Cibo e cultura
Palazzo Massimo, non solo un museo: ora è anche polo del gusto
Il Museo Nazionale Romano si apre al pubblico con caffetteria e ristorante, oltre a uno spazio per relax e coworking. Il format è studiato dal Gruppo Camst di Bologna
Palazzo Massimo, il Museo Nazionale Romano, con i maggiori capolavori dell’intera produzione artistica della romanità, si apre al pubblico anche come caffetteria con zona relax e coworking, bakery con gastronomia, bistrot con giardino e ristorante con terrazza e cocktail bar. Tutto in una dimensione di arte e gusto senza confini già offerta da molti grandi musei del mondo, da Los Angeles a Milano, e che si propone come un inedito break point della ristorazione capitolina.
Bar e ristorante a Palazzo Massimo
Il format è firmato dal Gruppo Camst di Bologna e la proposta food è stata affidata a Fulvio Penta, chef fuoriclasse della generazione under 40. Formatosi in grandi cucine come quella dell'Hotel De Russie e con quella Antonello Colonna a Labìco, si è affermato con una personalissima idea al Pastificio San Lorenzo, al Porto Fluviale e all'Enoteca Verso. Il progetto di una ristorazione diversificata e all day, aperta al pubblico all'interno del museo, con ingresso in via Giovanni Amendola 6, prevede spazi senza soluzione di continuità integrando il palazzo cinquecentesco con la terrazza affacciata sul giardino interno e il nuovo dehor che guarda verso la ex Casa del Passeggero, gioiello dimenticato di Art Decò. Il design dei locali si ispira infatti alle opere d’arte del percorso espositivo. La Caffetteria Massimo e il ristorante Livia sono tutt'altro che punti di ristoro per una sosta, come emerge dai menu, per i diversi momenti della giornata e dall'offerta gastronomica che va dalla colazione al pranzo snello di metà giornata, dalla merenda o tea time senza orario fino all'aperitivo con cocktails assortiti. Non manca un'area relax per il coworking.
La proposta gastronomica del Museo Nazionale Romano
Invitante, dalle 7 di mattina, il bancone delle colazioni con delizie dolci e salate, da accompagnare con caffè, thè e tisane e succhi di frutta. Ma un profumo irresistibile porta anche alla bakery dove vengono impastati e sfornati lievitati fatti a mestiere, dalla pasticceria alle pizze fino al pane di ogni tipologia e composizione anche da portare a casa. Ci sono i Pizzotti cotti a legna, i Pan tasca di grano duro, i Quadrotti pugliesi e i Massimini, ossia panini mignon farciti di carne, pesce o verdure. Non solo, Caffetteria Massimo è anche un delizioso bistrot con cucina, per piatti espressi caldi e freddi come la Burratina in foglia con le alici del Mar Cantabrico, i burger, le bowl e le zuppe del giorno. Infine, i dolci fatti in casa e una collezione di squisiti dessert al bicchiere.
Il ristorante Livia
Al primo piano invece c’è Livia, il ristorante dedicato alla figura di Livia Drusilla, imperatrice moglie di Augusto, decorato con le riproduzioni degli affreschi ritrovati nel ninfeo della villa imperiale “ad Gallinas Albas”, località riemersa dagli scavi archeologici di Prima Porta. Gli ospiti sono così immersi in un giardino incantato tra alberi da frutto e uccelli rari. Qui, sebbene una parte del menu sia condivisa con il bistrot al pianterreno, la ricerca culinaria si fa più sofisticata, gli abbinamenti più audaci e i piatti più seducenti come anche la mise en place. Qui la capacità espressiva di Fulvio Penta può esprimersi al meglio con la grande qualità delle materie prime, con attenzione alle produzioni laziali e alle eccellenze regionali. Lo dimostrano piatti come il Baccalà mantecato con una crema di pizzaiola fresca e tra i primi le Fettuccine fatte in casa con ragù bianco d’agnello tagliato al coltello e carciofi, di ispirazione romanesca, oppure trai secondi il Polpo rosticciato con pappa al pomodoro e stracciata o il black Angus con rosti di patate. C'è stagionalità e tradizione ma spesso declinata in chiave moderna e aperta alle contaminazioni.
Così Pollo alla Romana si arricchisce di spezie e i peperoni che arrivano in versione chutney. Mentre le tradizionali Polpette di Bollito si ispirano alla ricetta del pastrami e si lasciano accompagnare dall’acidità spinta dell’insalata coleslaw. Lo chef rilegge – senza tradire – perfino la celebre “pizza e mortazza”, con la focaccia che stavolta viene servita non più ripiena ma condita, e con l’aggiunta morbida dello stracchino. E declina la Fassona piemontese in salsa romanesca: preparata con cicoria ripassata e scaglie di pecorino. Infine, lo chef Fulvio Penta firma anche un bouquet di ricette pensate per accompagnare la drink list del cocktail bar, tutta da sorseggiare al tramonto in terrazza.
La storia di Palazzo Massimo
Ispirato ai grandiosi palazzi cinquecenteschi, Palazzo Massimo fu edificato tra il 1883 e il 1887 per ospitare la nuova sede del Collegio dei Gesuiti. Nel 1981 fu acquisto dallo Stato per diventare una delle nuove sedi del Museo Nazionale Romano. Nei suoi quattro piani sono custoditi alcuni tra i maggiori capolavori dell’intera produzione artistica del mondo romano: sculture, rilievi, affreschi, mosaici, stucchi e sarcofagi, provenienti dagli scavi effettuati a Roma e nel territorio circostante a partire dal 1870.Tra i capolavori in bronzo spicca l'imponente a statua del Pugilatore seduto e altre di ispirazione greca come il Discobolo di Mirone, l’Ermafrodito dormiente e l’Afrodite al bagno. Tanti i sarcofagi magistralmente scolpiti nel marmo e una preziosa raccolta di mosaici delle mitiche ville romane. La Stanza di Livia, tra le opere più ammirate, è un giardino incantato dipinto sulle quattro pareti con uccelli e piante, alcune ormai estinte, oggetto di studio dai naturalisti.
Caffetteria Massimo e Ristorante Livia
Via Giovanni Amendola 6, 00185 Roma
Tel 06-4885617


