Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
sabato 20 agosto 2022 | aggiornato alle 00:31 | 87087 articoli in archivio

Follie e fobie dell'emergenza L'economia ora è in ginocchio

Abbiamo offerto al mondo un'immagine falsa della situazione a Milano. Sembra che si debba chiudere tutto e si mette in crisi il commercio. L'area più dinamica d'Europa è come in carcere. Milano si è presa una pausa in questo Carnevale surreale, ma è pronta a ripartire. Dopo questi primi giorni riprendiamoci la città.

di Federico Gordini
co-founder & creative director Lievita
25 febbraio 2020 | 17:42
Follie e fobie dell'emergenza 
L'economia ora è in ginocchio
 
Follie e fobie dell'emergenza 
L'economia ora è in ginocchio

Follie e fobie dell'emergenza L'economia ora è in ginocchio

Abbiamo offerto al mondo un'immagine falsa della situazione a Milano. Sembra che si debba chiudere tutto e si mette in crisi il commercio. L'area più dinamica d'Europa è come in carcere. Milano si è presa una pausa in questo Carnevale surreale, ma è pronta a ripartire. Dopo questi primi giorni riprendiamoci la città.

di Federico Gordini
co-founder & creative director Lievita
25 febbraio 2020 | 17:42
 

Come un fulmine a ciel sereno, come un provvedimento di carcerazione preventiva che getta nell’oblio improvviso chi era sulla cresta dell’onda. La capitale economica e delle tendenze piu dinamica d’Europa, un modello di sviluppo in controtendenza non solo con l’Italia ma con tutto il Vecchio Continente si trasforma in tre giorni in una desolante e abbandonata città fantasma.

Attività chiusa per paura del contagio - Una gestione folle dell'emergenza L'economia ora è in ginocchio

Attività chiusa per paura del contagio

La fobia e la follia collettiva che hanno portato, insensatamente, a svaligiare in due giorni i supermercati sotto casa (salvo poi ritrovare lo scaffale pieno come da programma il giorno successivo), il coprifuoco assoluto e le persone che indossano impaurite le inutilissime mascherine sono la dimostrazione più lampante del gravissimo errore di valutazione con cui stiamo vivendo questa emergenza. Una fobia che ha portato come effetto collaterale ad un'ordinanza per il mondo della somministrazione di difficile comprensione, che lascia aperti i ristoranti e chiude i bar dopo le 18, come se il Coronavirus attendesse, vampiresco, l’arrivo delle tenebre per manifestarsi in tutta la sua pericolosità.

Il Covid-19, che ha attualmente infettato meno di 300 soggetti portando al decesso di 7 persone con quadri clinici estremamente complessi, ha però già causato perdite economiche ingentissime, che rischiano di divenire la vera tragedia se non controllate. Il settore della ristorazione e della somministrazione lamenta cali dal 15 all’80% a seconda delle strutture, quello dell’hotellerie ha già subito oltre 8 milioni di danni a Febbraio e sta letteralmente annaspando. I danni al commercio sono assolutamente notevoli e drammatici.

Ma la paura vera deriva dall’immagine che si sta diffondendo di Milano, della Lombardia e dell’Italia intera in tutto il mondo. Lo spostamento di data di fiere importanti come il Mido, punto di riferimento internazionale del mondo dell’ottica con 60mila operatori attesi, è senza alcun dubbio un inevitabile atto di responsabilità da parte degli organizzatori ma anche un messaggio di profonda inquietudine dato a tutto il mondo.
Esattamente come il rinvio a giugno del Salone del Mobile e della Design Week, in assoluto il più importante evento per flussi e investimenti del nostro Paese. I rinvii costretti come quello di Live Wine, quello annunciato di Identità Golose, quello (meno importante, invero) della presentazione di Milano Wine Week (che si terrà regolarmente dal 3 all’Ottobre prossimo) stanno creando un vero e proprio sconvolgimento nel calendario degli eventi enogastronomici.

Scaffali vuoti nei supermercati - Una gestione folle dell'emergenza L'economia ora è in ginocchio
Scaffali vuoti nei supermercati

Insomma, un quadro assolutamente desolante dinanzi al quale abbiamo il dovere di fare valere il buon senso: la nostra città e la nostra Regione non sono improvvisamente divenuti un covo di appestati da cui guardarsi. Questa emergenza è qualcosa con cui dobbiamo convivere prestando attenzione alle norme igieniche di base e proteggendo al massimo le fasce più deboli della popolazione, come gli anziani e le persone già provate da patologie che compromettono il sistema immunitario.

Ma non dobbiamo assolutamente permettere che tutto questo affossi l’economia di una città, di una Regione, di un Paese. Lasciamo passare questi primi giorni in cui ai provvedimenti drastici si unisce la psicosi totale e torniamo ad impadronirci dei luoghi di sempre. Mostrando rispetto nei confronti dell’emergenza ma non permettendole di rovinare ulteriormente un’economia già in fase di recessione.

Questo problema non si risolverà in due settimane, probabilmente nemmeno in due mesi. Ma a questo punto siamo posti di fronte a un bivio: tornare a una vita normale seguendo con scrupolo delle accortezze soprattutto di carattere igienico o barricarci in casa uscendo per qualche decina di minuti con gli sguardi impauriti dal potenziale contagio e dalla fobia dell’altro. Io non ho alcun dubbio sul fatto che l’unica strada percorribile sia la prima delle due.

Dobbiamo comprendere che il nostro ritorno alla normalità, per quanto caratterizzata - almeno per un periodo - da attenzioni diverse ad alcuni dei nostri comportamenti,  sarà il migliore messaggio per tutto il mondo che ci guarda con preoccupazione. Che ci rimbalza negli aeroporti, che annulla i voli, con lo stesso spirito terroristico che ha - invero - anche caratterizzato i provvedimenti di alcuni territori italiani (Ischia e la Basilicata su tutti).

Importante seguire le norme igieniche - Una gestione folle dell'emergenza L'economia ora è in ginocchio
Importante seguire le norme igieniche

L’unico veicolo comunicativo possibile per evitare che anche l’industria del turismo, uno dei cardini del nostro Paese, entri in uno stato di sofferenza totale con un effetto domino facilmente immaginabile. L’incubo di una città depressa, in cui alle luci, all’innovazione  e alle nuove aperture si sostituiscano le saracinesche abbassate, il taglio dei posti di lavoro e i debiti non è davvero sostenibile.

Milano si è presa una pausa in questo Carnevale surreale. Ma è pronta a ripartire, più forte che mai.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
Voglio ricevere le newsletter settimanali