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di Mariella Morosi
di Mariella Morosi

Bocuse d'Or, selezioni europee a Torino
L'Italia cerca il primo successo della storia

Pubblicato il 15 maggio 2018 | 17:43

Torino ospiterà l’11 e il 12 giugno la finale europea del Bocuse d’Or, la prestigiosa competizione internazionale di alta cucina che porterà sotto la Mole Antonelliana cuochi di 20 Paesi per conquistare il titolo europeo.

L’evento, abbinato al Campionato Mondiale di Pasticceria, trasformerà la città nella capitale internazionale del gusto. È la prima volta che le selezioni continentali delle "Olimpiadi" di alta cucina si svolgeranno in Italia. Saranno venti i team delle nazionali europee che si contenderanno la qualificazione per la finale mondiale del 17° Bocuse d’Or, nell’ambito del Salone del Sirha in programma a Lione a fine gennaio 2019.

(Bocuse d'Or, selezioni europee a Torino L'Italia cerca il primo successo della storia)

Il programma dell’evento torinese è stato presentato a Roma alla stampa estera da Florent Suplisson, direttore gastronomico del Bocuse d’Or e della Coup du Monde de la Patisserie, dalla direttrice del Sirha, Mariel Olide Fondeur, da Luciano Tona, membro del Comitato organizzatore continentale, dai rappresentanti delle istituzioni piemontesi: Antonella Parigi, assessore regionale alla Cultura e al Turismo, da Paola Virano, assessore agli Eventi speciali del Comune di Torino e da Bruno Graglia, vice presidente della Camera di Commercio.

Paola Virano, Antonella Parigi e Bruno Graglia (Bocuse d'Or, selezioni europee a Torino L'Italia cerca il primo successo della storia)
Paola Virano, Antonella Parigi e Bruno Graglia

Sulla qualità dell’agroalimentare piemontese, alla base degli ingredienti che saranno impiegati dai cuochi in gara, hanno parlato Filippo Mobrici del Consorzio Piemonte Land of Perfecion e Simone Mellano del Consorzio Carni e Asprocarne Piemonte. A presentare gli interventi sono stati Fede e Tinto di Decanter. «In Francia e in Italia - ha detto Florent Suplisson - l’enogastronomia è cultura, il cibo uno stile di vita e la cucina è un’arte. Nell’Anno del Cibo italiano nel mondo, portare a Torino il Bocuse d’Or significa anche celebrare i due grandi rivoluzionari della cucina scomparsi, Paul Bocuse e Gualtiero Marchesi, la cui eredità continuerà a influenzare i cuochi italiani e francesi di oggi e del futuro».

A rappresentare l’Italia alla competizione sarà Martino Ruggieri, pugliese di nascita e francese d’adozione, poichè che è l’head chef del Pavillon Ledoyen di Parigi (tre stelle Michelin). Da aprile è ad Alba, dove si era svolta la selezione nazionale, per allenarsi presso l'Accademia Bocuse d'Or Italia, presieduta da Enrico Crippa e diretta da Luciano Tona. La viva speranza è la qualificazione alla finale di Lione che non ha mai visto la vittoria di un team italiano. L’evento di Torino, dopo Mexico City per la selezione delle Americhe, Guangzhou in Cina per Asia Pacific e Marrakech per la finale africana, vedrà in campo oltre a quella italiana di Martino Ruggieri, le squadre di Polonia, Belgio, Islanda, Ungheria, Germania, Paesi Bassi, Spagna, Francia, Svizzera Regno Unito, Russia, Svezia, Croazia, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Bulgaria, Estonia e Turchia.

Fabrizio Donatoni, Luciano Tona e Florent Suplisson (Bocuse d'Or, selezioni europee a Torino L'Italia cerca il primo successo della storia)
Fabrizio Donatoni, Luciano Tona e Florent Suplisson

La giuria, composta da 14 grandi cuochi, sarà presieduta da Jerome Bocuse, figlio del fondatore, da Tamas Szell - vincitore della selezione europea di Budapest nel 2016 e quarto nella finale nel 2017 - da Enrico Crippa, presidente del Bocuse d’Or Europe 2018 e da Carlo Cracco. «Siamo orgogliosi di ospitare per la prima volta a Torino a questa prestigiosa competizione - ha detto l’assessore al comune Antonella Parigi - anche perché si caratterizza per una forte attenzione ai prodotti del nostro territorio, dai vini alla carne, dal riso al formaggio. Per l’importante valore aggiunto culturale abbiamo creato un progetto, "Bocuse d’Or Europe Off 2018" con una articolata stagioni di eventi culturali che animerà il Piemonte».

