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Conte prepara la Fase 2
Misure allentate, ma con cautela

Conte prepara la Fase 2 
Misure allentate, ma con cautela
Conte prepara la Fase 2 Misure allentate, ma con cautela
Pubblicato il 26 aprile 2020 | 11:57

In un’intervista a La Repubblica il Premier ha ipotizzato alcune decisioni per far ripartire l’Italia. «Non sarà un “libera tutti”», ha specificato ancora, lasciando però intendere che ci saranno aperture.

«Per le mascherine introdurremo presto un prezzo calmierato, in modo da evitare speculazioni e abusi di mercato. Quanto alla riduzione dell’Iva, in realtà farò di tutto per pervenire al più presto alla completa eliminazione dell’Iva». Lo sottolinea il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un'intervista a Repubblica. «Per gestire in sicurezza la fase 2 - spiega - sarà necessaria una strategia integrata che il ministro Speranza sta già perseguendo: saranno necessari un deciso rafforzamento delle attività di contact tracing e il potenziamento della tele-assistenza. Saranno fondamentali anche i controlli molecolari con il tampone e sierologici, con l’analisi del sangue. Dovremo inoltre stimolare i presidi sanitari territoriali a lavorare di più con l’assistenza sociale».

Il Governo prepara la parziale riapertura - Conte prepara la Fase 2 Misure allentate, ma con cautela
Il Governo prepara la parziale riapertura

«Stiamo lavorando, proprio in queste ore, per consentire la ripartenza di buona parte delle imprese, dalla manifattura alle costruzioni per il 4 maggio. Non possiamo protrarre oltre questo lockdown: rischiamo una compromissione troppo pesante del tessuto socio-economico del Paese. Annunceremo questo nuovo piano al più tardi all’inizio della prossima settimana. La condizione per ripartire sarà il rigoroso rispetto dei protocolli di sicurezza, per i luoghi di lavoro, per le costruzioni e per le aziende di trasporto», sottolinea ancora Conte, per il quale «nel rispetto di queste condizioni rigorose, potranno riaprire, già la settimana prossima, passando però dal vaglio dei prefetti e con autocertificazione, attività imprenditoriali che consideriamo “strategiche”, quali lavorazioni per l’edilizia carceraria, scolastica e per contrastare il dissesto idrogeologico, come pure attività produttive e industriali prevalentemente votate all’export, che rischiano di rimanere tagliate fuori dalle filiere produttive interconnesse e dalle catene di valore internazionali».


«Il piano che presenteremo - prosegue Conte - sarà molto articolato perché conterrà anche una più generale revisione delle regole sul distanziamento sociale. “Revisione” delle regole, voglio chiarirlo subito, non significa abbandono delle regole». «Non siamo ancora nella condizione di ripristinare una piena libertà di movimento, ma stiamo studiando un allentamento delle attuali, più rigide restrizioni. Ho già anticipato che non sarà un “libera tutti”. Faremo in modo -spiega- di consentire maggiori spostamenti, conservando, però, tutte le garanzie di prevenzione e di contenimento del contagio».

«La scuola è al centro dei nostri pensieri e riaprirà a settembre. Ma tutti gli scenari elaborati dal comitato tecnico-scientifico prefigurano rischi molto elevati di contagio, in caso di riapertura delle scuole. È in gioco la salute dei nostri figli, senza trascurare che l’età media del personale docente è tra le più alte d’Europa. La didattica a distanza, mediamente, sta funzionando bene. La ministra Azzolina sta lavorando per consentire che gli esami di stato si svolgano in conferenza personale, in condizioni di sicurezza». Nel decreto in preparazione, annuncia, «saranno previste misure specifiche di sostegno per i genitori che hanno figli a casa: congedo straordinario e bonus babysitting».

Giuseppe Conte - Conte prepara la Fase 2 Misure allentate, ma con cautela
Giuseppe Conte

Quanto all'Ue, Conte ha spiegato che «all'ultimo Consiglio Europeo è stato «notevole il successo politico per l'Italia. Siamo riusciti a far convergere tutti gli Stati membri verso una soluzione del tutto innovativa, che sembrava impensabile solo poche settimane fa. Questo nuovo strumento va infatti ad affiancarsi alle misure già intraprese, a vari livelli. Ma anche io ho un approccio pragmatico e sono consapevole che adesso dobbiamo lavorare perché il Recovery Fund sia davvero consistente dal punto di vista della dimensione finanziaria e possa essere attivato subito attraverso un adeguato sistema di garanzie. Sarà importante anche che preveda trasferimenti, in modo da assicurare, nello spazio europeo, un reale “level playing field”, una pari chance di ripresa per tutti gli Stati membri, anche per quelli che si ritrovano con debiti pubblici più elevati. Durante l’ultimo Consiglio Europeo sono intervenuto a ribadire che la nuova linea di credito non dovrà avere nessuna condizionalità, come è già nei patti, né macro-economica né specifica, né preventiva né successiva. Questo non significa che l’Italia è determinata a chiederlo. Ma a scanso di equivoci pretendiamo che le anticipazioni siano rispettate. Detto questo, quando avremo i documenti in mano potremo formulare valutazioni definitive. E come ho già chiarito: l’ultima parola sul punto spetta al Parlamento».

L’Italia, rileva Conte, «deve approfittare anche degli strumenti finanziari messi a disposizione dall’Europa per programmare una ripartenza decisa e un rilancio risolutivo. Abbiamo un sistema anchilosato e burocratizzato: approfittiamo dei nuovi finanziamenti per farlo finalmente correre. Come governo stiamo preparando un ventaglio di misure “sblocca-Paese”, che andranno a incidere su tutti i gangli più macchinosi dei nostri apparati pubblici e del nostro sistema economico. Lavoriamo tutti in questa direzione, diamo tutti il nostro contributo per questa finalità e vedrete che l’Italia non sarà più il fanalino di coda nelle statistiche sulla crescita economica europea».

Nessun ricollocamento dell'Italia nello scacchiere delle alleanze internazionali per effetto della pandemia. «Abbiamo ricevuto solidarietà e aiuti dall’Europa, da singoli Stati Membri, dalla Cina e dalla Russia senz’altro, ma anche dai nostri tradizionali alleati statunitensi. Il nostro indirizzo di politica estera non muta e certo non può dipendere dalle contingenze dettate dalla pandemia. Quanto alle recenti posizioni assunte da Forza Italia, «è una forza di opposizione. Dobbiamo avere rispetto per la distinzione dei ruoli. Questo non toglie la possibilità che si possa distinguere l’atteggiamento anche molto critico, ma costruttivo di Forza Italia dall’atteggiamento più strumentale assunto dagli altri partiti di centrodestra».

Intanto il vice ministro dello sviluppo Stefano Buffagni a “Notizie Oggi” su Canale Italia 83 ha detto: «Per le partite Iva c'è la parte di fondo perduto, che lo scorso mese è stata di 600 euro e questa volta dovrebbe essere aumentata a 700-800. Si stanno cercando le risorse ad hoc per ripartirle al meglio, garantendo però questa volta nella seconda tornata che si vadano a garantire queste risorse a quelli meno ricchi. Chi ha una dichiarazione dei redditi molto alta non credo che ne abbia totalmente bisogno nel breve».


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