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di Emanuela T. Cavalca
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Dal verde al bianco, dal nero al dec
La cultura del tè che spopola tra i giovani

Dal verde al bianco, dal nero al dec 
La cultura del tè che spopola tra i giovani
Dal verde al bianco, dal nero al dec La cultura del tè che spopola tra i giovani
Pubblicato il 18 novembre 2015 | 18:08

Negli ultimi cinque anni sono nate molte sale da tè e negozi specializzati. Provenienti dall’India, Sri Lanka, Giappone e Cina, le qualità sono centinaia: da quello verde, bianco, nero fino a quello senza caffeina

Calma e tempo. Sono le condizioni essenziali per sorseggiare una buona tazza di tè. È una cultura millenaria che proviene dai sacerdoti buddisti, dunque sacra e rituale. Lontana dalla consuetudine latina di gustare un caffè, magari in piedi, davanti al bancone di un bar affollato. Un vero intenditore sceglie con cura il tè in foglia, secondo l’ora e lo stato d’animo, disdegnando quello in bustina: solo sciolto puoi sentire e apprezzare il profumo.



Quattro anni fa a Milano in via Lomazzo è stato inaugurato Beato tè: la titolare Ljuba Grigoruta l’ha nel sangue, infatti, sua madre è russa e la nonna ucraina: «è l’unica bevanda che ti riscalda veramente, nel mio negozio un cliente può scegliere tra 120 qualità, che d’inverno con gli aromatici arrivano a duecento. Tra i clienti ho conquistato molti giovani con il Ling Ching, una qualità cinese che aiuta la concentrazione, stimolando la mente. Prima di aprire quest’attività ho studiato il mercato, viaggiando cinque anni per controllare le fonti, il terreno dove è coltivato, selezionando le qualità migliori. Sono importatrice esclusiva di alcuni tè, tanto è vero che sono in contatto con l’ambasciata giapponese, che si rifornisce nel mio negozio. Il tè giapponese è raro, perché il Giappone ha regole rigide per l’export, circa il 70 per cento è riservato al mercato interno. Si tratta soprattutto di tè verdi: chi desidera sorseggiarne uno dopo le 16, ha a disposizione HoJicha, senza caffeina. Il tè proveniente dalle alture ha un aroma più forte, mentre dalla pianura ha un gusto più forte».



La cultura del tè si sta diffondendo a macchia d’olio, tanto che sono nate molte sale da tè e negozi specializzati. Se qualcuno volesse approfondire l’argomento si può iscrivere all’Associazione Italiana Cultura del tè, diretta da esperti della cultura orientale e che organizza seminari e incontri su questo mondo affascinante. «Ci sono delle qualità verdi che hanno un sapore erbaceo, continua Ljuba, certo devono piacere, ma sono ricchi di vitamina C e antiossidanti. Nel mio negozio vendo tè per tutte le tasche, da 4,50 euro fino a quello più raro da 114 euro, quello nero di Formosa. Chi desidera un tè drenante e anti ossidante, può scegliere l’Oolong, fermentato al 25%, che può aiutare ad affrontare la chemioterapia». Per preparare un buon tè? Essenziale la teiera, la tazza e l’acqua alcalina. La qualità della porcellana deve essere buona e occorre decantare l’acqua per fare depositare il metallo pesante.



Milano offre anche diverse sale da tè, come la Teiera eclettica, alle spalle di piazza Oberdan, dove il liberty è di casa. Ci si può sbizzarrire tra 300 qualità di tè, ma ciò che attrae è la piccola sala da tè, dove nulla è lasciato al caso, come le tende in bamboo naturale, fatte in Giappone. Qui è bandita la frenesia: «il nostro sogno è di accogliere le persone a sorseggiare il tè, in un clima rilassato - racconta Barbara Sighieri - io e mio marito ci siamo innamorati di questa casa, protetta dalle Belle Arti. L’aspetto più interessante è il pubblico giovane che dopo le cinque del pomeriggio viene a fare merenda. Secondo gli orari, cambia la tipologia della clientela, oltre al tè, serviamo anche il frappè a base di tè, tisane e succhi bio. Lavoriamo con due fornitori, come Mariage Frères, che hanno diverse sale da tè nel mondo. L’acqua è la madre del tè, è un detto cinese e noi lo serviamo, usando acqua oligo-minerale. La sala si presta a presentazioni di libri, degustazioni o lezioni come quella di Furoshiki, la tradizione millenaria di avvolgere gli oggetti nei tessuti. Una vera arte, che valorizza un oggetto anche modesto».



Anche Torino non è da meno: Teapot in Via Silvio Pellico serve a tavola infusi e piatti italiani in un locale familiare riscaldato dal caminetto. Non possiamo trascurare lo storico negozio Babington's in Piazza di Spagna, ma ciò che stupisce è la presenza di sale da tè in cittadine di provincia, come Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, dove cinque ani fa Carmen Bettoni ha inaugurato Camelliae Tea room: «le persone sono curiose - spiega Carmen - e vengono qui a passare un pomeriggio diverso. Ha una dimensione da salotto: cinque tavoli con una ventina di coperti; grazie all’orario elastico si presta a essere frequentato da tutte le età, ma organizziamo anche eventi, dalla presentazione di libri alla mostra di quadri. Il successo ci ha spinto ad aprirne un altro, più grande». Il tè comporta anche un servizio da tavola: molti marchi ne offrono diversi, come i pratici runner. L’aspetto innovativo sta nel mug, che a volte sostituisce la classica tazza: pratico, soprattutto quando si è a casa, perché lo porti ovunque, appoggiandolo anche senza piattino. Ideale da regalare, anche uno diverso dall’altro, perché è divertente esporli uno diverso dall’altro, magari da usare secondo l’umore.

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Alberto Lupini


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