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Green pass europeo, ci siamo! Ecco il via libera del Parlamento Ue

Gli eurodeputati hanno votato a favore dell'entrata in vigore, prevista per il primo luglio, dello strumento che rilancerà il turismo. La sua validità varia a seconda che si presenti vaccino, tampone o guarigione. L'Italia potrebbe essere tra i primi ad adottarlo, probabilmente per il 15 giugno, ma si discute anche di inserirlo per entrare in discoteca

09 giugno 2021 | 09:59
Via libera al Green pass  Green pass europeo, ci siamo! Ecco il via libera del Parlamento Ue
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Green pass europeo, ci siamo! Ecco il via libera del Parlamento Ue

Gli eurodeputati hanno votato a favore dell'entrata in vigore, prevista per il primo luglio, dello strumento che rilancerà il turismo. La sua validità varia a seconda che si presenti vaccino, tampone o guarigione. L'Italia potrebbe essere tra i primi ad adottarlo, probabilmente per il 15 giugno, ma si discute anche di inserirlo per entrare in discoteca

09 giugno 2021 | 09:59

Un altro passo verso una ripresa del turismo è stato sottoscritto nella serata di mercoledì a Strasburgo: il Parlamento europeo infatti ha dato il suo parere positivo al certificato digitale Covid dell'Ue. Gli eurodeputati hanno completato il lavoro legislativo sul documento per facilitare gli spostamenti all'interno dell'Unione e contribuire alla ripresa economica. Il testo dovrà ora essere formalmente adottato dal Consiglio e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, per l'entrata in vigore e l'applicazione immediata dal primo luglio 2021. La durata del pass, che sarà sia in versione digitale che cartacea ed uniformata per tutti gli Stati membri, è di 9 mesi a partire dal 14° giorno dalla seconda dose di vaccino, sei mesi se si presenta una guarigione entro 180 giorni o 48 ore se l'immunità è testimoniata dall'esito negativo del tampone

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Via libera al Green pass


Come funziona il pass

Il certificato sarà rilasciato gratuitamente dalle autorità nazionali e sarà disponibile in formato digitale o cartaceo con un codice QR. I certificati rilasciati ai cittadini europei saranno differenti a seconda di quale delle tre tipologie di "immunizzazione" si presenta. Un quadro comune dell'Unione europea renderà i certificati compatibili e verificabili in tutta l'Unione europea, oltre a prevenire frodi e falsificazioni. Il sistema si applicherà dal primo luglio 2021 e resterà in vigore per 12 mesi. I dati sanitari resteranno conservati e protetti nel Paese d’origine. Salva quindi la privacy e non ci sarà un data-base europeo. Nel Qr code, leggibile automaticamente ai varchi di frontiera o degli aereoporti, sarà possibile leggere solo il codice identificativo della vaccinazione o del test negativo, oltre al nome e cognome del titolare del certificato e la sua data di nascita.

Green pass, non sarà un documento di viaggio

Il certificato non costituirà una condizione preliminare per la libera circolazione e non sarà considerato un documento di viaggio. Durante i negoziati tra le istituzioni inoltre, gli eurodeputati hanno ottenuto un accordo che stipula che gli Stati dell'Unione non potranno imporre ulteriori restrizioni di viaggio ai titolari di certificati - come quarantena, autoisolamento o test - "a meno che non siano necessarie e proporzionate per salvaguardare la salute pubblica". Si dovrà tenere conto delle prove scientifiche, "compresi i dati epidemiologici pubblicati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc)".

Le misure dovranno essere notificate, se possibile, con 48 ore di anticipo agli altri Stati membri e alla Commissione, mentre il pubblico dovrà ricevere un preavviso di 24 ore. I Paesi dell'Ue sono incoraggiati a garantire che i test abbiano prezzi abbordabili e siano ampiamente disponibili. Su richiesta del Parlamento, la Commissione si è impegnata a mobilitare 100 milioni di euro dallo strumento per il sostegno di emergenza per consentire agli Stati membri di acquistare test per il rilascio di certificati di test digitali Covid dell'Ue.

Il pass lo rilasciano i centri vaccinali o il medico di base

Gli enti preposti al rilascio della certificazione verde dipendono dalla condizione in cui si trova il richiedente. Come si legge nel documento, per i vaccinati «la certificazione è rilasciata, in formato cartaceo o digitale, dalla struttura sanitaria ovvero dall’esercente la professione sanitaria che effettua la vaccinazione». Diverso è per i guariti dal Covid, che devono richiedere la certificazione verde, sempre in formato cartaceo o digitale, presso la struttura dove «è avvenuto il ricovero del paziente affetto da Covid-19, oppure, per i pazienti non ricoverati, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta». Infine, a chi non è stato infettato, né vaccinato, non resta che poter dimostrare di essere negativo al tampone: l’attestazione viene rilasciata dalla farmacia o dal laboratorio privato in cui si effettua il test molecolare o antigenico.

Un milione di cittadini ce l'ha già

L'iter che si sta seguendo ad ora è prettamente "burocratico", ma in realtà il green pass è già in mano a qualcuno. In Europa oltre un milione di cittadini hanno già ricevuto il certificato come ha fatto sapere il commissario europeo alla Giustizia Didier Reynders, parlando nella plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. E molti altri seguiranno. Anche se il regolamento che lo istituirà «entrerà in vigore dal primo luglio, li stiamo distribuendo già ora» in alcuni Stati membri, ha affermato Reynders. Lo stesso ha aggiunto che oltre un milione di europei ne sono già in possesso «e molti altri seguiranno».

Italia tra i primi Paesi ad adottarlo

Intanto, l’Italia, dove è già attivo il green pass nazionale, ha già superato i test tecnici. Sarà tra i primi Paesi, assicurano a Bruxelles, pronti a rilasciare il certificato (probabilmente per il 15 giugno) che permetterà a chi è vaccinato, testato negativo o confermato guarito dal Covid 19, di viaggiare nell’area Schengen evitando le quarantene. Mentre hanno aderito anche Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, . Al momento, però, sono nove i Paesi già collegati a Gateway: Croazia, Danimarca, Spagna, Germania, Grecia, Bulgaria, Lituania, Polonia e Repubblica Ceca.

Ma, almeno per quanto riguarda l'Italia, il tema green pass è molto caldo anche per altri settori. Su tutti, quello delle discoteche le quali attendono una data per ripartire e hanno la spinta delle Regioni che propongono di far tornare la gente a ballare, anche col green pass. Il virologo Andrea Cristanti, proprio nella giornata di martedì, ha proposto di inserirlo per entrare in ristoranti, stadi e cinema, ma a livello governativo - purtroppo - resta lo scetticismo.


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