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Barolo: un tour nelle Langhe
Tra castelli, vigneti e ristoranti

Barolo: un tour nelle Langhe 
 Tra castelli, vigneti e ristoranti
Barolo: un tour nelle Langhe Tra castelli, vigneti e ristoranti
Pubblicato il 28 aprile 2009 | 10:56

La zona del Barolo, nelle Langhe piemontesi, è conosciuta nel mondo per la produzione vitivinicola, ma non solo! È un territorio con un patrimonio culturale, storico e architettonico ricchissimo ed una cucina fortemente legata alle tradizioni. Vi presentiamo, partendo da Verduno (Cn), un breve tour

Verduno (Cn)Visitare la zona del Barolo, nel cuore delle Langhe, è come entrare in una cantina a cielo aperto. Se poi hai la fortuna di capitarvi in un periodo di sole la visione di paesaggi mozzafiato, rinvigoriti dallo skyline di fortezze, castelli e residenze signorili, è sicura. La zona, che si colloca nel cuore delle Langhe, terra vocata alla produzione vitivinicola e la cui attività è coordinata e promossa dal Consorzio tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero, (www.langhevini.it), è costituita da undici comuni: Cherasco, Verduno (nella foto), La Morra, Barolo, Novello, Monforte d'Alba, Castiglione Falletto, Grinzano Cavour, Roddi, Serralunga d'Alba e Diano d'Alba.

Gli storici, facendo riferimento al Piemonte dei Savoia, assegnano a questo vino il ruolo di ambasciatore nelle corti di tutta Europa: alla Marchesa di Barolo Giulia Colbert Falletti e a Camillo Benso Conte di Cavour si deve il merito del successo del Barolo che iniziò ad essere prodotto agli inizi dell'800.

 Oggi la cultura dell'accoglienza va a braccetto con quella enogastronomica: diversi sono infatti gli agriturismo o gli hotel che si affiancano alle cantine. Si è diffusa, negli ultimi anni, l'abitudine, spesso da imputare al turista straniero, di soggiornare in queste zone con l'intento di conoscere origini e caratteristiche del Made in Italy a tavola. Girando per i vicoli dei centri storici dei paesi che costituiscono questa zona capita spesso di imbattersi in gruppi, a volte anche numerosi, di stranieri di tutte le età.

Una tendenza, quella dell'affiancare accoglienza a enogastronomia che nelle Langhe sembra trovare sempre più sviluppo. Sono diverse infatti le realtà che hanno in previsione di realizzare o convertire spazi da destinare agli ospiti. Come nel caso dell' Albergo real castello (www.castellodiverduno.com) la cui storia affonda le proprie radici nella origini del Barolo e dell'agriturismo Cà del re.  «All'epoca – commentano i proprietari del castello – quello che verrà poi definito il 'vino dei re”, non si chiamava neanche ancora Barolo ed era un rosso corposo, spesso abboccato, nel quale il Nebbiolo faticava a contenere tutta la sua potenza». Sempre in centro a Verduno troviamo la Locanda dell'orso bevitore (www.burlotto.com) che prende il nome dalla spedizione al Polo Nord che vide il Barolo protagonista a seguito della nomina del commendatore Burlotto, la cui famiglia ancora oggi gestisce cantina e locanda, a unico provveditore di vini della spedizione del Duca degli Abruzzi.

Cantina comunale di La MorraUna volta riposti i bagagli si parte alla scoperta delle centinaia di cantine che costituiscono la struttura economica portante di queste colline: dal centro di Verduno basta percorrere pochi chilometri per raggiungere, e poi godere di una suggestiva vista sul centro storico del paese, la cantina Bel Colle (www.belcolle.it) dove l'enologo Paolo Torchio saprà guidarvi alla scoperta di vini e specialità gastronomiche. Da qui ci si può spostare alla Cantina comunale di La Morra (www.cantinalamorra.com) che, oltre ad ospitare uno spazio di vendita ben curato (nella foto), dispone di spazi espositivi spesso animati da iniziative e mostre. A Castiglione Falletto riscopriamo la Cantina Gigi Rosso (www.gigirosso.com): qui troviamo riposta l'esperienza di oltre 55 vendemmie del fondatore. Giacomo Brezza ed i figli vi accoglieranno nell'omonima cantina (www.brezza.it) che è attiva dal 1885 e che ha sede proprio a Barolo. Dalle finestre di questa cantina si scorge il suggestivo Castello Falletti, un tempo dimora della nobildonna francese che diede spunto per l'inizio della produzione vinicola, nelle cui cantine trova ora sede l'Enoteca regionale del Barolo (www.baroloworld.it) dove è possibile acquistare centinaia di selezionati vini a prezzo di cantina (l'accettazione del vino è subordinata al parere favorevole di una giuria che esamina, con bottiglie anonime, i vini candidati dalle cantine stesse). Uscendo dal castello potrete imbattervi nel Museo dei cavatappi (www.museodeicavatappi.it) nei cui locali trovano spazio un'esposizione di bottiglie e cavatappi, un bookshop e un tourist information con notizie su cantine, ristoranti, alberghi, enoteche ed eventi locali.

 Danilo LorussoDopo aver degustato i vini del Barolo verrà sicuramente fame. La cucina barolese tipica propone piatti semplici, legati alla cultura contadina: a farla da padrone sono soprattutto gli antipasti che, per l'abbondanza, posso saziare anche le forchette più esigenti. Tra i primi predominano sulle tavole i tajarin e gli agnolotti al plin, seguiti da brasato e bollito misto. Per concludere in bellezza la giornata ci si può spostare a Roddi d'Alba per degustare i piatti di Danilo Lorusso (nella foto) del ristorante La Crota (www.ristorantelacrotalanghe.it).

A chi desidera visitare o soggiornare in questa terra consigliamo gli itinerari proposti dalla Strada del Barolo (www.stradadelbarolo.it) o suggeriamo di sperimentare il sorvolo della zona in mongolfiera (info al 0174701963 - www.piemonteballoons.com). E se una volta tornati a casa sentirete nostalgia dei prodotti locali val la pena utilizzare i mezzi moderni messi a disposizione da un consorzio di produttori dell'agroalimentare: www.piemontegourmet.com.

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