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Arte, architettura ed esperienze: ecco Basilea, la New York della Svizzera

La città è l'indiscussa capitale dell’arte e della cultura con la maggiore concentrazione al mondo di musei rispetto al territorio. Una meta ideale per immergersi in capolavori antichi e moderni e nella natura a un passo

di Guido Gabaldi
24 luglio 2021 | 15:18

Arte, architettura ed esperienze: ecco Basilea, la New York della Svizzera

La città è l'indiscussa capitale dell’arte e della cultura con la maggiore concentrazione al mondo di musei rispetto al territorio. Una meta ideale per immergersi in capolavori antichi e moderni e nella natura a un passo

di Guido Gabaldi
24 luglio 2021 | 15:18

Quanto ai motivi per viaggiare, a ognuno il suo: rilassarsi al mare, passeggiare in montagna, godersi la vista lago, girare per cantine e osterie, tante le possibilità quanto è sfaccettata la fantasia umana. Ai viaggiatori specializzati in arte e cultura farà piacere scoprire Basilea, città svizzera di 180mila abitanti attraversata dal Reno, in vista dei Vosgi e non lontana dalla Foresta Nera, appoggiata al confine sia con la Francia sia con la Germania… un crocevia, insomma.


In bici e in battello

Sì, è vero, si può andare lì per muoversi in bici: la campagna ha un fascino particolare, antropizzata ma senza eccessi, con un gusto tutto svizzero per l’alternarsi di edifici, pendii, coltivazioni in un susseguirsi che rincorre il razionale senza mai ottenerlo a perfezione.


Ma ci sarebbe anche il Reno da girare in battello, appoggiati sul parapetto a guardare il paesaggio, i ponti pieni di gente, colori e cappellini, ovvero le dimore patrizie affacciate sul fiume: i più coraggiosi lo attraversano a nuoto, quando non è in piena e le acque tumultuose suggeriscono prudenza.


Chi ami le distese boscose e la bicicletta può letteralmente trasferirsi nella Foresta Nera, che è sì in Germania, ma tanto Basilea è ai confini: la “Schwarzwald” è una chiazza sul mappamondo estesa per 150 chilometri da Nord a Sud attraverso colline,  montagne, vallate, pascoli, laghetti, cascate, verde a perdita d’occhio e sentieri al riparo dal sole. L’escursionista per vocazione non rimarrà deluso.


La storia cittadina

Ma a Basilea tutto questo è contorno: storia, architettura, arte figurativa e astratta, musica e dottrina reclamano i primi posti. Il magistero basilese prende le mosse da lontanissimo, 30 a.C., quando la posizione strategica dei luoghi spinse i Romani a insediare i propri contingenti militari sulla collina Münsterhügel.


Successivamente, la fondazione dell'università nel 1460 contribuì a plasmare lo sviluppo urbano. Numerosi eruditi arrivarono infatti a Basilea, trasformandola in un vero e proprio centro dell'Umanesimo e della stampa libraria. Erasmo da Rotterdam, Ecolampadio, Paracelso, e in epoca più recente Jacob Burckhardt e Karl Barth, sono nati o morti o passati da queste parti, hanno attraversato le vie del centro, bevuto una birra, predicato da un pulpito, insegnato all’università. La Riforma protestante portò in città la tessitura e la colorazione della seta, da cui hanno avuto origine le attuali società farmaceutiche e chimiche.

 

 


A piedi per il centro storico

E allora cerchiamo di viverlo almeno un po’, questo opificio del pensiero e dell’arte, percorrendolo a piedi: prendiamo la Rheinsprung, la stradina che sovrasta il Reno e porta alla Münsterhügel, il colle della cattedrale, dove si sono svolti gli avvenimenti centrali della storia locale. Qui nel 1439, durante il Concilio di Basilea, fu eletto papa Felice V; qui era la residenza del principe vescovo fino alla Riforma del 1529. Nella cattedrale sono ancora visibili elementi romanici ben conservati, oltre alla tomba di Erasmo da Rotterdam e al suggestivo chiostro gotico, con le tombe dei personaggi storici.


In tram attraverso la metropoli dell’architettura

Ma l’opzione pedestre è un puro sfizio, a soddisfare l’orgoglio di sportivi e volenterosi, che non esclude i mezzi pubblici: foss’anche per saggiare la decantata organizzazione dei trasporti svizzeri, che su rotaia o in bus porta in giro dappertutto grazie alla Basel Card. È una tessera cumulativa che si ottiene in omaggio con la prenotazione negli hotel di Basilea, e consente di utilizzare gratuitamente i mezzi pubblici ed avere il 50% di sconto al museo, allo zoo e al Theater Basel.


Incoraggiati a muoverci possiamo godere dell’offerta straordinaria di questa metropoli dell’architettura, arricchita dagli edifici di alcune tra le più famose archistar conosciute: sono tanti, difatti, i vincitori del premio Pritzker ad aver contribuito al tessuto urbano basilese.


