legalizzare pratiche di concorrenza sleale a danno del vino italiano, costituendo un pericolosissimo precedente e quindi una grave minaccia». E prosegue: «La possibilità di precisare sull'etichetta che si tratta di vino rosé tradizionale non tutelerebbe in alcun modo il mercato».


Riportiamo il testo dell'articolo di Giorgio Calabrese su Avvenire di oggi, 27 marzo 2009
 Miscugli insalubri se di annate diverse
A Bruxelles l'Unione Europea ne ha combinata un'altra delle sue: i tecnici hanno infatti deciso che per produrre vini rosati, si possono fare tutti gli assemblaggi che si vogliono da parte di quei produttori il cui fine unico è quello di ottenere un liquido di colore rosa, senza rispettare la qualità e l'originalità (Doc, Docg, ecc.) dei vini. Ha ragione dunque il nostro Massobrio quando afferma che l'assemblaggio fra vini di qualunque annata e di qualunque tipo, utili a fare dei rosati di bassa qualità, può produrre effetti negativi per la salute, infatti la differente annata e i diversi vitigni, insieme creano una diversa acidità che incide negativamente, nel tempo, sulla normale funzione dell'apparato digerente. In Europa produciamo il 2\ 3 dei vini rosati venduti nel mondo partendo da diversi tipi di uve, sia rosse, sia in mix di rosse e bianche, sia da uve propriamente 'rosate', cioè scarse di pigmento colorante. Nel caso delle uve rosse, le bucce vengono lasciate a macerare solo poche ore nel mosto, (metodo saignée o di salasso) in modo da far cedere una piccola quantità di antociani, cioè di coloranti naturali.

Nel caso di mix delle uve, si aggiungono più uve bianche che rosse; nel terzo caso ci si trova di fronte a uve come quelle del Moscato Rosa, cioè poco colorate. Recentemente, però, è stata aggiunta una quarta tecnica, quella della vinificazione in rosso, con macerazione di una piccola quantità di vinacce. I vini rosati possono essere chiaretti o cerasuoli e apportano poco alcol e gratificano il palato. Nel vino, in genere, il maggior costituente è l'acqua, mentre la componente alcolica va dal 9 al 15- 18%, i rosati si attestano attorno al 10%. Importanti e salutisti componenti non alcolici sono tutti gli altri, tra cui: Tannini, Fenoli e Polifenoli, e Resveratrolo, anche se non abbondante. Fra i nuovi componenti salutisti del vino, abbiamo scoperto gli emigallati, le catechine, la rutina e le procianidine, che sono dei potenti antiossidanti e quindi proteggono l'organismo dall'invecchiamento precoce.


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