Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
domenica 24 ottobre 2021 | aggiornato alle 08:04 | 78896 articoli in archivio

Anche la birra può essere biologica Ma la qualità non è così scontata

Stretto legame con la natura, con i produttori di luppolo e nessun additivo chimico: questi alcuni dei presupposti per fregiarsi del marchio bio. Ma pensare che equivalga a dire maggiore qualità è un errore

di Giovanni Angelucci
04 settembre 2017 | 11:28

Anche la birra può essere biologica Ma la qualità non è così scontata

Stretto legame con la natura, con i produttori di luppolo e nessun additivo chimico: questi alcuni dei presupposti per fregiarsi del marchio bio. Ma pensare che equivalga a dire maggiore qualità è un errore

di Giovanni Angelucci
04 settembre 2017 | 11:28

Sapevate che anche la birra può essere biologica? Cioè essere prodotta con ingredienti che provengono da agricoltura bio? La birra è un prodotto che ha uno stretto legame con la natura, con i campi dove vengono coltivate le sue materie prime. I prodotti provenienti da queste coltivazioni vengono esaminati attentamente in tutta la filiera da enti di certificazione che solo dopo aver ottenuto tutte le garanzie del caso rilasciano l’attestato di “prodotto biologico” e autorizzano l’utilizzo del marchio.

Anche la birra può essere biologica Ma la qualità non è così scontata

Anche la trasformazione degli ingredienti biologico deve seguire un rigido disciplinare, garantendo che dalla maltazione dell’orzo al confezionamento della birra, la materia prima non venga “compromessa” con additivi chimici o tramite il contatto con prodotti non biologici. Se tutto ciò asseconda il severo protocollo, viene assegnato l’importante logo verde.

Validi esempi sono rappresentati dall’abbazia olandese di Koningshoeven che ha deciso di produrre una birra bio, la La Trappe Puur, presentata nel 2010 e primo esemplare della lunga storia delle birre trappiste a potersi fregiare del simbolo europeo di organic product, il cosiddetto “euro-leaf”. Una birra fatta con i luppoli biologici coltivati nei campi adiacenti il monastero e con l’energia ottenuta totalmente da fonti rinnovabili.

Anche la birra può essere biologica Ma la qualità non è così scontata

Ma anche nella famosa gamma di Schneider Weisse è possibile imbattersi in un prodotto con certificazione bio, rilasciata dall’ente tedesco Naturland: si tratta della Meine Festeweisse, o semplicemente “Tap 4”, la famosa Weissbock che compariva all’Oktoberfest negli anni passati. In questo caso il “bio” è ottenuto dallo stretto legame con i produttori di luppolo e cereali della regione dell’Hallertau.

Se però si pensa che una birra bio equivalga a dire maggiore qualità si cade in errore, specialmente in termini organolettici. Di sicuro c’è la componente etica del rispetto verso il territorio e di bontà intesa come prodotti genuini, ma non è detto che sia “ben fatta” come le centinaia di grandiose birre che si trovano in commercio in tutto il mondo. Anche in Italia ci sono delle realtà che producono birra utilizzando prodotti propri derivati da agricoltura biologica, molti sono i cosiddetti birrifici agricoli, e per ora i risultati sono soddisfacenti.

© Riproduzione riservata

 
Voglio ricevere le newsletter settimanali