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Conte: Lockdown fino al 3 maggio
Aprono librerie e negozi per neonati

Conte: Lockdown fino al 3 maggio 
Aprono librerie e negozi per neonati
Conte: Lockdown fino al 3 maggio Aprono librerie e negozi per neonati
Primo Piano del 10 aprile 2020 | 19:41

Nella conferenza stampa tenuta nel tardo pomeriggio il Premier ha annunciato il prolungamento delle misure restrittive che il decreto precedente aveva fissato fino al 13 aprile. Poche le deroghe concesse. «Falsità le polemiche di Salvini e Meloni» il premier smentisce ogni firma di attivazione de Mes. «non ci serve».

Il Governo ha deciso: non si esce fino al 3 maggio con relativa chiusura di gran parte della attività fino a quel giorno. «Decisione difficile - ha detto il Premier Giuseppe Conte - ma necessaria di cui mi assumo tutte le responsabilità politiche. Ci siamo arrivati con i Ministri, le Regioni, le Province, i Comuni, il Comitato Tecnico Scientifico il quale ci ha confermato che i dati sono confortanti. Le misure stanno funzionando. Se noi cedessimo ora rischiamo che tutti i risultati positivi ottenuti fino a qui potremmo perderli e dovremmo ripartire da capo con grande frustrazione. L'auspicio è che dopo il 3 maggio si possa ripartire con cautela, ma ripartire. Tutto dipenderà dal nostro comportamento che dovrà essere esemplare anche in questi giorni di festa. Le attività produttive si atterranno a queste disposizioni perchè teniamo alla salute più di ogni altro aspetto, certo senza dimenticare la tenuta del nostro tessuto socio-economico. Vogliamo allentare il prima possibile le misure restrittive, ma non siamo in grado di partire a pieno regime. Se anche prima del 3 maggio si verificassero le condizioni cercheremo di provvedere di conseguenza».

Ancora tre settimane per la Fase 2 - Conte: Lockdown fino al 3 maggio

«Qualche piccola variazione sulle attività c'è: dal 14 aprile aprono cartolibrerie, librerie, negozi per bambini, attività di silvicoltura e forestali. Il lavoro per la Fase 2 è già partito perchè non possiamo aspettare la scomparsa del virus improvvisa».

Sul dibattito europeo circa i fondi europei: «Bisogna lavorare per qualcosa di ambizioso, vogliamo un fondo finanziato con condivisione, tramite gli Eurobond. La dimensione degli aiuti deve essere proporzionata alle risorse richieste da un'economia di guerra, il fondo deve essere disponibile subito».

Violento l'attacco di un irritato Conte a Matteo Salvini e Giorgia Meloni - citati per nome e cognome - sul tema Mes: «Hanno detto menzogne - ha spiegato - e questo è dannosissimo per il nostro Paese. Ho detto e ribadito che non firmo nessun documento fino a che l'Europa non introduce nel documento un ventaglio di strumenti tanto ambizioso da poterci soddisfare. Non accetto tuttavia che le opposizioni non si mostrino collaborative con noi». «Non è assolutamente così - ha proseguito - Questo governo non lavora con il favore delle tenebre, l'Eurogruppo non ha firmato nulla e non ha istituito nessun obbligo: è una menzogna. Su richiesta di alcuni stati membri, non dell'Italia, l'Eurogruppo ha lavorato alla proposta di questa linea di credito collegata al Mes. Terzo punto: l'Italia non ha firmato nessuna attivazione del Mes, non ha bisogno del Mes, uno strumento totalmente inadeguato e inadatto all'emergenza. L'ho chiarito ai miei omologhi».

«L'Europa sta affrontando un'emergenza mai vista in tempi di pace. Alcune stime dicono che serviranno 1500 miliardi. Negli Stati Uniti il sostegno pubblico già ora è nell'ordine dei 2000-2300 miliardi, numeri mai visti in tempi di pace. Le proposte messe ieri sul tavolo dei ministri delle Finanze dell'Eurogruppo sono un primo passo verso la risposta europea. Il ministro Gualtieri ieri ha fatto un gran lavoro - ha proseguito il premier - è un primo passo che l'Italia giudica ancora insufficiente e su questo sono d'accordo col ministro Gualtieri. Bisogna lavorare per costruire qualcosa di ancora più ambizioso, la principale battaglia che l'Italia deve condurre sui tavoli europei è quella di un fondo che deve essere finanziato con una vera e propria condivisione economica dello sforzo, come ad esempio con gli eurobond, i famosi eurobond. Il fondo deve avere una potenza di fuoco proporzionata alle risorse di un'economia di guerra. Deve essere disponibile subito, se arriveremo tardi sarà una risposta insufficiente».

© Riproduzione riservata


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Alberto Lupini


CORONAVIRUS decreto governo restrizioni quarantena Giuseppe Conte

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