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di Carmine Lamorte
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La storia millenaria del tè
Da bevanda sacra a “cocktail”

La storia millenaria del tè 
Da bevanda sacra a “cocktail”
La storia millenaria del tè Da bevanda sacra a “cocktail”
Primo Piano del 07 luglio 2019 | 09:26

Prima in Cina, ad uso esclusivo della famiglia imperiale; poi a Corte in Inghilterra, per gli High Tea della regina; infine gettato in mare con il Boston Tea Party: oggi è diffuso in tutto il mondo ed è adoperato anche come ingrediente per le nuove frontiere della mixology.

L’origine del tè è cinese. Da migliaia di anni i Cinesi ne conoscono infatti la bontà e le proprietà. Passata "indenne" attraverso tre dinastie di imperatori (Tang, Song e Ming), questa fantastica bevanda è giunta a noi solo di recente, se rapportata ai lunghi tempi orientali; il merito è degli inglesi, che lo diffusero in tutto il mondo.

Il vero nome del tè era “ch’a” (La storia millenaria del tè Da bevanda sacra a cocktail)
Il vero nome del tè era “ch’a”

In origine era considerata una bevanda sacra, tanto che veniva coltivato solo lungo le rive del fiume Giallo (Yangtze) ed era riservato all'uso esclusivo della famiglia imperiale. In seguito assunse un uso medicinale; solo molto tempo dopo, come detto prima, grazie ai mercanti inglesi e alla colonizzazione dell’Oriente, si diffuse nel resto del mondo, precisamente dal 1658, quando con la fine della dinastia Ming fece la sua comparsa ufficiale alla corte di Londra.

Il vero nome del tè era “ch’a”, che attraverso i colonizzatori olandesi divenne “tay” per poi, nel Regno Unito, trasformarsi definitivamente in “tea”. Ad oggi questa bevanda viene chiamata in diversi modi a seconda del luogo: in Cina ch’a, in India tschaj, in Giappone cha, in Russia caj, in Inghilterra tea, in Germania tee, in Italia tè.

I grandi commercianti inglesi quali Garraway e Twining fecero sì che fosse conosciuto in tutto il Regno Unito, portandolo in ogni casa: riuscirono a realizzare questo diffondendo la voce secondo la quale questa nuova bevanda in arrivo dall’Oriente avrebbe potuto curare ogni disturbo, rendendo allo stesso tempo il corpo sano, attivo e vigoroso.

È nel 1706 che Twining fondò la prima ditta produttrice di tè e con essa la Tom’s coffee, dove si vendeva solo tè sfuso in foglia. Anche Thomas Lipton fu un importante commerciante di tè, contribuì alla sua diffusione aprendo negozi e magazzini in tutta la Gran Bretagna prima, acquistando poi piantagioni di tè a Ceylon (oggi Sri Lanka), riuscendo in questo modo a diffonderlo e venderlo in tutto il mondo, con lo slogan “direttamente dai giardini del tè alla teiera”.

Lo slogan commerciale di Lipton: “direttamente dai giardini del tè alla teiera” (La storia millenaria del tè Da bevanda sacra a cocktail)
Lo slogan commerciale di Lipton: “direttamente dai giardini del tè alla teiera”

La bevanda era molto gradita a Corte, tanto che durante l’epoca Vittoriana la stessa regina amava organizzare feste a Corte, durante le quali ai suoi invitati offriva tè nero abbinato a cotolette d’agnello, uova, carni, formaggi, patate dolci al burro; tutto questo avveniva intorno alle 5 del pomeriggio, era una vera e propria cena molto amata dai reali, chiamata High Tea.

All’epoca il tè se lo potevano permettere principalmente nobili e benestanti, in quanto era molto caro - intorno ai sette scellini l’etto per la selezione più economica, l’equivalente di una settimana di paga di un operaio medio - per via delle forti tasse imposte dalla Corona, in quanto il tè era considerato alla stregua di caffè e cacao.

La richiesta però, malgrado il prezzo, era talmente grande da portare alla formazione di un mercato di contrabbando. Per abbassarne il prezzo i trafficanti illegali aggiungevano altri tipi di foglie, come quelle della liquirizia e del prugnolo: questa tipologia di contraffazione era facilmente realizzabile con il tè verde, ma molto rischiosa e difficile con quello nero, per questo gli inglesi iniziarono a preferire quest'ultimo tipo di tè.

Nel 1766 venne introdotta una legge che condannava coloro che tagliavano il tè e ne facevano contrabbando alla prigione. Grazie a questa, benché il prezzo del prodotto non si abbassò, diminuirono e in breve cessarono del tutto contraffazione e contrabbando.

Intanto negli Stati Uniti avveniva il “Boston Tea Party”, l’assalto da parte dei coloni a tre navi inglesi che dovevano scaricare un carico di tè e caffè nel porto di Boston, in protesta alle alte tasse imposte dalla Corona inglese; tutto il carico fu gettato in mare, dando così avvio alla guerra di secessione.

Il tè oggi è diffuso in tutto il mondo (La storia millenaria del tè Da bevanda sacra a cocktail)
Il tè oggi è diffuso in tutto il mondo

Di seguito due ricette a base di tè utilizzate oggi nel mondo della mixology.

Tea Spritz
Ingredienti: 50 ml di tè verde Jasmine (infusione lunga), 10 ml di succo di limone, 70 ml di Prosecco
Procedimento: miscelare e guarnire con un lemon twist
Servizio: direttamente in un grande goblet con molto ghiaccio

Islay Tea Martini
Ingredienti: 50 ml di whisky torbato, 20 ml di tè Gun Powder (infusione lunga)
Procedimento: miscelare e versare in coppa a cocktail
Decorazione: una ciliegina al maraschino e uno spruzzo di lemon twist
Servizio: in un mixing glass

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