Il Friuli Venezia Giulia tutela il pane con un “avviso comune”
Per affrontare la crisi del consumo di pane fresco superato dal pane surgelato, è stato prodotto il primo "Avviso comune", frutto dell'accordo tra l'Unione regionale panificatori e operai dell'arte bianca del Friuli Venezia Giulia e le rappresentanze regionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil
TRIESTE - Sono oltre 450 le aziende che in Friuli Venezia Giulia producono ogni giorno pane fresco. Piccole imprese che danno lavoro a circa 2.500 persone e, attraverso un indotto che va dalla lavorazione delle materie prime alla filiera dei punti vendita, ne impiega almeno altre 1.500. Un ambito di grande rilevanza nel contesto della tradizione alimentare della regione e nonostante ciò ridotto del 24 % dal 2000, un settore che oggi si confronta con una concorrenza che, anche dall'estero, offre pane surgelato di cui viene completata la cottura nei supermercati, con il mutamento dei costumi e degli stili di vita, e con la crisi economica.
Per affrontare tutto questo è stato prodotto il primo ''Avviso comune'', frutto dell'accordo tra l'Unione regionale panificatori e operai dell'arte bianca del Fvg e le rappresentanze regionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil.
«Si tratta di un documento storico perché - ha detto il presidente dell'Unione Fvg panificatori Edvino Jerian - unisce per la prima volta gli organismi di rappresentanza degli imprenditori e quelli dei collaboratori delle imprese, con lo scopo di presentare al governo del Friuli Venezia Giulia la preoccupazione di tutti gli operatori per la crisi del nostro settore».
Jerian ha anche sottolineato «come l'Avviso individui proposte comuni per la tutela ed il rilancio del comparto in materia di relazioni sindacali, lavoro e concorrenza».
L'Avviso comune è frutto di un'intesa che individua alcune linee di indirizzo lungo quattro direttrici: la bilateralità attestata dalla concordanza d'intenti, che costituisce la premessa per la costituzione di un Ente bilaterale di tutela e sviluppo del comparto; una piattaforma contrattuale regionale condivisa che integri il contratto nazionale di lavoro con ulteriori acquisizioni sul territorio; la costituzione di un Osservatorio regionale che abbia la funzione di individuare proposte migliorative per l'attuale tessuto imprenditoriale; l'individuazione di un percorso comune per programmare iniziative di vari tipi di formazione.
Fonte: Agi

