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Trump: «L'Italia è un problema» Si rischia l'allarmismo oltreoceano

Ancora a livello 2 l'allerta negli Usa, ma il presidente si dice preparato e pronto ad adottare misure a discapito dell'Italia. Le parole del leader sovranista sono un pretesto per isolare gli italiani.

 
27 febbraio 2020 | 09:48

Trump: «L'Italia è un problema» Si rischia l'allarmismo oltreoceano

Ancora a livello 2 l'allerta negli Usa, ma il presidente si dice preparato e pronto ad adottare misure a discapito dell'Italia. Le parole del leader sovranista sono un pretesto per isolare gli italiani.

27 febbraio 2020 | 09:48
 

«L'Italia è un problema. Faremo dei controlli per chi arriva da lì e da altre zone interessate dal virus. E se sarà necessario taglieremo anche i voli, come abbiamo fatto con la Cina». Questo è quanto detto da Donald Trump ai giornalisti, queste le misure che il presidente Usa vuole adottare per contrastare la diffusione del Covid-19, anche se «il livello di allarme negli Stati Uniti è molto basso». Donald Trump prenderà pure misure precauzionali, ma le sue parole sarebbero dovute essere diverse, sarebbe stata buona cosa fossero filtrate dalla lezione impartita dall'errore italiano, quello di un eccessivo allarmismo che finisce per condizionare l'intera società, in questo caso mondiale, portando più danni del coronavirus stesso. È giusto in questo caso mettere in rilievo le prevedibili conseguenze di un esagerato allarmismo. Queste parole, pronunciate dal leader sovranista, sono solo un pretesto per isolare gli italiani.

Non c'è da augurargli di certo che il coronavirus colpisca gli Stati Uniti, ma non sarebbe male che per almeno 15 giorni il mondo potesse respirare sapendo il presidente degli States se ne sta in quarantena preventiva. Peggio del coronavirus è l'iniezione di volgarità e stupidità che ancora una volta Trump propaga nel mondo... E purtroppo anche per quello non abbiamo ancora i vaccini.

Donald Trump - Trump: «L'Italia è un problema» Si rischia l'allarmismo oltreoceano

Donald Trump



Ed ecco che sommando queste parole di Trump a quelle della direttrice del National Center for Immunization and Respiratory Diseases (l'agenzia di Atlanta specializzata nel contrasto alle malattie infettive) Nancy Messioner («Non è un problema di "se", ma di "quando" l'epidemia esploderà negli Usa»), inizia subito la fase "allarme".

Le conseguenze si vedono nei primi rimbalzi che toccano anche l'Italia: cinque università hanno cancellato i programmi nelle nostre città. Centinaia di studenti statunitensi della New York University, della Syracuse University, dell'Elon University e della Fairfield University rientreranno da Firenze e proseguiranno i corsi online. Anche la Florida International University ha annullato cicli di formazione in Italia, così come in Giappone e in Corea del SUd.

Per ora, comunque, ai viaggiatori che rientrano negli Stati Uniti dall'Italia sono consigliate solo misure volontarie di prevenzione; è consigliato di «aumentare la cautela», da parte del dipartimento di Stato, a chi vuole partire per il Belpaese. Fortunatamente il Travel Advisory resta stabile al livello due, un gradino sotto al livello che porterebbe inevitabilmente al consiglio "Riconsiderate l'idea di andarci".

E con una conta di 15 casi totali (a cui si aggiungono i 40 cittadini di ritorno dalla nave crociera Diamond), la direttrice della Cdc si pronuncia: «Ci sono le condizioni perché si sviluppi una pandemia, ma non sappiamo quanto sarà grave». Le strutture sanitarie si attrezzano, i comizi della campagna elettorale potrebbero saltare. L'allarmismo dilaga, e indubbiamente aumenterà, perché Trump ha paura di giocarsi la rielezione.

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