Anche per Paola Virano i cittadini potranno vivere l’evento con un’offerta qualificata e diversificata. «La città - ha detto - acquisisce una nuova dimensione per il ruolo del cibo e per la sua potenza evocativa e comunicativa». Nella sede della Camera di Commercio, inoltre si svolgeranno vari eventi aperti al pubblico. «Rappresentiamo - ha detto il suo vicepresidente Bruno Graglia - le piccole e medie imprese e l’evento farà conoscere la loro attività. Tre gli eventi che organizzeremo nella nostra sede: Maestri di Gusto, Torino doc sui vini e Torino Cheese».

La gara del Bocuse d’Or durerà 5 ore e 35 minuti e sarà articolata in due prove: la preparazione di 15 piatti individuali e una portata servita su un grande vassoio d’argento. Ma come ha sottolineato Luciano Tona del Comitato Organizzatore continentale in ogni Paese c’è un modo di mangiare legato alla sua cultura. «In questo confronto nei piatti - ha detto - si dovrebbe percepire la mediterraneità soprattutto come nelle altre edizioni saremo attenti allo spreco, considerato una negatività. La capacità professionale consiste anche nel non sprecare».

È la prima volta nella storia delle selezioni continentali che una finale viene accompagnata da vini del territorio delle Langhe, del Roero e del Monferrato, «Le 14 denominazioni scelte - ha detto Filippo Mobrici - raccontano la storia di una produzione enologica che si intreccia con la cultura Piemontese». Così come Simone Mellano esprimono vocazione alla qualità e biodiversità i prodotti alla base dei piatti come la Fassona piemontese, il riso di Baraggia del Biellese e Vercellese Dop e il Castelmagno Dop. Il Bocuse d’Or, concorso biennale, nasce nel 1987 e prende il nome dal Paul Bocuse, fra i più grandi cuochi del XX secolo (3 stelle Michelin per 50 anni di seguito col suo ristorante a Collonges-au-Mont-d’Or). Il suo format è ispirato al modello dei grandi eventi sportivi e la sfida si tiene negli anni dispari al Sirha, la più importante fiera professionale della ristorazione e della gastronomia.

Mariel Odile Fondeur (Bocuse d'Or, selezioni europee a Torino L'Italia cerca il primo successo della storia)
Mariel Odile Fondeur

Debutto italiano, nella fattispecie torinese, anche per la Coupe du Monde de la Patisserie, dopo la prima edizione parigina del 2012 e le due selezioni continentali a Ginevra. Sarà Martin Chiffers il presidente d'onore della competizione che vedrà la sfida di sette squadre nazionali (Belgio, Turchia, Svezia, Russia, Polonia, Svizzera e Bulgaria). La nazionale italiana che nel 2015 ha vinto la Coupe a Lione grazie al cuoco Fabrizio Donatone non gareggerà a Torino in quanto è di diritto nella Top 5 già qualificata per Lione insieme a Giappone, Usa, Corea del Sud e Regno Unito. L'incontro alla Stampa Estera si è concluso con l'intervento di Mariel Odile Fondeur direttore generale del Sirha.

«Il nostro scopo - ha detto - è quello di mettere in scena tutto il know how che gira intorno al mondo della gastronomia diventando un punto di riferimento per tutti i suoi protagonisti. Ma è diventato anche un evento anticipatore di tutte le tendenze mondiali». A conclusione il giovane cuoco siciliano Giuseppe Raciti del Ristorante Zash, già tra i finalisti di Alba, ha preparato alcuni piatti a base dei prodotti dell'agroalimentare piemontese che saranno materia di gara.

Per informazioni: www.bocusedor.com

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