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Virkill, il tessuto che batte il virus. Al ristorante divise in rame

Grazie a una buona dose di tecnologia, l'italiana Italtex ha messo a punto una soluzione per ristorazione e hotellerie. Merito dell'effeto di nano-particelle che eliminano il virus. Prossimo step? Le sedute dei cinema

16 aprile 2021 | 11:22

Virkill, il tessuto che batte il virus. Al ristorante divise in rame

Grazie a una buona dose di tecnologia, l'italiana Italtex ha messo a punto una soluzione per ristorazione e hotellerie. Merito dell'effeto di nano-particelle che eliminano il virus. Prossimo step? Le sedute dei cinema

16 aprile 2021 | 11:22

Altro che plexiglass, la protezione dal Coronavirus passa dagli indumenti. Grazie alla capacità di saper cogliere un'idea, svilupparla e metterla in pratica con una buona dose di tecnologia, Italtex, azienda di Cabiate (in provincia di Como), ha trovato una soluzione: il tessuto Virkill. Capace di un'azione antivirus e antibatteri, il tessuto ideato dall'azienda italiana durante la pandemia, ora si prepara ad agganciare la ripresa delle attività economiche del settore hotellerie e ristorazione (ma non solo) proponendo uno strumento capace di rassicurare clienti e dipendenti. Tutto grazie a una nano-particella di rame. Un elemento piccolissimo che, come il virus, punta a fare la differenza; ma in senso positivo, stavolta.

Virkill, il tessuto italiano per divise e vettovaglie anti-virus Virkill, il tessuto che batte il virus Ecco le divise a fil di ... rame

Virkill, il tessuto italiano per divise e vettovaglie anti-virus


Svelato all’Hyatt Centric di Milano a metà gennaio, Virkill è un prodotto totalmente Made in Italy è pensato per tutte quelle attività ricettive che fanno del contatto con il pubblico la propria arma vincente. Il tessuto professionale può essere utilizzato per le divise dei camerieri, le tovaglie, i topper letto o le pattine da camera e chi più ne ha più ne metta. «Il prossimo progetto riguarda le sedute di un cinema», ci ha raccontato Pietro Pedretti, amministratore presso Italtex.

Quando è nata l’idea di Virkill?
L’idea è nata mentre, ad aprile 2020, eravamo ancora chiusi a causa della pandemia. Rifornendo principalmente il settore fashion, il nostro codice Ateco non ci permetteva di continuare la produzione. E così abbiamo sfruttato quel tempo per riflettere e trovare nuove soluzioni da mettere sul mercato non appena avessimo potuto riprendere l’attività. Viste le circostanze, quindi, ci siamo mossi nel tentativo di dare risposta alle esigenze sanitarie emerse con la pandemia.  Quindi, da maggio e giugno 2020, abbiamo studiato assieme a un nostro storico partner, Ambrofibre, alcune soluzioni e sviluppato i primi prototipi. Avevamo quindi pronto l’articolo da testare a luglio, quando abbiamo iniziato a cercare dei laboratori in grado di certificarne le proprietà secondo la norma Iso18184. Siamo finiti in Gran Bretagna per trovarne uno e ad agosto sono iniziati i primi test in laboratorio da cui abbiamo riscontrato che il materiale possiede un indice di attività antivirale pari a 3,25 punti. Un livello molto alto che, sostanzialmente, disattiva il virus in oltre il 99,9% dei casi. A questa certificazione, in ultima istanza, ne abbiamo aggiunte altre compresa una che attesta l’azione al 100% antibatterica del tessuto.

Pietro Pedretti (primo da destra) insieme ai soci di Italtex Virkill, il tessuto che batte il virus Ecco le divise a fil di ... rame
Pietro Pedretti (primo da destra) insieme ai soci di Italtex


Ma come funziona questo tessuto particolare?
Il tessuto si pone due obiettivi principali: garantire una protezione continua con l’eliminazione del virus dalle superfici contaminate ed eliminare gradualmente capi o vettovaglie monouso. Un aspetto che, ovviamente, va a incidere anche sul conto economico delle aziende dal momento che la possibilità di riutilizzare i prodotti in Virkill aiuta ad ammortizzare le spese. In generale, comunque, le proprietà del tessuto sono date dalla presenza di nano particelle di rame all’interno del polimero che viene utilizzato per realizzare il filo che fa da base all’ordito del tessuto. Non si tratta di un’applicazione superficiale, dunque. Aspetto che evita eventuali deterioramenti a livello di efficacia anche dopo oltre 100 lavaggi.  

Che risposte avete avuto dal mercato? Quali i settori che hanno dimostrato più interesse?
Il prodotto è sul mercato dall’ottobre dell’anno scorso e da subito non abbiamo avuto alcuna preclusione verso i mercati interessati. Di certo, hotellerie e ristorazione sono i settori che hanno risposto per primi. Il motivo penso sia di ordine pratico, nel senso che alberghi e ristoranti sono stati i più colpiti da quello che accadeva e, forse, più velocemente di altri hanno saputo interpretare i cambiamenti in corso e decidere velocemente la soluzione da prendere. E proprio su questi segmenti abbiamo deciso di puntare grazie a una collaborazione con il partner Vefer di Lissone, con cui abbiamo sviluppato assieme tutti gli accessori per gli hotel: topper copri materasso, copriletto, federe, ecc. Mentre con Maurel di Robbio (in provincia di Pavia) abbiamo sviluppato le divise per camerieri e chef, le tovaglie che stanno sotto i coprimacchia, i runner, ecc. Ora, però, la questione principale riguarda la propensione all’investimento di questi settori su soluzioni come Virkill. Finché non ci sarà sicurezza sulle possibili riaperture, le imprese sono memo portate a spendere. Lo abbiamo notato soprattutto in relazione ai mercati esteri dove siamo attivi. In Estremo Oriente, per esempio, la riapertura dei locali è stata più spedita e ci ha consentito una migliore performance; a volte, come in Giappone, spinta anche da una sensibilità culturale più spiccata sui temi della sanificazione.

Il tessuto Virkill Virkill, il tessuto che batte il virus Ecco le divise a fil di ... rame
Il tessuto Virkill


In attesa che hotel e ristoranti riaprano, che progetti avete in cantiere?
Il progetto a cui stiamo lavorando attualmente riguarda lo sviluppo di una soluzione ad hoc di Virkill con una resina flame retardant da utilizzare come tessuto ignifugo e antivirus per le sedute di cinema e teatri. Ma posso testimoniare che c’è tantissimo interesse attorno a questa soluzione. Ovvio, noi produciamo solo il tessuto e abbiamo bisogno di un partner con cui realizzare insieme il prodotto finito. Un processo lungo che, però, sono convinto possa attirare diversi player.

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