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Nessuna "Speranza" fino a Pasqua. Ristoranti e cinema chiusi

Il nuovo Dpcm, che sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile, sancirà un altro mese di chiusure. Per i ristoranti, nonostante le richieste che arrivano, l’apertura serale in fascia gialla non appare imminente. Per cinema e teatri, invece, atteso un protocollo più severo: mascherine FFp2 e biglietti nominali da prenotare online. Cautela su piscine e palestre

25 febbraio 2021 | 10:23
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Nessuna "Speranza" fino a Pasqua. Ristoranti e cinema chiusi

Il nuovo Dpcm, che sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile, sancirà un altro mese di chiusure. Per i ristoranti, nonostante le richieste che arrivano, l’apertura serale in fascia gialla non appare imminente. Per cinema e teatri, invece, atteso un protocollo più severo: mascherine FFp2 e biglietti nominali da prenotare online. Cautela su piscine e palestre

25 febbraio 2021 | 10:23

Il ministro della Salute Roberto Speranza lo aveva detto chiaro: «Non ci sono le condizioni epidemiologiche per abbassare le misure di contrasto alla pandemia, siamo all'ultimo miglio e non possiamo abbassare la guardia». E così il nuovo Dpcm anti Covid, che sarà in vigore in Italia dal 6 marzo al 6 aprile (dopo essere stato condiviso con Regioni e Parlamento), sancirà un altro mese di divieti, vacanze di Pasqua comprese.

Certo c’è ancora una piccola speranza di anticipare di qualche giorno alcune riaperture, ma tutto dipende dalla curva epidemiologica, che al momento non accenna a scendere. Gli allentamenti saranno, dunque, minimi: rimane il coprifuoco, l’obbligo di mascherina all’aperto e al chiuso, il distanziamento. Resta fino al 27 marzo il divieto di spostamento tra le regioni, anche se sono in fascia gialla.

Prossimamente la bozza
«Il sistema dei parametri per definire i colori delle zone in Italia nell'emergenza Covid si può affinare, ma probabilmente non con il decreto in arrivo, ci vorrà un tavolo tecnico. In ogni caso, per rendere più agevole la programmazione delle attività economiche, le chiusure non entreranno più in vigore di domenica ma di lunedì», ha affermato Maria Stella Gelmini, ministro agli Affari regionali e le autonomie, durante l'incontro con Regioni ed enti locali.

«Il governo sta lavorando intensamente in queste ore sul nuovo provvedimento anti-Covid. Sono naturalmente in costante contatto con Palazzo Chigi e contiamo di farvi avere, nella giornata di domani, con grande anticipo rispetto alla scadenza del 5 marzo, una prima bozza del Dpcm», ha poi rassicurato la ministra.

L'attacco di Salvini
Nemmeno il tempo di prospettare le date del nuovo periodo di limitazioni che arriva la bordata di Matteo Salvini, leader della Lega (anch'essa componente del nuovo Governo Draghi): «Mi rifiuto di pensare ad altre settimane e altri mesi di chiusura e di paura. Se ci sono situazioni locali a rischio, si intervenga a livello locale. Però parlare di una Pasqua chiusi in casa non mi sembra rispettoso degli italiani». Parlando ai cronisti, fuori dal Senato, di riaperture e ipotesi di lockdown in Italia Salvini ha aggiunto: «La parola al buon senso. I sindaci di tutta Italia e di tutti i colori politici chiedono di riavviare alcune attività economiche, sociali, imprenditoriali che non comportano alcun rischio».

Ristoranti: slitta la riapertura serale
Le nuove regole saranno annunciate lunedì prossimo e, cosa positiva per tutti i lavoratori, in primis i ristoratori, le ordinanze sul cambio di fascia saranno operative dal lunedì «per consentire ai cittadini e ai titolari delle attività di organizzarsi». Anche se proprio per i ristoratori non si prevedono buone notizie: è nonostante le richieste che arrivano dalla Lega, da alcuni governatori e dalle associazioni di categoria, l’apertura serale in fascia gialla non appare imminente. Troppo alto, dicono gli scienziati, il rischio causato dalla circolazione delle persone e soprattutto dagli assembramenti.

