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La Polonia blocca le mascherine
Europei abbandonano l'Italia?

La Polonia blocca le mascherine 
Europei abbandonano l'Italia?
La Polonia blocca le mascherine Europei abbandonano l'Italia?
Primo Piano del 22 marzo 2020 | 07:12

La Regione Lazio aveva acquistato 23mila mascherine, ma la Polonia ha bloccato la spedizione per l'ira delle istituzioni. All'inizio dell'emergenza ci avevano voltato le spalle nella fornitura anche Francia e Germania (poi convinte a tornare sui loro passi) insieme a Turchia e altri Paesi. Solo Cina, Cuba e Venezuela sembrano alleati di un Belpaese per lo più solo.

Che in pochi, pochissimi Paesi stiano aiutando l’Italia in questo periodo di grave emergenza è sotto gli occhi di tutti. Ci stanno provando a salvare la Cina, Cuba e Venezuela inviandoci medici e materiale sanitario, ma almeno parte dell’Europa ci ha voltato le spalle mica male. Un dato che è evidenziato da un comportamento deprecabile quale quello che riguarda le mascherine che sarebbero dovute arrivare in Italia e che invece sono rimaste bloccate per giorni nelle dogane di svariati Paesi. Ora qualcosa si sta sbloccando, ma le trattative sono state lunghe, complicate, incomprensibili e ci hanno fatto perdere molto tempo.

Sequestrate 23mila mascherine provenienti dalla Polonia - La Polonia blocca le mascherine Perchè l'Europa abbandona l'Italia?
Sequestrate 23mila mascherine provenienti dalla Polonia

Nella giornata di ieri è stato annunciato ad esempio l'arrivo di 3 milioni di mascherine. Lo ha comunicato l’Ansa da fonti della Farnesina che precisano: 1,2 milioni arriveranno nel pomeriggio dall'Egitto, 40mila dall'India, 1,5 milioni di pezzi e 100 ventilatori polmonari dalla Cina, mentre dalla Russia partiranno circa 1 milione di mascherine. Attività intensa portata avanti in stretto coordinamento dal ministero degli Esteri, della Difesa, dalla Protezione civile e dal commissario straordinario Arcuri. Le stesse fonti spiegano che il materiale sarà recuperato tramite mezzi dell'aeronautica militare.

Ma nei giorni scorsi la tensione si era alzata perchè erano 19 milioni le i mascherine - 4 Fpp2 e Fpp3 e 15 chirurgiche - bloccate all’estero, nonostante le aziende italiane abbiano siglato contratti con le imprese. Anzi, non sono solo bloccate: in alcuni casi sono state sequestrate dai paesi in cui sono transitati i prodotti. Tutto questo mentre le aziende cinesi si sono mobilitate per aiutare la battaglia anti-coronavirus in Italia donando forniture mediche e ottenendo il riconoscimento degli italiani.

Il commissario per l’emergenza Angelo Borrelli aveva stimato nei giorni scorsi in 90 milioni il numero di mascherine che servono all’Italia ogni mese precisando che erano stati sottoscritti contratti per oltre 55 milioni.

Da Bruxelles era arrivata una nota ufficiale distensiva: «Gli Stati membri devono salvaguardare la libera circolazione di tutte le merci. In particolare, devono garantire la filiera di prodotti essenziali come medicine, equipaggiamento medico, e cibo». Questo anche alla luce del fatto che all’inizio dell’epidemia colossi come Francia e Germania ci avevano negato aiuti.

La nota però sembra non aver sortito tutti gli effetti sperati. Di ieri la notizia che sono state sottratte alla dogana in Polonia oltre 23mila mascherine Ffp2 acquistate dalla Regione Lazio. A darne notizia, in una nota, l'assessore alla Sanità e l’integrazione sociosanitaria della Regione Lazio Alessio D’Amato. «È grave e assurdo che siano state sottratte alla dogana in Polonia oltre 23mila mascherine Ffp2 acquistate dalla Regione Lazio - spiega D'Amato -. Un fatto di una gravità inaudita e abbiamo subito messo al corrente la Protezione Civile nazionale, che ringrazio, con l'intervento successivo delle nostre autorità diplomatiche. Chiedo - conclude l'assessore - che vengano restituiti al Lazio i dispositivi sottratti indebitamente e ringrazio l'Ambasciata d'Italia in Polonia e il nostro ministero degli Esteri per l'immediato interessamento».

Come abbiamo già avuto modo di riflettere nei giorni scorsi, l’emergenza coronavirus sta creando un clima di tensione politica oltre che sanitaria. Gli Stati stanno approfittando della situazione di fragilità globale per allungare tentacoli su interessi, danaro, legami a scopo di lucro. E, forse, questo aspetto non sempre tenuto in massima considerazione rappresenta uno dei rischi più grandi di questa pandemia, anche perché gli strascichi continueranno a sentirsi anche quando - si spera presto - guariremo.

© Riproduzione riservata

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