CENA DEI MILLE
Gennarino Esposito porta il mare a Parma, la città risponde con le sue filiere
La Cena dei Mille ha trasformato ancora una volta il centro di Parma in una grande tavola lunga 400 metri. Lo chef ha firmato il primo piatto di un menu costruito tra prodotti della Food Valley, memoria gastronomica e alta cucina
Chef Gennarino Esposito è stato il volto della settima Cena dei Mille del 2026, l’ormai tradizionale appuntamento che quest'anno si è tenuto martedì 8 settembre e con cui Parma e le sue filiere del food si aprono alla città in una tavolata di 400 metri nel cuore della città, da piazza Garibaldi e lungo via della Repubblica. E non poteva farlo, il patron di Torre del Saracino (due stelle Michelin a Vico Equense, provincia di Napoli, ma che si sposterà all’Hotel Bellevue Syrene di Sorrento a fine mese) in un modo diverso dalla sua iconica Minestra di pasta mista con crostacei e pesci di scoglio. Ma al di là del lato più strettamente culinario, Esposito si è calato alla perfezione nello spirito di una iniziativa - promossa dalla Fondazione Parma città creativa Unesco per la gastronomia - che ha messo al centro la convivialità, con un pensiero «quasi umanista», come ha dichiarato Esposito. E in effetti, accanto ai piatti, l’aperitivo a isole e la concezione di una tavolata che si è riempita in circa 6 minuti in fase di prevendita, è proprio quella di stimolare l’interazione tra le persone, con la possibilità di socializzare con un commensale a fianco inatteso. Senza dimenticare, poi, l’aspetto solidale dell’evento: parte del ricavato sarà infatti devoluto ad azioni di beneficenza.
Cena dei Mille, una storia che nasce lontano
Il percorso ha inizio nel 2015 con l'istituzione dei primi tavoli di lavoro. Il riconoscimento di "Città Creativa Unesco" ha imposto la necessità di sviluppare un progetto innovativo per il territorio: un modello «che non si limitasse alla sola gastronomia, ma che integrasse l'intero sistema produttivo di Parma nell'ambito della rete delle “Città creative Unesco”. Su queste premesse, nel 2017 è stata costituita la Fondazione Fondazione Parma città creativa Unesco per la gastronomia e da lì alla “Cena dei Mille”, il passo è stato breve», ha a detto Massimo Spigaroli, chef 1 stella Michelin all’Antica Corte Pallavicina e presidente della Fondazione.
«La Fondazione - ha continuato - nasce con l'obiettivo di riunire attorno al medesimo tavolo i rappresentanti di tutte le filiere agroalimentari, avviando una collaborazione sinergica a beneficio dell'immagine e dello sviluppo della città. Questo spirito di cooperazione rappresenta un elemento fondamentale, considerando la complessità di coordinare un numero così elevato di realtà». Quindi Spigaroli ha concluso: «Un esempio emblematico è la "Cena dei Mille", sostenuta fin dall'esordio da tutte le associazioni di categoria fondatrici. Eventi di tale portata vedono il coinvolgimento diretto di oltre cento chef, ciascuno con mansioni specifiche, affiancati da maître, camerieri e sommelier. Accanto al personale di sala e cucina opera una complessa macchina organizzativa supportata dagli uffici comunali e dall'amministrazione cittadina, la cui elevata professionalità garantisce un'operatività fluida ed efficiente».
Le isole delle filiere del food
Come da tradizione, la serata si è aperta con l'area aperitivo, organizzata attraverso 18 postazioni. Dodici erano dedicate al food, di cui la metà hanno rappresentato alcune delle principali filiere della Parma Food Valley: Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, pasta con Barilla, pomodoro con Mutti e Rodolfi Mansueto, latte con Parmalat e alici con Delicius, Rizzoli Emanuelli e Zarotti. Nel 2025 queste filiere hanno raggiunto un fatturato al consumo complessivo di 12,5 miliardi di euro, in crescita dell'8,7% rispetto al 2024.
Le altre sei postazioni food hanno coinvolto i Consorzi di Tutela di Culatello di Zibello, Coppa di Parma e Salame Felino, Salumi Don Piacentini e Fungo di Borgotaro, insieme a Coppini Arte Olearia e a Destinazione Turistica Emilia, con l'Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia. Le restanti sei postazioni sono state dedicate al beverage, con una proposta suddivisa tra vini, analcolici e mixology.
Cena dei Mille: cosa si è mangiato
Ad aprire la cena placée è stata la proposta di Parma Quality Restaurants, con la "Vellutata di pomodoro, verdure croccanti, gambero e olio al basilico", quindi il momento di chef Esposito che ha detto «di aver avuto l’onore e il piacere di fare parte di questa iniziativa: ho trovato una grande famiglia di chef e tante persone attorno a questo evento a dimostrazione che il sistema-gastronomia quando si dà da fare fa delle cose molto bene, ma anche la forte vocazione di questa terra alla qualità». In tavola, come detto, arriva la "Minestra di pasta mista con crostacei e pesci di scoglio", capace di sorprendere molti dei commensali, e non solo tra coloro che ancora non avevano avuto l’opportunità di assaggiare uno dei piatti iconici dello chef campano.
La seconda portata “Bue bianco, pesca di vigna e tartufo di Fragno”, è stato firmato da Chef to Chef Emilia Romagna e ha preso spunto dalla memoria agricola del territorio parmense. Il piatto ha riportato al centro la carne di bue, un tempo strettamente legata al lavoro nelle campagne e oggi sempre meno presente nella produzione e nella ristorazione. Per la preparazione è stato utilizzato un animale ingrassato per sei mesi, con l'obiettivo di favorire una maggiore infiltrazione di grasso. La carne viene affettata finemente, arrotolata e completata in forno. Ad accompagnarla una salsa ricavata dai ritagli e arricchita con tartufo, insieme alle pesche Tardive di vigna bagnate con vino Fortana. A chiudere, il dessert di Alma: “Oro della Bassa”, una panna cotta al meliloto, crema al polline con biscotto all’amaretto e cioccolato Gold. Le portate sono state accompagnate dai vini del Consorzio Franciacorta, protagonista di una nuova partnership avviata nel 2026, e del Consorzio dei Vini dei Colli di Parma. Per il dessert firmato ALMA è stata proposta una Malvasia dolce spumante Doc.
Un cerchio di solidarietà che si chiude
L'impegno solidale avviato con la precedente edizione si è chiuso nel 2026. Lo scorso anno 20mila euro sono stati messi a disposizione dell'Emporio Market Solidale Parma, che offre sostegno a circa 1.900 famiglie, coinvolgendo oltre 6mila persone, contribuendo al progetto per dotare la struttura di un veicolo elettrico per le consegne. Il mezzo permetterà di raggiungere più di 200 famiglie che, per diverse difficoltà, non possono recarsi personalmente all'Emporio. I fondi raccolti con l'edizione 2026 consentiranno di sostenere la parte restante dell'investimento e arrivare alla copertura completa del costo del veicolo


