Non è ancora arrivato il momento della crescita per il settore agricolo nazionale, un rialzo infatti ancora moderato, sulla scia dell 0,7% registrato già nel primo trimestre. Questi sono i dati resi noti dal panel delle aziende agricole Ismea, contenuti nel rapporto Agrosserva. Causa di questa situazione, sicuramente la tendenza flessiva dei prezzi delle materie prime e una spinta dell'export ancora flebile, più dell'anno passato.



Le esportazioni dell'agroalimentare tra gennaio e maggio risultano in crescita del 3% sui primi cinque mesi dello scorso anno, in netto rallentamento quindi rispetto al tasso del 7,4% evidenziato nel 2015. Da sottolineare, tuttavia, il balzo registrato nel mese di maggio (+9,9% rispetto allo stesso periodo del 2015) che ha bilanciato la debole performance dei primi 4 mesi dell'anno, di riflesso alla battuta d'arresto delle vendite verso l'area Ue.

Prosegue la debolezza dei consumi alimentari domestici: gli acquisti domestici di prodotti alimentari nel primo semestre sono diminuiti su base annua dell'1,3%, in termini di spesa. In particolare, nel confronto tendenziale con il primo semestre 2015 risultano in flessione gli acquisti di carni, salumi e latticini, nell'ordine del -6,1%, -5,6% e -3,4%. Si evidenzia poi per il secondo quarto dell'anno una flessione media del 7,8% rispetto allo stesso periodo del 2015.

Nel trimestre, la dinamica ribassista è risultata più marcata per i prodotti vegetali (-9,3%), per effetto del forte calo del prezzo dell'olio d'oliva (-30,3%), della frutta (-18,3%) e dei cereali (-5,6%), mitigato dagli aumenti delle colture industriali (+8,1%), della soia e altre oleaginose (+2,3%). Per il comparto zootecnico, a causa di una congiuntura sfavorevole, si aggrava nel secondo trimestre 2016 la tendenza deflativa (-5,7% sul 2015), con riduzioni particolarmente severe per le uova (-18,3%) e per il latte e derivati (-7,1%).