Eppure, proprio nella giornata di martedì 24 febbraio, la Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) si era incontrata con il ministro allo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. Risultato? L'abbozzo di un parere favorevole alle riaperture serali dei ristoranti. Anche perché, nel frattempo, la federazione era riuscita a raccogliere il contributo del Cts sul tema. Ossia: non esistono studi scientifici che dimostrino la pericolosità di bar e ristoranti ai fini di una maggiore diffusione del contagio. La disponibilità a riaprire c'è considerando tutte le misure precauzionali in vigore dal primo giorno in cui i ristoranti hanno potuto riaprire dopo il primissimo lockdown; inoltre la riapertura sarà consentita solo nelle zone dove la situazione sanitaria rassicura e in quei locali che potranno garantire il necessario distanziamento.

Nessuna speranza fino a Pasqua Ristoranti e cinema chiusi

L’apertura serale in fascia gialla dei ristoranti non appare imminente

Piscine e palestre rimarranno chiuse
Stesso discorso per le palestre e per le piscine. Il Cts ha già raccomandato la massima cautela per la ripresa delle attività sportive e dunque anche palestre e piscine continueranno a rimanere chiuse. Si sta valutando la possibilità di autorizzare esclusivamente le lezioni individuali, ma anche in questo caso la scelta dipenderà dall’andamento dei contagi.

Mostre e musei: attesa per la decisone sul weekend
C’è attesa anche per la decisione sui musei, teatri e spettacoli dal vivo, dopo che il ministro della Cultura Dario Franceschini ha chiesto al Cts un parere affinché i musei, i parchi archeologici e le mostre possano rimanere aperti anche nel fine settimana e soltanto nei giorni feriali.

Cinema e teatri: c’è un protocollo più severo
Stesso discorso per cinema e teatri. Il protocollo depositato al Comitato tecnico scientifico prevede regole più severe per cinema e teatri: mascherina Ffp2 obbligatoria sempre, biglietti nominativi prenotati online per consentire il tracciamento ed evitare il pagamento alle casse, sanificazione al termine di ogni spettacolo, ultima visione entro le 22, ingressi contingentati. Ma non è scontato che tutto questo sarà sufficiente a consentire il via libera.

Le regole per le seconde case
Per quanto riguarda le seconde case, il decreto del governo in vigore da domani e le ordinanze firmate da presidenti di Regione e sindaci per istituire le zone rosse e la nuova fascia arancione scuro, hanno posto limiti per gli spostamenti. Chi vive in fascia gialla e in fascia arancione può andare nelle seconde case anche se si trovano fuori regione. Non si può invece andare in una seconda casa che si trova in fascia “arancione scuro” e in zona rossa. Chi vive in fascia “arancione scuro” e in zona rossa non può uscire dal comune di residenza e dunque non può andare nelle seconde case, anche se si trovano in fascia gialla o in fascia arancione.

Metodo Draghi
Il metodo di Mario Draghi per il nuovo decreto punta a coinvolgere costantemente le Regioni, informare il Parlamento, consentire a deputati e senatori di presentare i loro suggerimenti e comunicare con largo anticipo ai cittadini le decisioni prese dal governo, dai decreti alle ordinanze.

Ministri economici nella cabina di regia per velocizzare i ristori
Per questo un’altra importante novità, decisa per rendere più veloce l’erogazione dei ristori, è la scelta di aprire la cabina di regia politica di Palazzo Chigi, anche ai ministri economici. Ne fanno dunque parte, oltre al premier e al sottosegretario alla Presidenza Roberto Garofoli, i ministri Giorgetti, Patuanelli, Speranza, Gelmini, Bonetti e Franceschini.

Il Cts: riduzione dei membri e portavoce unico
Novità anche per il Cts che fa capo alla Protezione civile: confermato che il governo cercherà di rendere l’organismo «più agile e tempestivo». Il numero dei membri sarà ridotto e ci sarà un portavoce unico.

Zone rosse, arancione, gialle e bianche
E i colori? Il sistema rimane. Rosso per la fascia più alta di rischio, arancione per quella intermedia, giallo per le regioni con il minore livello di sofferenza e bianco per quelle che potranno dirsi libere dal Covid. I governatori hanno però chiesto di «fare un tagliando ai parametri» e Draghi ha deciso di istituire un tavolo, con il ministero della Salute, l’Iss e i tecnici delle Regioni, per discutere di come modificare la raccolta dei dati, dall’Rt alle terapie intensive.

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