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Il virus è meno pericoloso?
Lo dice l’Ospedale San Raffaele

[Il virus è meno pericoloso?] 
Lo dice l’Ospedale San Raffaele
[Il virus è meno pericoloso?] Lo dice l’Ospedale San Raffaele
Primo Piano del 31 maggio 2020 | 19:22

La carica virale dei tamponi oggi positivi è molto più bassa, rispetto a un mese fa. Per Alberto Zangrillo, «Clinicamente il coronavirus non esiste più». Se fosse vero sarebbe una speranza per la ripresa del turismo e della ristorazione, ma altri scienziati lo negano.

La notizia è quella che aspettavamo tutti di sentire da mesi: «Clinicamente il nuovo coronavirus non esiste più». Oggi queste parole sono state pronunciate da Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano. Un segnale distensivo e di fiducia, che ci auguriamo possa contribuire a creare un clima nuovo e più sereno nel Paese che sta apprestandosi a riaprire i confini delle sue regioni, anche e soprattutto per ridare slancio a turismo e ristorazione, i settori più colpiti dalla crisi di questi mesi.

Il covid-19 ha perso gran parte della sua carica virale - Per l’Ospedale San Raffaele ora il virus è meno pericoloso
Il covid-19 ha perso gran parte della sua carica virale

Ma cos’ha detto esattamente Zangrillo, e soprattutto perché appare così ottimista? «Oggi è il 31 maggio e circa un mese fa sentivamo epidemiologi temere per la fine del mese e inizio giugno una nuova ondata e chissà quanti posti di terapia intensiva da occupare – ha detto in diretta tv su Rai 3 a Mezz’ora in più - In realtà il virus dal punto di vista clinico non esiste più. Questo lo dice l'università Vita e Salute San Raffaele, lo dice uno studio fatto dal virologo direttore dell'Istituto di virologia, il professore Clementi, lo dice il professor Silvestri della Emory University di Atlanta». Un’ipotesi sostenuta in Italia anche da altri illustri colleghi di Zangrillo, come Giuseppe Remuzzi, il direttore dell’Istituto farmacologico Mario Negri.

Alberto Zangrillo - Per l’Ospedale San Raffaeleora il virus è meno pericoloso
Alberto Zangrillo

Il motivo è lo stesso Zangrillo a spiegarlo, alla luce anche dell’esperienza di questi ultimi giorni: «I tamponi eseguiti attualmente negli ultimi 10 giorni hanno una carica virale, dal punto di vista quantitativo, assolutamente infinitesimale rispetto a quelli eseguiti uno o due mesi fa»

«Lo dico consapevole del dramma che hanno vissuto i pazienti che non ce l'hanno fatta - ha aggiunto Zangrillo - non si può continuare a portare l'attenzione in modo ridicolo come sta facendo la Grecia sulla base di un terreno di ridicolaggine, che è quello che abbiamo impostato a livello di comitato scientifico nazionale e non solo, dando la parola non ai clinici e non ai virologi veri. Il virus dal punto di vista clinico non esiste più. Ci metto la firma».

Le frasi di Zangrillo hanno trovato un muro invalicabile. Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani, dice che «i casi sono meno gravi perché le misure di contenimento hanno funzionato, al momento però nulla fa pensare che il virus sia diverso. L’attenuazione richiede anni». Si dice «sconcertato» Franco Locatelli, con Ippolito componente del Comitato tecnico scientifico, e come lui lo pneumologo Luca Richeldi: «Il virus circola ancora ed è sbagliato dare messaggi fuorvianti che non invitano alla prudenza». Durissimo anche il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo: «Nessuna evidenza, parole così superficiali e fuorvianti sono decisamente pericolose». E il sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa, teme che queste uscite finiscano col confondere gli italiani «favorendo comportamenti rischiosi».

Diverse le posizioni di altri medici. "Non credo che Zangrillo abbia voluto dire che è tutto finito. Ha voluto parlare di quello di cui ci siamo accorti noi clinici. La gravità dell'infezione è cambiata, non sappiamo perché: c'è meno carica virale, il virus può essere mutato... Oggi chi arriva al pronto soccorso arriva in condizioni meno gravi. Non fa meno male perché siamo più bravi ad affrontarlo e non c'entra nemmeno il fatto che i malati arrivino prima", afferma Matteo Bassetti, direttore della clinica di malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova, a Non è l'arena.

Con Zangrillo "ci siamo confrontati, siamo in contatto. E' un'evidenza la riduzione della capacità del virus di creare casi gravi. L'elemento va studiato, l'università di Brescia dovrà pubblicare i risultati sugli studi su una variante meno aggressiva", dice Fabrizio Pregliasco, direttore Sanitario dell'IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, a Non è l'arena. "Questo non vuol dire 'tana liberi tutti'. Bisogna continuare con prudenza e con vigile serenità. L'inizio della pandemia ci ha fregato, continuiamo a scoprire cose nuove su questo virus e dobbiamo organizzarci per la situazione peggiore, sapendo che ora siamo in grado di gestirla meglio", aggiunge.

A chiudere il cerchio provvede lo stesso Zangrillo. "Sono molto dispiaciuto che Locatelli sia sconcertato. In medicina non esistono punti di vista e chi dice che il mio è un punto di vista, sbaglia prospettiva. Io riporto la realtà dei fatti", dice all'Adnkronos..

Quanto alle parole della sottosegretaria Zampa, Zangrillo replica: "Rassicuro la sottosegretaria Zampa: non ho detto che da domani ci possono essere gli assembramenti. Ho detto che sarà opportuno essere cauti per un certo periodo. D'altronde, il vice ministro Sileri, che parla la mia stessa lingua, sa che parlo a ragion veduta". Infine, rileva, se l'infettivologo Matteo Bassetti, dell'ospedale San Martino di Genova, "la pensa come me una ragione ci sarà...", conclude Zangrillo.

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