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Altro che caro-caffè!
L'acool è a 7 euro. Il Codacons tace

Altro che caro-caffè! 
L'acool è a 7 euro. Il Codacons tace
Altro che caro-caffè! L'acool è a 7 euro. Il Codacons tace
Pubblicato il 22 maggio 2020 | 20:26

La bottiglia di alccol eticlico a 90°, finora introvabile, in vendita a quasi 7 euro: una speculazione. È uno dei prodotti base per tutte le operazioni di igienizzazione, anche nei ristoranti e nei bar .

Ma le sparate del milionario presidente del Codacons contro qualche (raro) rincaro delle tazzine del caffè non sarebbero meglio indirizzate contro la speculazione sull’alcool etilico (la bottiglia rosa a 90°)? Dopo settimane di assenza dagli scaffali, si torna forse a trovarne delle confezioni, ma a prezzi folli. Prima della pandemia costava fra i 90 centesimi e un euro e 50 centesimi al litro. Ora, se va bene, è in vendita attorno ai 7 euro. Un aumento che definire speculazione è un eufemismo, ma sul quale Carlo Rienzi (pronto a marciare lancia in reta contro qualche barista che, a suo rischio, ha ritoccato i listini dopo due mesi di blococo) non ha speso una sola parola. Forse che l’acool rosa (o anche in versione bianco) non era quello che tante famiglie hanno inutilmente sperato di trovare nelle scorse settimane per igienizzare gli ambienti?

Altro che caro-caffè! L'acool è a 7 euro. Il Codacons tace

Verrebbe da pensare che il Codacons fa delle battaglie un po’ troppo demagogiche. O che magari non sia attento ca ciò che realmente succede agli italiani e si ferma solo all’apparenza. In realtà vogliamo sperare che l’associazione dei consumatori aggiunga la sua voce all’indignazione di tanti italiani e al più presto ci aiuti a capire cosa sta succedendo. Un litro di alcool dovrebbe al più costare come un espresso di qualità. E mentre del caffè al bar si potrebbe anche fare a meno, di questo disinfettante no.

E poi, non dimentichiamolo, l’alcool è fondamentale per le igienizzazioni di ambienti e materiali, anche di bar e ristoranti. E se la materia base rincara a questi livelli, forse il caro caffè potrebbe essere comprensibile anche all’intransigente presidente del Codacons, fustigatore dei pubblici esercizi.

E a proposito di alcool ricordiamo che poiché non basta la normale pulizia, negli ambienti aperti al pubblico serve da sempre serve un’igiene approfondita. Uffici, locali e negozi possono fra l’altro accogliere oggi un ospite subdolo, il virus Covid-19 L’ISS, l’Istituto Superiore di Sanità, nel suo rapporto 25/2020, ha stilato un vademecum indicando le sostanze che uccidono il coronavirus e impediscono quindi la diffusione del contagio tramite gli oggetti che tocchiamo.

Nelle 34 pagine stilate degli esperti vengono riportati i prodotti e le concentrazioni di principi attivi consigliate per sanificare le diverse tipologie di superfici, anche quelle più delicate, e i tessuti, dalle tende fino ai vestiti che proviamo nei camerini dei negozi di abbigliamento. Il coronavirus infatti, secondo alcuni ricercatori, potrebbe resiste anche per lungo tempo: sulla plastica e l’acciaio dai 4 ai 7 giorni, sui tessuti esterni delle mascherine chirurgiche anche più di una settimana.

È importante dunque disinfettare frequentemente tutte quelle superfici che tocchiamo spesso, come ad esempio maniglie, porte, tastiera del computer, tastierino del POS (bancomat), servizi igienici. Si inizia con il classico secchio di acqua e sapone, per togliere lo sporco superficiale, per poi proseguire con una pulizia approfondita con sostanze che uccidono il virus.

Non sempre però è facile capire quale prodotto usare per la sanificazione anti-Covid, anche perché alcuni sono troppo aggressivi e rischiano di danneggiare gli oggetti, vediamo allora le indicazioni del rapporto 25/2020 dell’Istituto Superiore di Sanità. Il tutto con la premessa che l’alcool rosa a 90° va diluito con una percentuale di acqua per portarlo a 70°. Il rapporto è questo: 0,4 litri di alccol rosa più 0,10 litri di acqua del rubinetto.

  • Superfici in pietra, metallo o in vetro: usare disinfettanti che uccidono il virus Covid-19 e altri patogeni come l’ipoclorito di sodio allo 0,1% (chiamato comunemente candeggina o varechina) oppure etanolo al 70% (alcol etilico);
  • Legno: è possibile impiegare alcol etilico al 70% oppure prodotti con ammoni quaternari, ad esempio disinfettanti che contengono cloruro di benzalconio o didecildimetilammonio cloruro;
  • Servizi igienici: sanificare con prodotti disinfettanti a base di candeggina (ipoclorito di sodio allo 0,1%);
  • Tessuti in cotone e lino, come tende e asciugamani: sanificare grazie a un lavaggio in lavatrice con acqua calda (tra i 70 e i 90 gradi centigradi). Se non è possibile va bene anche la bassa temperatura ma aggiungendo candeggina o altri prodotti disinfettanti per il bucato.

Per uccidere il coronavirus sono indicati inoltre i prodotti a base di perossido d’idrogeno (acqua ossigenata) e miscele di sali di ammonio quaternario che dichiarano in etichetta l’attività virucida. I tempi di applicazione perché queste sostanze siano efficaci contro il virus Covid-19 sono brevi, dai 5 ai 30 secondi a seconda del tipo.

Ricordiamo che nel decreto rilancio è previsto un bonus sanificazione, sotto forma di credito d’imposta , per le spese fatte dalle imprese o dai liberi professionisti per questo tipo di igienizzazione.

L’Istituto Superiore di Sanità ha indicato inoltre le sostanze da impiegare per disinfettare superfici di pregio, che potrebbero rovinarsi con l’impiego di prodotti troppo aggressivi:

Superfici in pietra o legno: spruzzare su carta assorbente una soluzione di disinfettante a base di alcol etilico al 70% e pulire

Metallo o vetro: disinfettante a base di etanolo al 70% (alcol etilico)

Si sconsiglia comunque l’applicazione su lacche e resine, perché potrebbero essere danneggiate dai solventi.

Igienizzare è importante ma senza esagerare. Per esempio, gli esperti dell’Iss raccomandano di non miscelare i prodotti di pulizia, in particolare quelli contenenti ipoclorito di sodio, come la candeggina, con ammoniaca, o altre sostanze acide, ad esempio aceto, e non aggiungere ammoniaca ad anticalcare/disincrostanti. “Tutti i prodotti - ribadisce Settimo - vanno usati con estrema cautela, indossando sempre i guanti.

Molti dei comuni prodotti utilizzati per la pulizia della casa se usati correttamente possono inattivare il virus Sars-CoV-2”. Poi, eseguire le pulizie con guanti ed evitare di creare schizzi e spruzzi durante la pulizia. Quando i materiali o gli arredi non possono essere lavati (es. tappeti, moquette e materassi), utilizzare per la pulizia elettrodomestici a vapore. Infine arieggiare le stanze sia durante che dopo l’uso dei prodotti per la pulizia, soprattutto se si utilizzano intensamente prodotti disinfettanti o detergenti che presentano sull’etichetta simboli di pericolo.

 

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