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Tanti contro Conte sulla Fase 2 Salvini: «Turismo dimenticato»

Dopo l'annuncio sulle misure che entreranno in vigore dal 4 maggio si è aperto il dibattito politico, ma anche religioso, con la Cei che in una nota ha espresso il proprio rammarico per il no alle messe.

di Federico Biffignandi
27 aprile 2020 | 11:51

Tanti contro Conte sulla Fase 2 Salvini: «Turismo dimenticato»

Dopo l'annuncio sulle misure che entreranno in vigore dal 4 maggio si è aperto il dibattito politico, ma anche religioso, con la Cei che in una nota ha espresso il proprio rammarico per il no alle messe.

di Federico Biffignandi
27 aprile 2020 | 11:51

«Un’altra lunga e confusa conferenza stampa di Conte per dirci che, in sostanza, la fase due è quasi identica alla fase uno». Giorgia Meloni commenta a caldo la conferenza stampa di Giuseppe Conte. «Agli italiani che mi stanno scrivendo per capirci qualcosa di più devo confessare che non ne so nulla - lamenta la leader di Fratelli d'Italia - Conte decide evidentemente da solo della vita e della libertà di ciascuno di noi».

Matteo Salvini e Giorgia Meloni - Tanti contro Conte sulla Fase 2 Salvini: «Turismo dimenticato»

Matteo Salvini e Giorgia Meloni

Poi, aggiunge: «Quando avremo i testi cercheremo di capirci qualcosa di più. Intanto posso dire che non condivido minimamente la scelta di riaprire le attività produttive per settori e lasciare fermi per molte settimane interi comparti economici, esponendoli a una chiusura quasi certa. Il criterio doveva essere un altro: chi può garantire le norme anti-contagio e la sicurezza dei lavoratori deve poter riaprire. E lo stato deve sanificare a spese sue. Invece no. Si decide che qualcuno non deve avere speranza».

Tante le domande che si pone la Meloni: «Ma perché un ristorante, o un bar, che riesce a garantire le distanze e i dispositivi di sicurezza non può aprire con gli altri? Perché un centro estetico che ha le cabine per l'auto trattamento non può aprire con gli altri? Perché un parrucchiere che può garantire il rapporto di uno a uno non può aprire con gli altri? Perché una palestra che garantisce l’allenamento singolo non può aprire con gli altri? E potrei fare molti altri esempi. Perché, insomma, dobbiamo massacrare interi settori che rischiano di non riaprire mai più? Per avere la possibilità di fare un'altra conferenza stampa alle otto di sera?».

Le accuse politiche proseguono anche sul fronte Lega con Matteo Salvini che su Facebook ha attaccato il premier subito dopo la conferenza stampa: «Dopo 47 giorni - ha sbottato - diciamo basta, fateci uscire, fateci lavorare. Se non ci ascoltano ci faremo sentire, con i guanti e le mascherine torneremo a farci sentire, fuori dai social. C'è qualcosa che non torna, c'è qualcuno che sta sentendo altri e non il popolo italiano. Ci devono permettere di tornare a vivere e noi lo otterremo. Se ci sarà bisogno di uscire di casa per riprenderci la nostra libertà lo faremo».

Salvini non ha voluto dimenticare le imprese con occhio di riguardo speciale per il turismo: «Non una parola sul turismo - ha detto il leader del Carroccio - il turismo che è il 15% del prodotto interno lordo, di turismo vivono 5 milioni di Italiani, molti dei quali stagionali, è invece non una parola dal presidente dal governo sul comparto del turismo. Addirittura solo a giugno bar e ristoranti potranno riaprire, ma perché non riaprire subito quelli che sono in grado di garantire distanze, sicurezze, pulizia, tutela della vita e della salute?».

Plauso invece che arriva dalla sponda Movimento 5 Stelle: «La decisione assunta dal governo di avviare la Fase 2, a partite dal 4 maggio, in modo graduale è assolutamente condivisibile - ha detto il leader Vito Crimi - la massima prudenza è e sarà ancora indispensabile, perché da questa emergenza non siamo ancora usciti e non possiamo abbassare la guardia. Inoltre il presidente Conte non soltanto ha annunciato ciò che succederà a partire dai prossimi giorni, ma ha dettagliato un vero e proprio cronoprogramma, con gli step previsti tra i mesi di maggio e giugno. Un approccio che consentirà a tutti di lavorare con consapevolezza: sapendo cosa avverrà e quando».

Critico invece il Pd: «Non poter individuare ipotesi che prevedano il distanziamento sociale ma permettano le funzioni religiose sembra incomprensibile - ha detto il capogruppo Andrea Marcucci - spero che il governo ci metta più attenzione. Poi le chiusure di ristoranti e bar possono creare condizioni di non riapertura. C'è il rischio che si disperda un patrimonio nazionale enorme e non più ricreabile. Ci vuole una riflessione più profonda. Ovunque si possa mantenere distanziamento sociale dobbiamo cercare di riaprire».

Infine le polemiche religiose arrivate dalla Cei tramite una nota ufficiale: «I vescovi italiani - si legge - non possono accettare di vedere compromesso l’esercizio della libertà di culto. Dovrebbe essere chiaro a tutti che l’impegno al servizio verso i poveri, così significativo in questa emergenza, nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare la vita sacramentale. Alla Presidenza del Consiglio e al Comitato tecnico-scientifico si richiama il dovere di distinguere tra la loro responsabilità - dare indicazioni precise di carattere sanitario - e quella della Chiesa, chiamata a organizzare la vita della comunità cristiana, nel rispetto delle misure disposte, ma nella pienezza della propria autonomia».

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