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Una rondine non fa primavera
e una sentenza non ripulisce il Gufo

Una rondine non fa primavera 
e una sentenza non ripulisce il Gufo
Una rondine non fa primavera e una sentenza non ripulisce il Gufo
Pubblicato il 17 settembre 2018 | 17:10

TripAdvisor ha cercato di pulirsi la coscienza seguendo a ruota la denuncia di un ristoratore per la vendita di recensioni false. Non basta, ora il Gufo dia battaglia ai truffatori nelle sedi opportune

Che TripAdvisor sia ambiguo, per usare un eufemismo, è ormai acclarato e noto ai più. Che arrivasse a cercare di rifarsi una verginità dopo una sentenza che smentisce tutto quello che ha sostenuto in questi anni è però un nuovo salto di qualità che ha del paradossale. Eppure, dopo la decisione del Tribunale di Lecce che identifica come reato il postare recensioni false da un account falso su TripAdvisor (condannando il titolare della società a 9 mesi di reclusione), il Gufo ha suonato la gran cassa, quasi che questa storica decisione della giustizia italiana fosse merito suo.

(Una rondine non fa primavera e una sentenza non ripulisce il Gufo)

Per anni TripAdvisor ci ha detto che effettuava controlli rigorosi, che i mercanti di fake news erano banditi dal portale e che solo pochissimi commenti potevano essere falsi. È invece bastato che, finalmente, un giudice condannasse una delle innumerevoli agenzie italiane che vendono recensioni positive (o negative) per scalare le classifiche del Gufo (o per fare calare i concorrenti), e subito il primo portale per commenti tarocchi ha cercato di rifarsi una verginità. Già il fatto che a dare l’annuncio sia stato TripAdvisor, che ha commentato la sentenza con una nota del vicepresidente Brad Young, la dice lunga.

Già, perché la causa era stata avviata in realtà da un ristoratore a cui inizialmente il Gufo aveva opposto come sempre il muro di gomma. Ora TripAdivsor dice di essersi costituito parte civile in quel procedimento, ma non sappiamo quando lo abbia fatto, né con che modalità. Magari il tutto è avvenuto in prossimità della sentenza che non poteva che essere favorevole a chi aveva avviato la causa...

Ma senza mettere in dubbio la buona fede del Gufo in questo procedimento penale, ci soffermiamo sulle parole del vicepresidente di TripAdvisor secondo cui le loro «analisi tecniche (…) hanno portato ad identificare prima e poi a rimuovere o bloccare oltre mille tentativi di invio di recensioni su TripAdvisor ad opera di PromoSalento relative a centinaia di strutture». Il che spalanca un portone rispetto al verminaio creato in questi anni. Come l’agenzia condannata, ce ne sono infatti centinaia in Italia che operano con i medesimi meccanismi. Sarebbero quindi centinaia di migliaia i commenti fasulli che hanno generato assurde graduatorie e spinto troppi locali ad investire per non esserne troppo danneggiati. Una sorta di ciclo perpetuo che si è alimentato sull’imbroglio. E non può essere certo ora una sentenza che può cambiare un’immagine compromessa.

Negli ultimi tempi abbiamo cercato di seguire con meno pregiudizi e sincera attenzione gli annunci di collaborazioni e nuovi strumenti capaci di dare più garanzie al portale. In questa logica vogliamo considerare l’intervento di Brad Young solo come una scivolata a cui seguiranno fatti concreti. Se davvero TripAdvisor concorda sulla necessità di ripulire dal fango il portale, non ha che da avviare una serie di cause verso le agenzie che comprometterebbero la sua credibilità. Come Italia a Tavola saremmo pronti a dare la più ampia notorietà alle varie azioni legali e a trovare testimonianze. Come una rondine non fa primavera, così una sola sentenza non ripulisce il Gufo. E se poi avesse bisogno di indirizzi delle varie agenzie da citare in giudizio, siamo certi che i nostri lettori inonderebbero il Gufo. Ora che TripAdvisor non è più un soggetto così distante dalla giustizia italiana è tempo che si dia una mossa e si cambi un po’ le penne. Noi siamo pronti a sostenere un’operazione trasparenza vera.

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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19/02/2019 18:50:07
2) Tripadvisor
Salve io direi di proporre a TripAdvisor di fare la registrazione , a chi scrive recensioni , con nome, cognome e codice fiscale! Dato che i locali ci mettono la faccia ,direi che dovrebbe farlo anche chi fa la recensione, facile farla in anonimato o dietro ad un username fittizio! ciao
Stefania Rigo

18/09/2018 12:35:07
1) Segnalazioni a tripadvaisor, sono false e ci restano
Da titolare di un'attività ho sempre segnalato al Gufo delle recensioni strane sopratutto quando non eravamo dell'idea di pagare per avere recensioni ottime, do ONESTIci hanno tolto quelle buone e ci hanno lasciato quelle pessime con la scusa che il pensiero del cliente non può essere tolto, alla domanda del perche la risposta è stata valutiamo e rinseriamo, risultato mai fatto. Abbiamo ricevuto una recensino al limite della difamazuione, esito, ci hanno accusato di forzatura verso il cliente per farla togliere, la penale sarebbe stata l'esclusione da Tripadvaisor, ASSURDO, il bello cha non ci hano mai tolti dalla pagina, come potremmo fare ? Siamo alle assudità, gente che scrive cosa vuole, molti non sanno nemmeno cosa scrivono, arriviamo alle accuse contrafazzione dei prodotti ecc. Claudio
Claudio Giaccheto
Albergatore
Hotel Les Granges

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