Può un cono gelato valere 95 euro? La domanda è tornata al centro del dibattito dopo le dichiarazioni di Flavio Briatore, che in televisione ha definito «cretino» chi è disposto a spendere una cifra simile per un gelato impreziosito da una foglia d'oro. A riportare la discussione su un piano diverso è Vincenzo Paparella, che insieme alla sorella Giuliana guida la gelateria Mokambo di Ruvo di Puglia, in provincia di Bari. Il cono al centro delle polemiche si chiama Scettro del Re e, spiegano i titolari, non nasce come provocazione commerciale ma come sintesi di una storia familiare e di una ricerca iniziata molti anni prima.  Briatore ha da poco lanciato un Crazy Pizza in Puglia, ma non è la prima volta che attacca gli esercenti della regione per i prezzi.

Il cono d'oro è la nuova polemica dell'estate: cosa c'è davvero dietro al gelato da 95 euro
Lo Scettro del Re, il cono gelato da 95 euro

Lo Scettro del Re nasce da una ricetta di famiglia

La storia di Mokambo affonda le radici nell'Ottocento. Tutto comincia con Luigi Marseglia, maestro pasticciere formatosi al Caffè Gambrinus di Napoli, dove apprende le tecniche della pasticceria e del gelato seguendo gli insegnamenti della scuola borbonica. Trasferitosi successivamente a Ruvo di Puglia, porta con sé una ricetta destinata a diventare il simbolo della famiglia: la Crema del Re, preparazione ispirata alla storica Cremolada aromatizzata con vaniglia e spezie. Negli anni Novanta, mentre gran parte del settore si orientava verso basi e semilavorati industriali, la famiglia Paparella ha scelto di mantenere una produzione completamente artigianale, recuperando ricette storiche e lavorazioni tradizionali.

Il cono d'oro è la nuova polemica dell'estate: cosa c'è davvero dietro al gelato da 95 euro
Vincenzo Paparella, titolare della gelateria Mokambo

Il cono da 95 euro rappresenta oggi la proposta più esclusiva della gelateria. Disponibile soltanto su prenotazione, viene preparato utilizzando latte proveniente dai pascoli dell'Alta Murgia, uova fresche da allevamenti all'aperto, zafferano iraniano in pistilli, panna fresca, pistacchio di Bronte Dop e una foglia d'oro alimentare a 24 carati. Per Mokambo il valore della proposta non risiede nell'oro, quanto nella qualità delle materie prime, nella lavorazione artigianale e nell'esperienza complessiva che accompagna la degustazione.

Il prezzo racconta solo una parte della storia

Paparella non alimenta la polemica con Briatore, ma invita a contestualizzare il prodotto parlando al Corriere del Mezzogiorno. «Credo che Briatore semplicemente non conosca chi siamo. Probabilmente ha immaginato un normale fiordilatte con una foglia d'oro sopra. Se fosse davvero così, forse la sua critica avrebbe anche un senso. Ma il nostro lavoro è molto diverso». Secondo il responsabile marketing della gelateria, negli ultimi otto anni oltre duemila persone hanno scelto di vivere questa esperienza, arrivando a Ruvo di Puglia da diversi Paesi. «Oggi abbiamo ancora una lista d'attesa che arriva fino a settembre. Ci raggiungono dagli Stati Uniti, dalla Germania, dalla Polonia, dalla Francia, dal Giappone e dall'Australia. Non vengono semplicemente per un gelato, ma per vivere un'esperienza».

Paparella sottolinea come il dibattito si sia concentrato quasi esclusivamente sul costo del prodotto. «Il prezzo da solo non racconta nulla. Dietro ci sono ricerca, materie prime, studio e servizio. È un principio che vale per tutta la ristorazione». Una riflessione che, secondo lui, riguarda anche il modello imprenditoriale costruito da Briatore. «Lui stesso ha dimostrato che oggi non si vende soltanto un prodotto. Chi entra in un locale cerca un'atmosfera, un'esperienza, un ricordo. È lo stesso approccio che abbiamo scelto di seguire nel nostro lavoro».

Il cono d'oro è la nuova polemica dell'estate: cosa c'è davvero dietro al gelato da 95 euro
Non è la prima volta che Flavio Briatore attacca gli esercizi pugliesi per i prezzi

La notorietà dello Scettro del Re rischia però di oscurare il lavoro quotidiano della gelateria, secondo Paparella. Ogni giorno Mokambo serve centinaia di gelati dal prezzo medio di circa cinque euro, preparati con latte fresco, uova da allevamenti all'aperto e ingredienti selezionati. La produzione comprende inoltre creme, cioccolati e lavorazioni realizzate internamente, utilizzando cacao provenienti da 36 diverse origini. «Il cono da 95 euro è una proposta destinata a un pubblico specifico. Il nostro lavoro quotidiano è un altro: offrire gelato artigianale di qualità mantenendo viva una tradizione familiare che dura da quasi due secoli».