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Il Paese ha assolutamente bisogno di pulizia e rigore. La corruzione e il costo della casta politica hanno raggiunto livelli insopportabili. A Roma (non quella ladrona, ma anche quella leghista...) si gioca col fuoco: da un lato si aumentano le spese spostando dei Ministeri (inutili) a Monza e dall'altra si rinvia sine die il taglio di stipendi dei politiic e costi assurdi come quelli delle Province o dei troppi Comuni che potrebbero essere accorparti con risparmi di spese e servizi più efficienti. E in questo contesto i sindacati, dei lavoratori come delle imprese, tacciono e di fatto avvallano un andazzo che puzza di marcio ogni giorno di più. Invece di indire una manifestazione nazionale di protesta di tutti quelli che lavorano contro lo sperpero di risorse di una politica che fa danni, Confindustria e Confcommercio, Cgil, Cisl e Uil chiudono gli occhi, timorosi forse che se dovesse partire la marea di proteste dei cittadini (altro che Mani pulite...) anche loro potrebbero esserne travolti. E su tutto questo la perdita di credibilità del Governo espone l'Italia ad attacchi speculativi che intaccano ulteriormente il nostro già diminuito potere d'acquisto.

Ma tant'è, senza volere passare per disfattisti, ci piace invece immaginare che là dove non si muove nulla da Roma, qualcosa si fa partendo dal basso. è il caso di Milano dove il sindaco Pisapia ha azzerato alcuni vertici di società comunali da tempo oggetto di scandalosi sperperi. Fra questi, ci piace sottolinearlo perché è proprio uno dei casi su cui avevamo invitato la nuova giunta di Milano a dare dimostrazione di rigore, c'è quello di Milano Ristorazione, la municipalizzata che gestisce il servizio delle mense scolastiche (per 95mila bambini in 450 scuole) e che era già finita nel mirino dei comitati cittadini e della campagna elettorale per i costi elevati di gestione e le assunzioni di troppi parenti. La revoca ha colpito i 4 consiglieri di amministrazione e il presidente, Roberto Predolin, che non aveva accolto l'invito alle dimissioni rivolto dalla nuova giunta.

La pulizia fatta offre ora l'occasione a Pisapia e alla sua squadra di far gestire la società in modo più efficiente chiamando cuochi, ristoratori ed esperti veri della società civile, non già come consulenti (che costituirebbe solo spreco di risorse), ma mettendoli direttamente in consiglio di amministrazione, saltando le designazioni di partiti o sindacati. Toccherà alla nuova squadra di Milano Ristorazione avviare poi processi intelligenti per garantire a un tempo un'alimentazione corretta e un'eduzione al cibo che non può non partire dal recupero di ricette della tradizione italiana che soddisfano i palati dei giovani consumatori, evitando inutili ricerche. Piacevolezza, genuinità e salubrità devono essere le parole d'ordine di una nuova gestione capace di riportare al gusto delle cose semplici e, soprattutto, del made in Italy. Un modo di evitare il richiamo barbaro dei McDonald's e della Coca-Cola. Da Milano potrebbe partire un nuovo modo di valorizzare la nostra cultura e la nostra identità anche a tavola, partendo proprio dai bambini, da cui dipenderà il futuro della nostra filiera agroalimentare.

Alberto Lupini
alberto.lupini@italiaatavola.net




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