Lo studio Herzog & de Meuron, anzitutto, col grattacielo Roche Bau situato in Kleinbasel, ma suggeriamo anche una visita al Padiglione 1 della Fiera e alla Torre Meret Oppenheim, sempre degli stessi autori. Restiamo fra i grattacieli, e diamo uno sguardo al Messeturm di Morger & Degelo, austero e silente, ancora in zona fiera; e se vogliamo sperimentare il genio visionario di Zaha Hadid possiamo recarci a Weil am Rhein, sobborgo di Basilea in territorio tedesco, e cercare di capire da che lato ammirare la Stazione dei Vigili del fuoco, o il Vitra Design Museum di Frank Gehry.


Esempi scelti con l’imbarazzo della scelta, e questo fa capire che Basilea ha il problema dell’abbondanza, in materia: si capisce allora come uno spirito cittadino così innamorato dell’estro possa inventarsi l’Art Basel (dal 20 al 26 settembre 2021), la più importante fiera dell’arte e del collezionismo per il XX e XXI secolo, con 250 gallerie selezionate provenienti da ogni angolo del pianeta.


I musei di Basilea

Dall’architettura all’astratto, passando per il figurativo, ripetiamo mentalmente mentre entriamo nella Fondazione Beyeler, edificio progettato da Renzo Piano e inaugurato nel 1997. A proposito, ma quanti musei vanta la capitale svizzera della cultura? Una quarantina, tra grandi e piccoli, e a questo punto non c’è da sorprendersi. Quest’ultimo, intitolato al fondatore e gallerista Ernst Beyeler, dall’esterno assomiglia a una palafitta senza pali sospesa sulle acque immobili di un laghetto verde, o a una casetta anfibia di Lego abbandonata in un giardino ben tenuto.
Le opere ospitate, moderne e contemporanee, sono più di 400, un ritaglio di storia dell’umanità celebrato e vissuto da mostri sacri come Paul Cézanne, Vincent van Gogh, Claude Monet, Pablo Picasso, Joan Mirò, Piet Mondrian, Henri Matisse, Paul Klee, solo per citare alcuni tra i più noti.


E forse vanno citate le sensazioni, oltre agli artisti: se ti soffermi due minuti, ad esempio, nella Gemaldegalerie della Fondazione Beyeler, circondato da tutti quei Picasso, van Gogh, Klee, Warhol, puoi perfino rivedere il tuo passato, te stesso e la tua scrivania col libro di Storia dell’arte aperto per prepararare la prossima interrogazione.
E siccome non c’è solo da iconizzare il Novecento, ma anche da protocollare l’età presente, ecco l’installazione/esplorazione sui cicli della vita di Philippe Parreno: un’animazione luccicante consistente in centinaia di disegni in bianco e nero, sfarfallanti su un grande schermo a Led.


Essendo costretti a scegliere fra questo e quello, ché le risorse sono scarse per tutti, ci risolviamo a visitare per ultimo il Kunstmuseum, un gigante del collezionismo con le sue 300mila opere a coprire otto secoli: la collezione iniziale venne acquistata dalla città nel 1661, e subito dopo resa disponibile al pubblico. Nel Kunstmuseum si riflette la grande tradizione filantropica basilese, dato che l’istituzione ha beneficiato nei secoli di lasciti e donazioni anche di grande valore, che lo hanno portato a esporre un impressionante numero di capolavori, specie del XX secolo.


Tra i classici abbiano ammirato la “Crocifissione” di Grünewald e “Cristo morto nella tomba” di Holbein il giovane, che pure ci ha regalato l’ennesimo flashback liceale grazie al “Ritratto di Erasmo da Rotterdam che scrive”. Ma sarebbe ingiusto tralasciare le proposte di oggi e sicuramente di domani, come quella dell’americana Kara Walker, provocatoria e oscena per amore di messaggio, per analisi di conflitto sociale, ed intenta a destrutturare a suo modo il politically correct.  Ed anche la menzione di Tacita Dean si approssima all’obbligo, dato che la sua “Antigone” riesce a intrecciare il mito, le vicende personali e la casualità sospesa tra dramma e pietà filiale; e il film che ne risulta non può che continuare a oscillare, tra cecità ed eclissi, lasciando allo spettatore un senso d’incompiuto che potrebbe rappresentare la firma dell’autrice per gli anni a venire.


Carnevale patrimonio Unesco

In definitiva, sia che si venga per il celebre Carnevale (Patrimonio immateriale Unesco), per la Fiera dell’arte e o per il Mercatino di Natale, ovvero per visitare musei, o ancora per vivere le sfide dell’architettura contemporanea, a Basilea non si rischia l’immobilità: c’è sempre un appuntamento o un itinerario che aspetta.


A meno che non ci si voglia sedere su una panchina e scrutare, alla ricerca di chissà cosa, le acque del Reno mentre lambiscono le arcate dei ponti: ma anche allora torneranno alla mente i volti enigmatici di Picasso, le provocazioni di Hadid e le fughe in avanti di Herzog & de Meuron, a rendere l’esperienza Basilea unica nel suo genere.

Per informazioni: www.svizzera.it | www.basel.com | Numero verde 00800 100 200 30


 

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